We visited Chalet del Capo in Capo Vaticano during a late afternoon walk along the coast. The establishment is situated in a truly scenic location, offering panoramic sea views that make it a prime spot for an aperitivo or a relaxing break after a day at the beach.
We ordered a classic Aperol Spritz, a Pina Colada, and a Jamaica Smoothie. All drinks were properly chilled and attractively presented. The Spritz was refreshing, with a well-balanced ratio of prosecco and Aperol. The Pina Colada had a creamy texture and just the right level of sweetness. The Jamaica Smoothie was fruity and vibrant, with citrus undertones, making it an ideal cooling beverage.
Alongside the drinks, we were served light snacks, resembling antipasti or small finger foods. While the selection was modest, it complemented the drinks nicely and reflected the informal, leisurely character of the Italian aperitivo tradition.
The staff was courteous and accommodating, although service did slow down during peak hours due to high customer volume. For this reason, I would recommend visiting outside of the busiest periods to fully enjoy the relaxed atmosphere and attentive service.
In summary, Chalet del Capo offers a compelling combination of beautiful views and a decent beverage selection. Itâs an excellent place to pause, unwind, and enjoy the Calabrian coastline with a refreshing drink in hand. While there are minor service inconsistencies, the overall experience was pleasant...
   Read moreâIl bicchiere della discordiaâ ovvero: come sopravvivere a Capo Vaticano tra caldo, corsa e vendette in centesimi
Era una di quelle mattine in cui il sole ti guarda dallâalto con disprezzo e ti fa capire, chiaramente, che sei tu lâospite indesiderato. Capo Vaticano, ore 9.00, temperatura percepita: forno ventilato. Io, reduce da una pizza serale grande come la ruota panoramica di Rimini, decido â con il buon senso di un tacchino che vota per il Natale â di âsmaltireâ con una leggera corsetta.
Spoiler: la leggerezza è durata i primi 3 kilometri. Poi, complici i 34 gradi allâombra (dove però lâombra non câera), la mia âleggera corsettaâ si è trasformata in unâepopea termica. Sudato come un fontanone di Roma e con le ultime gocce dâacqua evaporate in un rantolo disperato, vedo lâoasi: Bar-Gelateria CHALET DEL CAPO Un miraggio? No. Ă reale. Vado verso di lui con lo stesso passo con cui Di Caprio si avvicinava alla zattera in Titanic, ma io almeno avevo ancora un poâ di dignitĂ e meno acqua addosso.
Dentro, il proprietario. Sta servendo dei ragazzi sorridenti. Io, educato, forse troppo, mi avvicino con lâumiltĂ di un viandante biblico e chiedo â quasi inginocchiandomi â un bicchiere dâacqua.
Errore. Il Signore delle Bevande mi guarda come se gli avessi chiesto di dividere il Mar Rosso dietro il bancone. âAttenda il suo turno!â, ringhia, con la gentilezza tipica di chi probabilmente sogna di gestire un resort alle Maldive ma ha finito per servire granite al limone ai turisti disidratati. Ok, mi dico, sii zen. La sete è troppa per fare il Che Guevara.
Finalmente arriva il mio turno (dopo essermi quasi fuso con la piastrella del pavimento). âUn bicchiere dâacqua, per favore.â Lui versa. Lentamente. In silenzio. Poi, con lo sguardo di chi ha appena scoperto che il suo peggior nemico è tornato in cittĂ , sibila: âQuesto bicchiere dâacqua costa 50 centesimi.â
Ah. E niente. CosĂŹ si spezza lâincanto. Qualcuno una volta disse âdate da bere agli assetatiâ, ma evidentemente al signore gli è saltato il Wi-Fi quando passavano i Vangeli.
Io, munito solo del mio telefono-portamonete e di una banconota da 20âŹ, gliela porgo. Sorriso da Joker: lui le prende con una gioia quasi erotica e mi restituisce tutti i centesimi. Tutti. Come a dire: âVuoi lâacqua, turista? Porta anche il peso del tuo peccato.â
Non so se mi abbia fatto lo scontrino. Probabilmente no. Ma ora non è importante. Ă che, davvero, quel gesto â quella monetina dopo monetina che tintinnava nella tasca mentre riprendevo la corsa â è stato piĂš pesante della salita finale.
Ho ringraziato, eh. Ho pure salutato. Ma mentre correvo, dissetato sÏ, ma spiritualmente svuotato, pensavo: Caro signore del bar⌠buona vita anche a lei. Ma le monetine, no. Quelle non gliele...
   Read moreWhat a terrible experience. Avoid this poor excuse for a gelateria at all cost. I guess they hate Americans, but our family visited to get 6 kids gelato. We purchased the treat, and sat on a bench. They began talking about us in Italian thinking we didnât understand. Suckers. We speak & understand Italian. The owner made a waiter come and tell us we could not stay. It was curious since there were plenty of open seats available. The low star rating we have since found does not even begin to describe the atrocious service we received. This is coming from someone who rarely posts reviews, but this was infuriating enough to get me to. Disgraziato. AVOID...
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