“Questi Romani so’ forti… pure a Rimini!” Osteria Romana “Daje Va’” – Quartiere San Giuliano, Rimini
Avendo vissuto e lavorato a Roma per un anno e mezzo, e frequentato le storiche osterie di Trastevere, pensavo di ritrovare quell’atmosfera tipica fatta di tavoli stretti, piatti abbondanti, vino rosso della casa e… una certa “trascuratezza” nell’arredo. E invece, a Rimini, ho trovato una “Trastevere rivisitata” in chiave elegante. All’Osteria Romana Daje Va’, nel quartiere San Giuliano a due passi dal Ponte di Tiberio si respira romanità ma con un tocco curato che sorprende piacevolmente. La serata è iniziata con due primi iconici: Cacio e Pepe, cremosa, avvolgente, con la giusta intensità di pecorino e pepe e, Amatriciana con guanciale croccante, pomodoro ricco e pecorino generoso. Una vera cartolina dal Lazio. Come secondi, un Carciofo alla Romana morbido e profumato, e un Baccalà alla Romana davvero delicato, che mi ha ricordato certi sapori mediterranei, senza appesantirmi. Servizio: rapido e sopratutto sorridente, grazie alla simpatia genuina, che ti fa sentire a tuo agio, di Aurora, che ha reso la nostra cena ancora più piacevole. Atmosfera: vivace ma mai caotica, tavoli vicini ma con una distanza “umana”, tanta gente educata e l’aria di convivialità che richiama le taverne romane… e che ti fanno apprezzare un momento di pace e piacere passato a tavola. E' vero, qui non c'è il Tevere a fare da cornice ma si sente l'aria di mare, meravigliosa come Rimini. Dettaglio non da poco: tovagliato e tovaglioli in tessuto, e non di carta. Un segno di rispetto per il cliente (e per la tradizione), che fa davvero la differenza. Ero con mia moglie, ottima cuoca, molto brava nella preparazione dei piatti della tradizione e anche lei ha apprezzato. Inoltre, il conto è stato assolutamente in linea con le sorprese – più basso di tanti ristoranti riminesi. In poche parole: Roma incontra Rimini, con piatti autentici, un ambiente curato e un prezzo giusto. Qui la romanità è servita con un sorriso, un carciofo e un “Daje Va’” che vale più di mille parole. E chissà… se fossero passati da queste parti, anche Asterix e Obelix avrebbero detto: “Cucinano bene, ‘sti Romani!” Voto finale: SPQR – Sempre Piatti di...
Read moreNel cuore di Rimini, dove l’offerta gastronomica si muove tra piadine e pesce dell’Adriatico, Daje Và tenta una sfida coraggiosa: portare la romanità a tavola in terra romagnola. Un’”osteria” d’impronta capitolina, che promette veracità e tradizione, ma che — almeno nella mia esperienza — non centra pienamente il bersaglio.
Partiamo dai fritti: la crocchè di patate si presenta dorata e croccante all’esterno, ma all’interno la consistenza non è perfettamente filante, quasi a suggerire una cottura non uniforme. Le crocchette alla matriciana mostrano un sugo poco amalgamato, scomposto, con una separazione netta tra la parte grassa e quella del pomodoro. Simile destino per quelle cacio e pepe, dove il cacio perde la sua anima cremosa, restando più denso che vellutato. La temperatura dei fritti, pur serviti bollenti all’esterno, risultava via via più tiepida procedendo verso il cuore: segnale di una preparazione frettolosa o di un’attesa eccessiva in pass.
Passando ai primi piatti, ho assaggiato una a matriciana e una carbonara. La prima, servita tiepida, tradiva la mancanza di quel sugo denso e avvolgente che dovrebbe legare guanciale, pomodoro e pecorino in un abbraccio sapido. Alcuni pezzi di pelato intero nel condimento rompevano la coerenza della salsa. La carbonara, invece, non riusciva a evocare quella Roma che si vuole raccontare: buona nelle intenzioni, ma con un equilibrio di sapori e una consistenza dell’uovo che la rendono più “casalinga” che da osteria tipica.
In sintesi: Daje Và può rappresentare una parentesi curiosa per chi soggiorna a Rimini e desidera cambiare rotta dal mare alla capitale, ma l’esperienza, almeno per ora, non regge il confronto con la promessa della romanità autentica. Un locale dall’idea interessante, ma che necessita di maggiore cura tecnica e coerenza nei piatti per conquistare davvero il palato.
Un’esperienza senza infamia né lode, da ricordare più per l’intento che per l’esecuzione. Non da consigliare, e probabilmente, non...
Read moreNon ho trovato purtroppo nulla di positivo in questo ristorante. A partire dal servizio un po' scortese e un po' impreparato. Sono del mestiere e so bene cosa significhi essere cameriera e prendere comande.Tavolo da 7, ordiniamo antipasti vari, poi 6 primi di cui alcuni uguali e altri no e la cameriera alza subito le mani dicendo che il metodo di smistamento comande raggruppa i piatti uguali di tutti i tavoli li fa uscire insieme quindi non segue la logica tavolo a tavolo ma bensi a tipologie di primo in tutta la sala (incommentabile...surreale..) quindi ci invita a ordinare un primo uguale per tutti (ma scherziamo? Siamo in 6 non in 15! )... poi all' ultima forchettata della mia cacio e pepe passa un'altra cameriera a sottrarmi il piatto mentre avevo ancora la la bocca piena (ma noooo...non si fa!) Bibite arrivate dopo il cibo..menu dove sono indicati solo gli allergeni e non i componenti dei vari piatti, a ragione del quale è poco intuitivo capire in cosa consistono le portate. Mozzarelle in carrozza con dentro alici, mai viste prima, e appunto per il motivo prima elencato non me le aspettavo all'interno ( sono vegetariana e a saperlo non l'avrei ordinato) se scrivi mozzarelle in carrozza sono mozzarelle in carrozza punto! Carbonara servita con pasta corta e anche qui nkn è specificato. Se c'è scritto solo "carbonara" tocca che porti uno spaghetto non una mezza manica! I menu devono essere chiari e non lo sono. Finiamo in bellezza ordinando dei caffè di cui uno deca ma la richiesta non viene accolta perché le moche sono minimo da due (quindi se vuoi un solo deca ti attacchi ai cosiddetti) tremendo! Pessima gestione.Questo posto durerà poco anzi...
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