Vorrei raccontarvi la mia esperienza di stamattina all'ufficio di Poste Italiane di via Monte Cervino a Viterbo, poiché da questa trarrò spunto per alcune riflessioni.
Dovendo pagare un bollettino, mi sono recato in tale ufficio, ho preso il numeretto dall'apposito totem alle ore 10:27 e mi sono messo in attesa. Dopo un'ora e dieci minuti sono stato infine accolto da uno dei sportelli.
L'impiegato che mi ha ricevuto - dalla fluente chioma ed i baffi ben curati - mi ha fatto notare che la compilazione del mio bollettino era incompleta. In effetti, nella parte di destra mancavano il mio nome e cognome e l'indirizzo.
Per correttezza nei confronti degli altri clienti in fila, mi sono temporaneamente congedato dalla postazione che avevo impegnato, per mettermi in un angolo della sala a compilare le parti mancanti del bollettino. In questo modo speravo di agevolare la fila, mitigando l'anomalia da me prodotta.
L'operazione di compilazione mi ha impegnato per circa venti secondi. Una volta completato il bollettino mi attendevo che uno qualsiasi degli operatori di sportello mi avrebbe richiamato non appena avesse finito con il cliente che aveva davanti.
Così non è stato. Appurato ciò, ho provato ad insinuarmi: "io avrei finito di compilare". L'impiegata alla quale ho rivolto tale affermazione ha guardato prima me, allibita, e poi con aria interrogativa il collega di prima coi baffi, che da quanto ho capito era il responsabile dell'ufficio.
"Deve riprendere il numero!", ha proferito dunque il collega rivolgendosi a me. "Devo fare un'altra ora e dieci di fila?" ho risposto io. "E' così!" ha replicato lui. "E' una questione di buon senso: ho impiegato 20 secondi a finire di compilare il modulo". "E' così!" ha ribadito lui.
Non avendo voglia di litigare, me ne sono andato, ripromettendomi di non rivolgermi mai più a Poste Italiane.
Ecco la riflessione di cui parlavo all'inizio: con le tecnologie che abbiamo oggi a disposizione gli operatori di sportello (di uffici postali o banche che siano) sono meno necessari che in passato, sia sul fronte operativo che quello commerciale.
La gente usa infatti l'home banking, piuttosto che venire in cassa in filiale e sceglie i prodotti finanziari da acquistare sui portali internet dedicati piuttosto che chiedere consulenza. Le carte di pagamento si ordinano si col telefonino e si ricevono a casa. Al posto delle raccomandate oggi mandiamo delle PEC. Non parliamo poi del contante, gestito ormai in prevalenza da apparecchiature ATM.
Tirando le somme, le macchine sembrano oggi far meglio quel che una volta facevano gli uomini. Se il contesto è questo, a cosa serve dunque l'essere umano (nella fattispecie, l'operatore di sportello)?
A mio modesto avviso, un operatore al pubblico serve (e servirà) solo ad una cosa: gestire l'imprevisto.
Il futuro è impietoso: chi non sa fare o non vorrà imparare a fare ciò, verrà probabilmente sbattuto dall'azienda dentro una stanza, con una cuffietta e microfono, a mo' di call center, a vendere prodotti scadenti alla clientela (perché quelli buoni, i clienti se li scelgono soli via internet).
Oggi, all'ufficio postale di via Monte Cervino non si è gestito alcun imprevisto, e la cosa è a mio avviso non può che essere...
Read moreAttese infinite In data 26 luglio alle ore 11.26 mi sono recata,accompagnata da mia figlia di 9 anni all'ufficio postale in Viterbo via Monte Cervino ed ho atteso ben un'ora e trenta minuti per ritirare una raccomandata. Si precisa che appena entrata,ho preso il numero 30 e stavano servendo il 29. Gli sportelli aperti erano 3 . Dopo 50 minuti ho chiesto allo sportello n 1 ,sig Remo, perché non chiamavano per il ritiro giacenza e mi ha risposto che era tutto normale e bisognava aspettare.Preciso che tutte le operazioni dal n 89 scorrevano anche se con lentezza,così come i titolari di postmat. Si era bloccata solo la numerazione per il ritiro giacenza. Dopo 75 minuti servono un signore che aveva preso sia il numero per la giacenza 32,dopo di me,che il numero per tutte le operazioni n112,a tal punto mi sono recata allo sportello 3 richiedendo gentilmente all' operatrice perché non chiamassero la compiuta giacenza e se dovevo prendere anche io il numero per tutte le operazioni,mi ha risposto che se lo sportello 1 si bloccava, tutti gli altri automaticamente si bloccavano per la compiuta giacenza. Preciso che lo sportello 1 non era bloccato. A quel punto prendo il n 146 per tutte le operazioni,e pazientemente aspetto,e intanto mia figlia ha fame!!! Alle 12.54 Finalmente lo sportello 1 chiama e il sig Remo mi dice "Finalmente la signora ce l'ha fatta' con fare ironico. Chiedo spiegazioni sul motivo per cui ho aspettato un'ora e mezza senza avere persone in attesa davanti a me per la compiuta giacenza e mi risponde che purtroppo il personale è poco. È ineccepibile una situazione del genere! 3 sportelli aperti in una posta periferica non mi sembrano pochi,di questi tempi si lavora in condizioni anche peggiori, bisogna solo capire se tutti sanno fare il...
Read moreMi sono recato presso questo ufficio (VT2) il 14/7/2022 per l'apertura di un c.c., la consulente dopo un'ampia illustrazione dei vari servizi vengo invitato a stipulare un contratto di assistenza legale e/o un'assicurazione per poter accedere all'apertura del c.c., non essendo interessato a tali servizi insisto per l'apertura del solo conto, la consulente mi precisa che le condizioni per l'apertura del conto è condizionata all'accettazione di almeno un servizio, sconcertato da tale obbligo esprimo il mio dissenso e rinuncio all'operazione. Il giorno 22/07/2022 mi sono recato presso l'ufficio postale VT5 dove con professionalità la consulente senza alcun condizionamento mi apre il c.c. Stupito da tale anomalia, mi sono recato presso l'ufficio postale centro (via Ascenzi) per un esposto, ho richiesto un incontro con il responsabile degli uffici e nel frattempo il direttore (di Viterbo Centro) mi invita ad esporre il problema al quale risponde con voce severa esponendomi i problemi e condizioni che alcuni suoi clienti hanno avuto con le banche e che quindi giustificava l'operato della consulente VT2 , sconcertato da tale atteggiamento lo contestavo e in risposta affermava che l'apertura di un conto corrente è a discrezione dell'operatore quindi non in base a precise regole previste da disposizioni e regolamenti. quello che non sopporto è l'arroganza di questi signori che pensano di gestire il potere secondo i loro voleri o interessi dimenticandosi un concetto importantissimo che loro sono al nostro servizio e non viceversa.Povera Italia , come siamo...
Read more