Ai tempi di Santa Rita, il Monastero era dedicato a Santa Maria Maddalena. La parte antica risale alla fine del 1200. Fu ampliato nella prima metà del 1700 con le generose offerte di Giovanni V, re del Portogallo, guarito di cancro alla guancia per intercessione della Santa. L’ultimo ampliamento è avvenuto nella seconda metà del ’900, con la costruzione del Santuario. Uscendo, è possibile vedere il roseto creato in ricordo del miracolo della rosa e dei fichi : alla fine dei suoi giorni, Rita chiede a una sua cugina di portarle due fichi e una rosa dall’orto della casa paterna di Roccaporena. Ma è inverno, così la cugina pensa che Rita stia delirando per la malattia. Tornata a casa, la parente trova nell’orto innevato una rosa e due fichi e, stupefatta, torna a Cascia per portarli a Rita. Il roseto del Monastero nasce dalle rose dell’orto del miracolo di Roccaporena, città natale di Rita a circa 5 km da Cascia. Rita (forse abbreviativo di Margherita), nata a Roccaporena, frazione di Cascia, all’età di diciotto anni andò sposa ad un giovane locale di nome Ferdinando Mancini, dal quale ebbe due figli. Rita non ne fu entusiasta, perché altre erano le sue aspirazioni, ma in quell’epoca il matrimonio non era tanto stabilito dalla scelta dei fidanzati, quando dagli interessi delle famiglie, pertanto ella dovette cedere alle insistenze dei genitori e andò sposa a quel giovane ufficiale che comandava la guarnigione di Collegiacone, del quale “fu vittima e moglie”, come fu poi detto. Da lui sopportò con pazienza ogni maltrattamento, senza mai lamentarsi, chiedendogli con ubbidienza perfino il permesso di andare in chiesa. Con la nascita di due gemelli e la sua perseveranza di rispondere con la dolcezza alla violenza, riuscì a trasformare con il tempo il carattere del marito e renderlo più docile. Fu un cambiamento che fece gioire tutta Roccaporena, che per anni ne aveva dovuto subire le angherie. Lui morì di morte violenta: gli venne teso un agguato vicino al mulino di loro proprietà. Il primo miracolo riguardò Rita stessa : entrò a porte chiuse nella chiesa del monastero delle monache agostiniane di Santa Maria Maddalena, aiutata – racconta l’iconografia – dai suoi tre santi protettori, sant’Agostino, san Giovanni Battista e san Nicola da Tolentino. Quando al mattino presto le monache, come di solito, si recarono in coro per l’ufficiatura divina, trovarono Rita in preghiera dentro la chiesa. Davanti a quel miracolo le monache che più si opponevano si arresero. Nel monastero, il suo animo si aprì alla partecipazione del vissuto di Cristo Salvatore, del suo dolore, sino a riceverne una spina che portò per quindici anni (da ciò è nata la devozione dei quindici giovedì di santa Rita). Rita morì nel 1457. Alcuni studiosi tentano di spostarne la data dieci anni prima, vale a dire nel 1447, perché così si scrive nella vita di santa Rita scritta dall’agostiniano Agostino Cavallucci...
Read moreThe Monastery of Saint Rita de Cascia, located in the picturesque town of Cascia in Italy, is a revered site dedicated to Saint Rita, known as the "Saint of the Impossible." This serene monastery, set against the backdrop of the Umbrian hills, attracts countless pilgrims who seek the intercession of Saint Rita for difficult and seemingly hopeless situations. Within its peaceful confines, visitors can explore the chapel where Saint Rita's incorrupt body is enshrined, offering a place for prayer and reflection. The monastery also features a museum that chronicles the life and miracles of Saint Rita, as well as beautiful gardens that provide a tranquil space for contemplation. Before you leave, don't forget to write your wishes in the book in the church, a tradition cherished by many visitors. With its deep spiritual significance and serene environment, the Monastery of Saint Rita de Cascia offers a profound and moving experience for...
Read moreLuogo di culto e carismatico. Siamo stati in questo stupendo luogo non per turismo ma per fede e devozione. Il viaggio è stato tranquillo in quanto il paesino è facilmente raggiungibile dall'autostrada A1. Anche le strade statali sono comode e scorrevoli. L'accesso al santuario è anch'esso agevole anche per persone con disabilità motorie. La chiesa è molto bella e la santa, mai sepolta, è situata nella chiesa in modo laterale, facilmente visibile a tutti. Personalmente non amo questa cosa perché credo che i morti per quanto santi debbano comunque non essere a vista ma data la devozione e la storia di questa Santa nonché la sua perfetta conservazione dopo parecchi secoli, posso giustificare anche questo turismo a volto spinto anche dalla curiosità. Le confessioni sono molto veloci e con attese brevissime. La funzione religiosa è stata molto profonda e ricca di argomentazioni toccanti riferite al vangelo ed applicate alla vita quotidiana. Davvero si respirava un'aria mistica. Il monastero molto piccolo permette di visionare: la vite secolare che la santa ha fatto nascere da un tronco sterile che innaffiava per un anno, il primo anno al convento; il roseto nato dalla rosa che le fu portata in punto di morte, oggetti della sua cella ed un sarcofago, oltre alla corte del convento. Il paesino è molto turistico e molto carino anche da visitare. Il cibo è buono e neanche molto caro. Infatti al ristorante "Tipico" abbiamo mangiato bene 4 di noi con 60 euro. Il mio consiglio è di visitare questo luogo sia per culto che per turismo. Nelle vicinanze ci sono un sacco di luoghi belli da visitare. Si consiglia una permanenza di...
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