Così Così...ma se rapportato al prezzo diventa "Non ci siamo"
Siamo clienti abituali della pasticceria pertanto il mi ogiudizio non sintetizza un unico episodio bensì un trend che ho notato. NON SONO UN ESPERTO DI ALTA PASTICCERIA quindi il mio giudizio sarà sicuramente contestabile dal punto di vista tecnico. Mi scuso in anticipo se possa ritenersi offensivo o lesivo della professionalità. Il nostro ultimo acquisto riguarda 4 panettoni classici (canditi + mandorle) tutti regalati in famiglia e consumati i nsituazioni conviviali. In poche parole li ho assaggiati tutti e 4. Prezzo al kg dei panettoni 40,00 €. Quindi del tutto comparabili con i prezzi di Iginio Massari. Pretendo la perfezione. Confezione box esterna: esteticamente non apprezzbili eventuali modifiche rispetto quelle dell'anno precedente. Esteticamente a me non piace. Qualche anno prima c'era una confezione più rigida (RIUTILIZZABILE!) e molto molto più bella esteticamente con finitura bianca e oro. Molto fine e bella. Arriviamo alla sostanza. Tutti i panettoni mi sono sembrati privi di carattere e realizzati qualitativamente in modo più mediocre rispetto la produzione di 2 anni fa. Infatti avevo già notato questo "trend calante" anche l'anno scorso. Faccio esplicito riferimento alla minor percezione della burrosità dell'impasto, al colore sbiavdo (in bolognese tradotto...di un colore molto tenue, ciè pallido) alla sua sapidità, alla qualità delle mandorle tostate impiegate. Pochi anni fa le mandorle erano sublimi: ben tostate, croccanti, salate e usate con grande parsimonia (in numero contato su ogni panettone). Oggi le mandorle sono buttate lì, quasi per caso e hanno un aspetto "non fresco". Il candito all'aranzia sembra avere consistenza e sapore più molli e sciapi. Insomma...non lo ritengo più un prodotto di eccellenza. Metterei più attenzione al prodotto visto che anche il contesto limitrofo (es: Luca Porretto) sta maturando molto velocemente e un "nome" non è per sempre. C'è la famosa legenda: "mio padre ha aperto l'attività. Io l'ho fatta crescere e ho allargato il magazzino. Mio figlio/a si droga.".
CONSIGLIO: invito l'azienda a riflettere su migliorare l'etichettatura del prodotto per garantirne la freschezza apponendo le informazioni minime rispetto la tracciaura della produzione del panettone venduto. Ad oggi non c'è nessuna informazione (data di produzione, data di confezionamento, luogo di produzione, etc...)
Ultimissimo tema: quando vengo a ritirare 4 panettoni per un totale di 160,00 non dico che mi dobbiate stendere i tappeti rossi ma nemmeno riservarmi la ruvidezza e la maleducazione del vostro personale. Sorridete ragazzi che i soldi arrivano lo stesso. Oppure inserite i sorrisi a listino così chi vuole ve li può...
Read moreSono andato da Gino Fabbri per ritirare una torta di compleanno che, nella sua tipologia, è sempre stata la migliore finora assaggiata ( almeno a Bologna). Parecchia confusione nella gestione dei ritiri di torte ordinate e fila alla cassa. Non voglio criticare la qualità dei prodotti ma sia il servizio che l'accoglienza e la gestione del cliente. Appena entrato ho detto al ragazzo ( al bancone pasticceria) che dovevo ritirare una torta e mi ha detto di fare la fila della cassa. Arrivato alla cassa e poco prima di pagare , ci ha richiamati al bancone per verificare i dettagli dell'ordine . Appena consegnato il foglio per il pagamento della torta ho visto e chiesto una brioche specifica ( Veneziana) e mi ha mandato alla cassa senza metterla da parte. Ho rifatto di nuovo la fila per la cassa ...( soria infinita) e mentre pagavo la torta e brioche mi hanno detto che i ragazzi che avevano pagato prima di me avevano preso le ultime due veneziane... Abbastanza stupito ho guardato il commesso ( giovane ed onestamente parecchio maleducato) e gli ho chiesto perché non aveva messo da parte la veneziana già chiesta prima .. lui (alzando la voce) ha urlato che gli altri clienti subito prima di me in cassa , avevano già pagato e quindi ora non era più disponibile. Ne la cassiera ( a disagio) ne lui si sono scusati dell'evidente confusione creata dal loro processo complesso, brigoso ed evidentemente non funzionale. Mi sarei aspettato, in quanto pasticceria che si fregia e sfoggia premi importanti appesi al muro, che mi avessero proposto un'alternativa ma nulla di fatto :-). Quello che mi porta a recensire in questo modo negativo, è l'esperienza che ho provato e che non si dovrebbe provare in locali che si permettono di proporre i loro prodotti a prezzi decisamente molto alti rispetto alla media e che sono disposto a pagare se tutta l'esperienza ( prodotto, servizio al tavolo ,. location e gestione del cliente ) ne valgono la pena. Purtroppo la sensazione è stata sgradevole e spero che questa Critica venga presa nel modo giusto per aggiustare la fila ' mensa' e per formare o scegliere meglio gli addetti alla...
Read moreSiamo passate quasi per caso a mezzogiorno, e data la nomea del pasticcere, abbiamo pensato: perché non fare una seconda colazione piuttosto che pranzare? Pur trattandosi di un semplice prefabbricato, la gestione degli interni è spettacolare; una gioia per gli occhi. Anche per questo, le aspettative erano molto alte, e sono state rispettate. La sfoglia del cornetto, specialmente quella con crema al pistacchio, è tra le più buone che abbia mai provato; talmente tanto che non mi avrebbe disturbato mangiare anche solo un croissant vuoto, nonostante io sia estremamente golosa quando si tratta di confetture. Anche la ricotta e il pistacchio erano ottimi. E lo staff si è dimostrato abbastanza attento. L'unica grande pecca di un locale del genere è la presenza di mosche. Tante mosche. Da un maestro pasticcere della nomea di Gino Fabbri e da un locale chic come questo mi aspetterei quantomeno che non ci siano insetti, almeno all'interno. Vedere 5/6 mosche volare incessantemente verso i tavoli, tutte nello stesso momento, mi ha onestamente allibito. Spero che si trattasse solo di una giornata particolarmente sfortunata, perché, se questa è la norma, non mi viene certamente voglia di tornare, indipendentemente da quanto possono essere buoni i cornetti. Altro appunto: il latte era veramente poco per il tipo di bicchiere in cui viene servito. Il fatto che non arrivasse neanche alla sua metà me l'ha fatto apprezzare di meno. Penso che un'azienda del genere non dovrebbe avere problemi sulle proprie quantità di questa bevanda, essendo un bar-pasticceria. A parte questo, se passeremo ancora per Bologna, torneremo volentieri per provare anche solo i pasticcini dall'aspetto impeccabile che abbiamo visto nel bancone, nella speranza di non trovare altre orde di mosche...
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