Sono stata da Lido 186 in occasione di un addio al nubilato. Premessa dovuta per capire in che situazione imbarazzante, ai limiti dell’assurdo, ci siamo ritrovate davanti a una sposa che si aspettava una sorpresa e non una delusione del genere. Tavolo prenotato per le 21: arrivate in orario, ci dicono che dobbiamo metterci in fila con tutti gli altri (che ugualmente avevano debita prenotazione) perché ci avrebbero fatti entrare un po’ alla volta. Va bene. Aspettiamo, anche se con un po’ di ansia perché già sapevamo di dovere liberare il tavolo per le 23:30 per l’inizio del DJset. Dopo 15 minuti di coda, arriviamo all’ingresso dove avvisiamo il ragazzo buttafuori che - causa problema di conteggio - saremmo state in 15 e non in 14 come comunicato in precedenza. Ci viene risposto testualmente che allora non potevamo entrare perché non c’era spazio. Noi, consapevoli che eravamo nel “torto”, proviamo a chiedere, anzi supplicare, di aggiungere UN POSTO, assicurando che non avrebbe fatto nulla se fossimo state strette, purché riuscissimo a stare insieme e cenare. Nulla da fare, inammissibile per il locale aggiungere un posto, non si poteva. Alla fine dopo QUARANTA MINUTI di trattativa - da aggiungere che nella comitiva era presente anche una ragazza incinta e lasciata in piedi tutto il tempo - riusciamo a ottenere la grazia, ma pretendono che saldiamo già il conto del tavolo prima ancora di sederci (da sottolineare che avevamo già versato debita caparra in anticipo per bloccare il posto). Ma la beffa prosegue quando il buttafuori prima di farci finalmente accedere al locale chiede che gli venga fatto controllare lo scontrino che attesta il pagamento della cena. Ormai abituate alla follia e alla maleducazione imperante, alle 22:30 entriamo e ci sediamo in una tavolata il cui capotavola era praticamente in mezzo alla sabbia, ma non ci lamentiamo, del resto avevano aggiunto un posto, che umani che erano stati no?! Iniziano le portate, praticamente vassoi gettati alla velocità della luce, con antipasti che sarebbero pure stati buoni, se non fossero stati freddi come il marmo. Le pizze passabili, ma parimenti servite con tanto di “tanto avete solo queste e poi basta, avete finito”. Grazie per la cortesia eh. Alle 23:30 precise ci viene letteralmente tolta la sedia da sotto il sedere, sebbene noi aspettassimo almeno che ci venisse servita la torta - portata da noi e per cui avevamo pagato il sovrapprezzo dovuto per il taglio e la bottiglia di accompagnamento. Quindi, chiediamo per cortesia che quanto meno ci venga lasciato un tavolino per tagliare il dolce e scattare due foto ricordo - anche se nessuna ormai era molto in vena di ricordare la “bella serata”. Dopo 15 minuti e ripetute attenzioni ai camerieri ci viene portato il tavolo. Dopo altri 15 finalmente arriva la torta con lo spumante e le candele: beccato la sposa fosse in bagno, per cui diciamo alla cameriera di aspettare ad accenderle. La ragazza ci dice allora che ci avrebbe lasciato posate e tutto il resto, compreso l’incarico di gestire il tutto. Quando chiedo se può lasciarci anche l’accendino dato che nessuna di noi fuma risponde che non può. Bene, accediamo con le pietre focaie, qual è il problema. Alla fine serata conclusa sedute sulla sabbia, direttamente in spiaggia: almeno li ci entravamo tutte senza dovere esibire scontrino. Insomma, un addio al nubilato che è diventato un addio alle buone maniere e alla buona educazione. Il cliente non ha sempre ragione, ma chi ha giudicato male questo locale prima di noi non ha...
Read moreho avuto purtroppo una brutta esperienza al locale che mi ha fatto rivalutare la serietà e la validità del posto. Viene organizzata una serata in cui é scritto che “L'ingresso è riservato ai maggiorenni e la direzione si riserva il diritto di selezione”. fin qui tutto ok, se non fosse che arriviamo al locale, non lasciano entrare mio fratello diciottenne e la prima spiegazione che ci viene data é “ha meno di 23 anni e noi ci riserviamo la selezione all’ingresso”. strano per due motivi perché, in primis, quando hanno chiesto a me l’età ho risposto 21 e mi hanno fatta passare, e poi nel post non era specificato il numero 23. Lo faccio presente e davanti mi trovo un muro di maleducazione, arroganza e mancanza di rispetto. la situazione si inizia a scaldare, dato che Jacopo (che nella sua prepotenza ci ha tenuto a specificare il suo nome casomai avessi fatto reclamo) continua ad essere un cafone e a trattarmi male. 15 minuti dopo arriva un bodyguard che mi dice che il problema era il modo in cui era vestito. Poco dopo ancora arriva un’altra signora che, sentendo velocemente la questione, mi dice che il problema era che c’era troppa gente. Allora, al di là del fatto che io trovo le motivazioni per cui mio fratello è stato escluso poco valide ma soprattutto incoerenti, ma é una scelta personale del locale che posso accettare o non accettare, ciò che non posso assolutamente accettare é il modo in cui sono stata trattata, dato che a un certo punto sono stata anche spinta davanti a tutti quanti per essere allontanata da questo Jacopo (specifico, un quarantenne nei confronti di una ragazza che poteva essere sua figlia). Non ho ricevuto una scusa né dai proprietari del locale, che ho provato a chiamare senza risposta, né dagli organizzatori della serata (dovrebbe chiamarsi Posh Pescara da come ho visto su instagram). Mi dispiace, ma se sono questi i modi in cui vengono trattati i clienti allora sarebbe meglio non avere a che fare con il pubblico perché sono...
Read morePurtroppo mi sento in dovere di raccontare uno sgradevole episodio che mi ha riguardato. Per la serata del 186 di Mercoledì 24 luglio io ed un mio caro amico abbiamo prenotato un tavolo per la cena venendo appositamente da Vasto. Non appena arrivati all' ingresso, un ragazzo addetto all'accoglienza non ci ha consentito di entrare poiché, a sua veduta, io indossavo dei pantaloncini sportivi "da gara" e quindi non idonee con le "politiche del locale" per l'ingresso in questa "festa privata". Contattando telefonicamente, poco dopo, il lido, mi ė stato ribadito che, il mio abbigliamento e in particolare il pantaloncino "sportivo con lo stemma del Siviglia" non era conforme alle loro politiche. Premettendo che, durante la fase di prenotazione del tavolo, nessuno ci ha avvisati di questa festa privata e quanto meno di queste politiche interne sull'abbigliamento ci siamo ritrovati a fare inutilmente 120 km per il viaggio. Ritengo il fatto molto spiacevole in virtú del fatto che personalmente ho visto invece entrare molte donne dall'abbigliamento indecente. Mi sono sentito offeso, discriminato e sono molto deluso e arrabbiato poiché mi sono sentito un pezzente! Tutto questo per un pantaloncino normalissimo che non dava fastidio a nessuno. Aggiungo inoltre che non c è stato nessuno sforzo per poter in qualche modo risolvere la questione non precludendoci la cena. Da docente quale mio lavoro, ove l'educazione, il rispetto e l'inclusione senza differenze sono alla base della mia coscienza mi ritengo deluso e sconfitto da questa società basata sull'apparenza e non dai reali valori. Se lo staff ha intenzione di chiedere delle scuse sono propenso e...
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