ATTENZIONE CHIUSO PER LAVORI FINO A MAGGIO 2023 CHIAMARE PER INFO update 23 marzo 2023
Un posticino alle porte di Milano ma tagliato fuori dalla città dalla ferrovia. Giace tra campo coltivati e altri abbandonati ai margini del parco Forlanini tra il viale omonimo e via Corelli. Una chiesa sconsacrata, ma antica (1300?) con la sua abside in mattoni, accoglie i visitatori e avventori. C'è un pollaio ma non ho visto le galline. C'è un'aia tra le case in mattoni con una parte coperta, tutto molto semplice come se le zie avessero messo fuori il tavolo e le sedie perché sono arrivati troppi amici e parenti. Menù cortissimo, si viene per chiacchierare non per fare la mangiata o gustare il manicaretti... Però c'è una ricerca di sapori, il pesto è fatto in casa, il pane è quello del fieno di Davide Longoni (lomellina), hanno la bottiglia di vetro levissima (avrei apprezzato una alternativa di acqua gasata del sindaco). Vino sincero senza lista che, invece, è discreta per i cocktails. Buono il sidro al cetriolo, provatelo! Super dissetante. Infine la nota di merito alla parziale assenza di zanzare, ero prevenuto pensando di essere assalito, invece no. Da frequentare adesso prima che sia inghiottito dalla gentrification Milanese in cui i prezzi e la frequentazione cambieranno la faccia a questo angolino delizioso. Si fa una tessera all'ingresso, il menù è sul sito. Nota a parte... Il servizio... Non è veloce, non è professionale, li si perdona. Forse serve una organizzazione diversa, tipo spirit de Milan. Più self service o numeri a chiamata per snellire e...
Read moreCaro Ferruccio Eva, La nostra scelta del ristoro è stata fatta in seguito alla lettura di un articolo del milanese imbruttito, quindi fai un po’ tu. Al nostro arrivo siamo rimaste stupite dall’unicità del luogo e dal menù un po’ diverso dal solito. Le nostre aspettative sono subito crollate quando, dopo più di un’ora di attesa dall’ordinazione, abbiamo sollecitato la cameriera chiedendole a che punto fossero i nostri piatti. La tua amica cameriera (con cui hai allegramente chiacchierato al termine del pasto) ci ha trattato a pesci in faccia, non solo se la rideva sotto i baffi, ma ci ha anche informate che non poteva portarci qualcosa da mangiare nell’attesa. A detta sua non poteva entrare in cucina. Dopo un’altra ora di attesa abbiamo ricevuto i nostri piatti (di cui 3 modificati perché finiti). La pasta (teoricamente al gorgonzola e noci) era pasta con panna, del gorgonzola neanche l’ombra. Il nostro umore o come tu hai definito “arroganza” è stato certamente conseguenza dell’atteggiamento noncurante, maleducato della tua cara amica e delle due ore di attesa e fame felina. Ciliegina sulla torta: il conto, sicuramente più salato della pasta. Ai futuri clienti consigliamo la macedonia volante che ci è stata gentilmente...
Read moreA proposito dell'esperienza di Anna Bassini e Guia Renzi: ero al tavolo a fianco ed ho assistito a tutta la dinamica, le ragazze dimostrano di aver completamente frainteso il contesto che, paradossalmente, sembrano aver scelto. Cascinet è il classico luogo dove vai a mangiare senza pretese, in cambio di una location unica e prodotti comunque di ottima qualità. Ritrovarsi in una decina di persone, durante il weekend, con pioggia improvvisa che costringe i gestori del locale a muovere diversi tavoli e altrettanti clienti, non può che significare un rallentamento del servizio e attese più lunghe. Non solo loro hanno dovuto attendere più del solito per l'arrivo di bevande e pietanze, ma si sono distinte per l'eccessiva arroganza nel condividere il loro disagio con i lavoratori stessi e pretendendo un tipo di servizio che di per se non avrebbero trovato. Pretendere che vengano offerti amari di scuse prima ancora di averli ordinati e lamentarsi delle offerte che comunque vengono fatte è maleducato oltre che irrispettoso del lavoro altrui. Bravi tutti a Cascinet, il periodo è difficile ma lo si affronta nonostante le opposizioni. Tornerò sicuramente, saluti...
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