Allora, ho molto da dire secondo il mio metro di giudizio. Primo La prima regola fondamentale è quella di salutare il cliente: “Buongiorno” o “Buonasera”. Allo stesso tempo oltre ad accogliere è fondamentale congedare gli avventori con un saluto cordiale ma discreto. Inoltre salutare chiamando i clienti per nome, potrebbe essere un metodo efficace per creare una certa relazione tra il cliente e il locale stesso. Secondo. Non dimentichiamoci che l’attesa non è cosa gradita quando un cliente entra nel tuo locale, ragion per cui è impensabile lasciare sull’uscio della porta il cliente senza che qualcuno si accorga della sua presenza. Terzo. I clienti vanno accompagnati al tavolo mettendosi al loro fianco La figura più importante nel tuo ristorante è il cliente, per questo non deve essere mai preceduto. Tassativo non abbandonarli in mezzo agli altri tavoli in attesa di capire che tavolo hanno prenotato. Quarto. Risolvere i problemi A tal proposito, risolvi sempre e tempestivamente i problemi. Mantieni la calma, usa un linguaggio forbito perché ricordati il cliente ha sempre ragione, per questo scusati anche per eventuali spiacevoli disservizi. Per esempio la lungaggine del cameriere a prendere la comanda (abbiamo aspettato circa 20 minuti). Quinto. Non devi mai dare per scontato che i tuoi clienti non siano interessati ai piatti del giorno, alla sorpresa dello chef o a delle promozioni. Potresti trovarti davanti delle persone fortemente indecise sul Menù e allora perché non aiutarle e sollecitarle? Prenditi del tempo e cerca di capire chi hai davanti e a quel punto… giù di informazioni, sempre però senza usare un tono aggressivo o forzare la mano. A questo punto il menù. Io: Antipasto. lardo e pancetta servito senza una bruschetta calda e il salame veronese stortina , almeno quello, servito su una fettina di polenta calda abbrustolita. Secondo. Fegato di vitello alla veneziana un po' insipido servito (orrore) con polenta abbrustolita anziché una polenta tenera con farina di Marano o, chiedendo troppo con farina di Storo. Il piatto era tiepido ma secondo i miei gusti doveva essere caldo. Mia moglie (fastidiosa) Antipasto. Tortino di rosole Discreto nulla da eccepire, normale. Secondo. Guancette di maiale insipide, tiepide all'estero fredde all'interno non le abbiamo mandate indietro per una questione di gentilezza nei confronti di chi in cucina potrebbe avere un brutta giornata ( ma non va assolutamente bene). Dolce. Pallina di gelato al cioccolato con liquore di amarene e quattro meringhe grandi circa come un pisello. Vino. Ottima bottiglia di Cabernet Sauvignon di Vigna Alta a sollevare la situazione Caffè. Conto Eravamo in due il conto è nella media ma avrei preferito, complessivamente, avere speso un 30/40%in più ma essere uscito dal ristorante soddisfatto. Spero che e la critica sia costruttiva specialmente per il gestore...
Read moreOne of the waiters seems to have strange ideas about how terrible "artifical sweets" are for your health and seemed to be very adamant in communicating it with my poor diabetic mother, weird to say the least. Also very much unscientific. Last time I was here my brother found a bug in the salad. Or at least seemed like it, the waiter said that after they inspected it in the kitchen that it was "just a crumple of dirt" which is somewhat better I guess. Apparently they explained that it's not their fault cause they buy premade salad and evidently don't clean it before putting it in their dish. Not sure if that's a good excuse but whatever. Was quite disturbed by that experience but to be fair when it came to paying the owner definitely took into account the accident and was very...
Read morePremessa necessaria: alla richiesta di un tavolo per le 13.30 mi viene risposto seccamente "la cucina chiude alle 14" (spoiler: bugia). Arriviamo di corsa intorno alle 13.20 con la paura di non poter mangiare. Già avere il menù è un'impresa: l'abbiamo aspettato 30 minuti dopo nostra sollecitazione. Qui arriva il bello: per riuscire a ordinare devi probabilmente far recapitare una raccomandata con ricevuta di ritorno con una settimana di anticipo. Passano almeno altri 20 minuti senza che nessuno ci degni di uno sguardo. Chiediamo una volta alla cameriera di ordinare: tentativo vano. Chiediamo una seconda volta a un'altra cameriera che ci risponde quasi infastidita "sono i due uomini che prendono le comande". Qui iniziamo a sospettare di essere invisibili. Mi alzo e vado alla disperata ricerca di un misterioso uomo col taccuino in mano. Finalmente riusciamo a ordinare. Prendiamo un antipasto chiedendo esplicitamente di dividerlo (che comunque di solito non è che uno mangia e l'altro guarda). Ci arriva in tempi brevi, ma senza il secondo piatto che abbiamo dovuto chiedere due volte (forse lo fabbricano al momento). Di per sé l'antipasto era mangiabile. Da qui inizia un'attesa infinita: il piatto principale ci arriva dopo oltre un'ora (nel frattempo in sala gli animi si scaldano per le attese bibliche: scopriamo almeno di non essere gli unici). Un piatto di calamari che arrivano duri e freddi e dei tagliolini ai funghi mezzi crudi, poco saporiti e la porzione era pure scarsa. Unica nota positiva la simpatica coppia ultra ottantenne seduta di fianco a noi che ha solidarizzato con noi durante l'attesa infinita. Chiudiamo in bellezza con il conto: un anonimo tortino di melanzane, degli insulsi calamari con polenta, un piatto infelice di tagliolini coi finferli, un'acqua e due calici di vino in 2 ore e mezza ci sono costati la...
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