UN’ESPERIENZA CHE MI HA RESO PEGGIORE COME ESSERE UMANO.
Varcare la soglia di questo bar è stato come entrare in un buco nero dell’ospitalità. Un luogo talmente triste che anche il sole, fuori, sembrava spegnersi per rispetto.
Il barista? Una creatura mitologica che vive tra sbuffi, sguardi vuoti e l’arte rara del farti sentire di troppo, anche se sei l’unico cliente. Mi ha accolto come si accoglie un piccione in salotto: con fastidio e una voglia sottile di sterminio.
Ordino un cappuccino. Mi viene servito un liquido indefinito, beige, con sopra una schiuma che pare sputo montato a neve. Un sorso… e la mia anima ha abbandonato il corpo. Un retrogusto di cartone umido e lacrime di stagista.
La brioche era un monolite. Probabilmente l’avevano esposta a Expo 2015 e poi riciclata. Ho rischiato la rottura del molare. L’ho lasciata lì, come monito per i prossimi sventurati.
L’ambiente? Depressione fatta architettura. Tavolini traballanti, tovagliolini unti, musica d’attesa telefonica remixata da un DJ in crisi mistica. E l’odore… un mix tra caffè bruciato, umidità e rimpianto.
Sono uscito dal locale con la consapevolezza che la felicità è altrove. Se questo posto fosse l’ultima oasi sulla terra, preferirei...
Read moreSE POTESSI DARE ZERO STELLE, LO FAREI.
Benvenuti nel bar peggiore dell’universo conosciuto. Un’esperienza talmente tragica che meriterebbe uno studio antropologico. Appena entrato ho avuto il dubbio di aver sbagliato posto e finito in un film dell’orrore ambientato in una mensa abbandonata.
Il personale? Un mix tra indifferenza glaciale e fastidio evidente. Sorridere? Nemmeno sotto minaccia. Il caffè sembrava fatto con l’acqua della lavatrice e servito con la grazia di un lancio di frisbee. La brioche… oh, la brioche… probabilmente risale al primo lockdown. Un morso e ho capito cosa prova un sasso sotto i denti.
Il bagno? Non saprei, avevo paura di entrarci. Aveva l’aspetto di un luogo dove i sogni vanno a morire. In sottofondo, musica random a volume schizofrenico, tra trap rumena e cover karaoke di Vasco, che cambiava ogni 8 secondi. Forse è una nuova tortura sonora brevettata.
Mai più. Mai. Nemmeno sotto ricatto. Se cercate un posto dove dimenticare la voglia di vivere, fatevi un favore e...
Read moreSe fosse possibile, non darei nemmeno una stella. La barista era di un’antipatia rara: scortese, scostante, impossibile chiederle qualcosa. Alla domanda su come fossero farciti alcuni prodotti, si limitava a non rispondere, ignorando del tutto. Quando ha portato il latte al tavolo, lo aveva già mezzo versato, col piattino sporco. È arrivata senza dire una parola e ha letteralmente sbattuto le cose sul tavolo in modo arrogante. Era presente anche un uomo, credo il proprietario, che non trasmetteva alcuna simpatia. I tavoli esterni in giardino erano sporchi. L’interno, in teoria, potrebbe essere carino, ma l’atmosfera è tutt’altro che accogliente. Con 40° all’esterno, l’aria condizionata praticamente non si sentiva e si sudava. Esperienza pessima: non ci...
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