La chiesa di Madonna del principio è posta posta nelle vicinanze del porto ed è stata edificata intorno all’originaria edicola votiva della Vergine Maria, risalente al XII° secolo. Quest'ultima sorta ed era stata costruita nelle vicinanze del mare sin da subito punto di riferimento per i tanti marinai che solcavano le insidiose onde del mare. Questa chiesa custodisce una testimonianza straordinaria dell’eruzione del giugno 1794, quando la lava del Vesuvio colpì prepotentemente la città del corallo lasciando tracce nel tessuto urbano e nella memoria popolare ancora vivide, infatti durante quest'evento la chiesa venne completamente sommersa dalla lava. Tutte le testimonianze artistiche e religiose, tutti i simboli della grande devozione popolare che nel tempo avevano arricchito di significati questo luogo, l’antica edicola contenente il dipinto della Madonna del Principio, tutto spazzato via dal risveglio impetuoso del vulcano. Si salvó invece il monastero degli Zoccolanti, edificato sulla collinetta alle spalle della chiesa e proprio da qui qualcuno intravede delle fiammelle risalire dalle ceneri. Il racconto popolare di ispirazione religiosa vuole la Madonna che, elevandosi in visione, indica dove effettuare lo scavo per ritrovare l’antica chiesa. Grazie all’impegno ed alla devozione del popolo, lo scavo inizió e tra la lava ormai solidificatasi e iniziano a riapparire i resti della chiesa. Riappaiono frammenti di colonne, resti dei bellissimi pavimenti maiolicati di scuola napoletana, parti della struttura dell’edificio inglobate nel materiale lavico. Ma la sorpresa più grande e che lasció gli esploratori a bocca aperta fu il ritrovamento dell’antico affresco dell’altare centrale miracolosamente scavalcato e risparmiato dall’impeto della lava. La chiesa di Santa Maria del Principio rinasce quando San Vincenzo Romano, grande figura umana e religiosa della città corallina, decise di ricostruirla, così come fatto già con la basilica di Santa Croce. A lui va il grande merito di aver saputo veicolare la grande voglia di rinascita del popolo torrese e di aver reso possibile anche finanziariamente questi progetti di riedificazione. In poco tempo rinasce una nuova chiesa contenente nel suo ventre l’antico altare e ciò che resta della chiesa antica. In tempi più recenti l’appassionato e qualificato lavoro di ricerca e di scavo di Don Nicola Ciavolino, viceparroco della chiesa e figura di grande spessore culturale, ha permesso di rinvigorire l’attenzione verso questa testimonianza del passato e dal 2013, l’associazione "Wesuvio" ed il parroco Don Luigi Magliulo, con il contributo di altri appassionati, hanno intrapreso un percorso di valorizzazione del sito proponendo percorsi di visite guidate ed eventi con l’obiettivo di far conoscere ad un pubblico sempre più vasto questa importante testimonianza della...
Read moreSarebbe gradito il parroco riducesse drasticamente la frequenza con la quale suona le campane, la chiesa ha perso numerose funzioni nei secoli, fra le quali, per fortuna, quella di orologio e le campane sono ormai alla stregua qualunque altro tipo di schiamazzo, indesiderate e moleste, con l'esclusivo effetto di compromettere la mia fede e allontanare la mia...
Read morela sola stella non è per questa Chiesa ma per la quantità di sporcizia della zona! se il comune non provvede, possibile che scuola o chiesa non organizzino una raccolta e pulizia spontanee? Fa male al cuore vedere ragazzini e adulti incontrarsi e chiacchierare qui indifferenti allo sporco. Peccato davvero perchè di cose belle da...
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