Il miglior gelato d’Italia, punto, punto punto.
Siamo arrivati, come fosse un concerto, molto prima dell’orario di apertura dei cancelli … ehm volevo dire del locale. Vittorio fa la sua apparizione, un po’ prima delle 12:00, si intrattiene con i “fan” e offre agli astanti un “assaggio” (in coppetta) della sua arte.
Riappare poco più tardi, ma a quel punto è già chiaro a tutti che si tratterà di un’esperienza (di vita) indimenticabile, che andrà ben oltre il “gelato”, perché, forse qualcuno da qualche parte sulla terra, riuscirà pure a replicare la sua “crema seria” o la sua “mara de bois”, ma siatene certi mai nessuno replicherà Vittorio: ragazzo sincero, genuino, con un gran sorriso e un cuore ancor più grande, che ancora arrossisce ai complimenti, ma che sfodera un pensiero laterale, frutto di una "visione" chiaramente alternativa di questo mondo.
E allora, pronti, via, si parte, su il sipario: appena il tempo di far partire un “cinematico” sottofondo musicale, che disvela superiori conoscenze in materia e che i ben informati ci riferiscono avere lo scopo, a seconda dei casi, di distendere e rilassare gli avventori, altre volte di infastidirli, provocarli o sobillarli, che Mastro Vittorio già si destreggia fra coni, coppette, spatole e vaschette della sua bottega.
Eh, si perché questa è una bottega, il cui prodotto è frutto di sacrificio di chi (da solo) lo produce (non siamo più abituati, vero?) che si alza all’alba, utilizza solo macchinari degli anni ‘50, manteca il gelato con il bastone e udite udite, rinuncia a ricercare a tutti i costi il profitto, non conservando il gelato, ma ricominciando da capo giorno dopo giorno, così che quello che si produce si consuma in giornata e si chiude bottega quando il gelato è finito (di solito verso le 16:00, nei giorni più affollati già intorno alle 14:00), rinunciando così a tutta la clientela serale, che come noto, rappresenta la parte più cospicua dei guadagni della gran parte delle gelaterie.
Per questo, vi prego fate uno “sforzo” non ve ne lamentate, ma ringraziate, anche quando (e non sarà facile, lo so) sarete stati per ore in fila, magari sotto al caldo asfissiante e forse non riuscirete neppure ad ottenere l’agognato gelato, solo e semplicemente perché … è finito, non ce n’è più.
Mi piace considerarlo come un patto non scritto, fra noi avventori e Mastro Vittorio, sacrificio verso sacrificio, sforzo contro sforzo, perché, questo gelato è appunto “contadino”, nel senso che non è un gelato “cittadino”, cioè non è a portata di mano, te lo devi andare a cercare col lumicino, in quella che un tempo era piena campagna, te lo devi sudare, devi essere disposto ad aspettare il tuo turno.
I gusti sono più o meno quelli tradizionali, niente concessione alle mode (vivaddio), ma alla fine sarai ricompensato da un gelato fresco, compatto (che non si dà tante “arie”) dagli echi di un gusto antico fatto di cose semplici, che da sempre hanno fatto grande questa nostra piccola nazione a forma di scarpa, perchè, è proprio nei limiti e nelle imperfezioni che si nasconde la vera “bellezza”.
Ma torniamo a noi: alla fine prendiamo mezzo chilo di gelato (che mangeremo di lì a pochi minuti), oltre a quello che per la (strabordante) voglia di condividere la sua passione (che fa rima con visione) ci viene offerto da Vittorio.
Purtroppo, non siamo di Bergamo, veniamo da Roma, passerà comprensibilmente un po’ di tempo prima di ritornare da quelle parti e, fino ad allora, ti giuro Vittorio, ci mancherai davvero tanto, nel frattempo, resta sempre così, non cambiare mai, infischiatene delle critiche (ma anche dei complimenti) vai avanti a coltivare questa tua visione, esattamente così come ti è apparsa nella testa e un po' di certo anche nel cuore.
In conclusione, per chi non l’avesse capito, quello che si candida ad essere (ma che forse lo è già) uno dei GELATI PIÙ...
Read moreFirst of all, I don’t like ice cream. At least I thought so. Actually my boyfriend brought me to this place aaand here’s where I’ve understood why I used not to like ice cream. Cause before Vittorio’s gelato, I probably never tried a REAL ONE! All the tastes are just incredibly great, the essence of each flavor. Vittorio welcomes each customer as his guest and he is willing to share with you passion about his art and I he uses only the best products for his gelato. It’s amazing to meet someone so enthusiastic and passionate about all the details. Of course there are some cons (not for me personally): this gelato is freshly made every day, so it is a limited edition, if you want to find all the tastes get to Vittorio’s bottega at the opening time, otherwise you might find everything “sold out” which is a great sign if you think well, so hurry up Vittorio works alone and he lets you try the tastes first, advises you on the best combination of flavors, so yes, you might need to await some time in a queue outside, but believe me it’s worth it it’s all part of the package together with a gelato like you’ve never tried before in your entire life. So enjoy!
P.S. Btw Granita alle mandorle was even better...
Read moreIncuriosito da tutte le recensioni positive che ho letto , oggi sono passato per assaggiarlo. 6 persone davanti a me ,oltre 20 minuti di attesa e non perché spiegava come leggo nelle sue risposte la storia del suo insuperabile inestimabile gelato,ma cose futili ,sciocchezze. Ho una signora davanti a me che dice a questo gelataio che non riesce mai a prendere il suo famosissimo gelato al pistacchio e lui prende una coppetta ,e come d'incanto salta fuori il gelato e a bassa voce le dice che è solo per pochissimo intimi. Tocca il mio turno ,chiedo apposta il pistacchio e lui con un sorrisino mi risponde che purtroppo è il primo che finisce .Ma come? Lo ha dato da assaggio alla cliente precedente! Beh alla fine delle finite , sì,il gelato è buono ,un cono da 3 € è molto scarno e forse un po' di umiltà non gli farebbe male . Volare basso delle volte è la cosa migliore da fare . Non vale un secondo passaggio .Se trovate chiuso cari signori non perdete nulla di speciale . Mi sembra un Ferdy farm della Alta val Brembana in versione cittadina . Ho letto la sua risposta: Prima cosa la signora non era di Padova perché intanto che aspettavamo il nostro turno abbiamo avuto l' occasione di scambiarci quattro chiacchiere e mi spiegava che fa lei l' attesa è sempre così e anche di più , sempre per il suo inutile chiacchierino, sarà forse di origini venete. Seconda cosa ,la gelateria Cuore ,che coma dice lei , è il luogo a me più convenevole ,ha il suo stesso punteggio con centinaia di recensioni , stranamente non ha menzionato le altre gelaterie di Bergamo da me recensite, da Venchi acquisto solo le tavolette di cioccolato fondente al 100%, non venga a farmi la morale,non ne ho bisogno. Terza cosa ,io non sono una persona frustrata come dice lei ,ma una persona che ha il doppio dei suoi anni ,che lavora da 50 anni ,cuoco e gastronomo e con un figlio che di lavoro fa il gelataio pasticcere ,quindi,un po' me ne intendo . Le avevo già scritto di volare basso ,ora...
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