Una volta c'era il 'Racanà'
Non conosciamo l'Irlanda e, non essendoci mai recati nel Paese del Trifoglio, vantiamo una scarsa conoscenza di pubs irlandesi, siano essi original o la loro versione italiana; possiamo però dire d'aver fatto una buona scelta la sera di giovedi 22.9.2016, di ritorno da una visita alla Pinacoteca di Brera, sorpresi dal fatto che anche Bresso dia segni di vita grazie ad uno di questi locali. Davvero cortese, verso le ore 22, l'accoglienza da parte del titolare e del personale che, salutandoci come fossimo clienti di vecchia data (noi, perfetti sconosciuti), ci mettono subito a nostro agio. Ambiente rustico ed alternativo, ci sembra ben frequentato fin dal primo impatto: clientela piuttosto giovane (oggi, peraltro, al 90% maschile) fra i quali, tuttavia, anche una coppia matura trova facilmente il suo posto, favorita dall'atmosfera informale ed amichevole del pub. Fantastici i tavoli in legno ultravissuto, tavoli ormai... su tre gambe ma in grado di reggere perfettamente la profumata, gustosissima doppia piadina in salsa piccante che in gaelico fa 'Tir na nòg' e le due pinte di ottima birra, specie la new entry, ordinate per celebrare questo nostro piacevole viaggio “fuori dal mondo”, nell'eterna giovinezza della mitologia nordica. Un bel ritorno, per me, a tempi lontani in cui ero solito frequentare con alcuni compagni di liceo il mitico “Racanà” di Mr. Guy, in via Sannio a Milano. Ma torniamo all'oggi, a questa mia bella serata con Fulvia che si chiude fra gli armoniosi sussurri d'un buon Irish coffee, equilibrato negli ingredienti, ben preparato dal personale del pub di Oisìn che ha saputo riaprire una finestra chiusa da forse?... trecento anni. Ma in questo caso, per quanto sia oggi canuto (o brizzolato?) a Tir na nòg son tornato a cavallo con la mia donna e spero che, insieme, si possa restare ancora a lungo in sella. Unica nota non proprio celtica, l'impossibilità di saldare il conto - peraltro equo - con carta di credito/bancomat: soluzione un po' troppo italiana, in disaccordo coi gusti di chi scrive. Ma il locale ci piace: ci penseremo la prossima...
Read moreFrequento questo pub un paio volte al mese già da 3 anni ed è sempre stato uno dei miei preferiti, ma le ultime due volte la gestione si è rivelata poco professionale e poco onesta. Anche per tutto il periodo covid, quando le normative lo permettevano, io e amici lo abbiamo sempre frequentato preoccupandoci prima di prenotare un tavolo come si fa in molti altri pub. Negli ultimi due anni non abbiamo avuto problemi per la prenotazione, forse anche perché per problematiche covid, la clientela era veramente esigua e trovare il tavolo "prenotato" a disposizione è stato facile. Le ultime due volte invece, nonostante al momento della prenotazione telefonica non ci sia stata segnalata nessuna problematica, al nostro arrivo al locale non abbiamo trovato il tavolo disponibile. Addirittura l'ultima volta (il 24/01/22), arrivati al pub in perfetto orario sulla prenotazione per le ore 22, non abbiamo trovato il tavolo disponibile e ci è stato poco educatamente risposto: "non posso tenere un tavolo libero fino alle 22". Ora, il titolare può gestire il proprio locale come preferisce, ma o non accetta la prenotazione al momento della telefonata, o se la accetta senza comunicare nessuna problematica poi la deve rispettare altrimenti diventa un gestore poco serio. A questo aggiungo il disagio del mio amico che ha percorso inutilmente 50km per raggiungermi in questo locale, e il poco senso "commerciale" del gestore che non si è ricordato che anche sotto l'aspetto economico siamo buoni clienti, visto che in due il mostro ultimo conto è stato di 75€ in un locale che serve prevalentemente Birra e panini. Per quanto ci riguarda dopo questo comportamento poco professionale, credo sia difficile che ripeteremo le nostre visite...
Read moreNon sono mai stata in Irlanda, men che meno in un pub irlandese, ma il Tir Na Nog è il posto che mi immagino quando penso "Vorrei andare al pub".
Piccolo (ma non troppo) ed estremamente accogliente, sia per l'arredamento sia soprattutto per il proprietario e lo staff. Il cibo è buonissimo, curato con amore e passione, e le birre sono selezionate e spillate con competenza per tenere altissimo il livello qualitativo del locale.
Qui non c'è roba fighetta. Niente nomi esotici, niente rivisitazioni o scomposizioni, soprattutto non c'è l'odiosissimo articolo davanti a un nome complicatissimo del piatto: la patatina fritta (UNA?) con il suo dressing, la dadolata di sottosterno sinistro di bovina femmina asburgica sul letto di bucaneve eduli. No. Qui ci sono panini, piade, hamburger, patatine. Qualche dolce. La birra. Alcune birre, non mille ma quelle giuste. Buoni, buonissimi. Così buoni che non hanno bisogno di niente a renderli più accattivanti o catchy, quando c'è già un bel posto accogliente e magari qualche buon amico.
Noi di solito ci andiamo in famiglia, lo chiamiamo Tirna: "Tirna stasera?" Ceniamo lì quando non abbiamo voglia di cucinare o meglio quando abbiamo voglia di stare bene. "Di solito" fa un po' ridere, perché potrebbe sembrare che lo frequentiamo spesso. In realtà ci andiamo poco, ma quando ci andiamo siamo a casa. Sempre. Perché il vero segreto del Tir Na Nog non è quante volte ci vai, ma con quale spirito. E se ci vai con lo spirito giusto, ti accoglie al suo meglio anche se fosse la tua unica...
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