Roberta esposito eclettica e giovane pizzaiola di Aversa insignita nonostante la sua giovane età di numerosi premi e riconoscimenti ha aperto qui a Roma in zona Flaminia a circa 1 km dal foro italico, stadio olimpico. L'ambiente devo dire e molto accogliente, dinamico e moderno. Il locale dispone di molti coperti raggruppati in vari ambienti. Unica nota se è possibile cercate di eliminare i menù troppo rovinati poiché è davvero un peccato, i dettagli fanno la differenza. Veniamo al cibo. L'offerta a mio modesto parere e molto interessante, per quanto riguarda gli antipasti si può optare x la tradizione romana suppli al ragù oppure x la frittatina cacio e pepe, concettualmente legata alla Campania ma con un chiaro richiamo anch'essa alla tradizione romana appunto cacio e pepe, ho notato inoltre che non e stata utilizzata la pastella come tradizione ma invece la classica panatura. Personalmente mi e piaciuto l'interno molto cremoso pasta al dente e sopratutto ho notato una crema pecorino non troppo stagionata che legava bene il tutto. Ho apprezzato veramente molto il morzillo, una sorta di panino con impasto pizza farcita con salsiccia, friarielli e burrata. La cosa che è balzata agli occhi e sopratutto al palato è stata la cura e la genuinità delle materie prime di altissima qualità. Un abbinamento vincente friarielli e salsiccia, ottima combinazione, la verdura ripassata veramente a regola d'arte così come la salsiccia cotta alla perfezione con l'aggiunta del finocchietto e poi la burrata x sgrassare, ottimo. Oltre alla classica pizza classica c'è la possibilità di optare x quella al padellino. Due parole sull impasto, utilizzano farina di tipo 1 mentre x stenderla utilizzano farina di semola. Dispongono di un forno elettrico e non a legna come tradizione, nonostante ciò il risultato è veramente ottimo. Il cornicione non è troppo.pronunciato diciamo una via di mezzo tra contemporaneo e tradizionale. Io ho scelto la bruciata, composta da pomodorini rossi, gialli verdi abbruscati, basilico mozzarella igp, e salsa allo scarpariello affumicata.Come detto in precedenza le materie prime fanno la differenza, mi sono sentito a napoli( terra di mare e prelibatezze gastronomiche) non è così scontato oggigiorno trovare il giusto equilibrio tra impasto e topping. A mio modesto parere questa pizza rappresenta la semplicità ma al tempo stesso racchiude tutto il potenziale di una terra pomodori, mozzarella e piatto della tradizione (scarpariello)oltre al basilico. Cottura perfetta anche all interno del cornicione leggermente croccantino. Come dessert ho preso una fetta di panettone( fornito da una pasticceria di aversa) con confettura di arance e semifreddo al burro ottimo. Prezzo con l'aggiunta di acqua minerale 39€prezzo appropriato se consideriamo le...
Read moreEverything at Marita was absolutely excellent. The starters were so delicious (we got quite a few to share) and the bao filling in particular was melt in the mouth. The way they serve the pizzas is really clever. Each pizza is divided between the table and the waiters bring out one pizza at a time so that every time the pizza is all fresh and warm. You could choose between more classic pizzas or something more special and seasonal. The restaurant itself is super elegant but not pretentious, it’s in a fun area of Rome and has lots of thoughtful touches. An added bonus to everything above in that the restaurant was founded by a female, Roberta. Her and her team...
Read moreSciatto.
Seppur nel cuore della movida romana, si entra in un locale e sia l’impressione di trovarsi a Tirana alla fine degli anni ‘90. L’ambiente è un accozzaglia, con una struttura una parte dell’ambiente esterno è stato chiuso, ma la struttura è fatta con teli di plastica talmente economici che si sono ovviamente subito rotti. All’ingresso all’accoglienza non c’è nessuno, un cameriere ci ha sistemati fuori, sotto la struttura, proprio nel punto dove la plastica è rotta, entrava uno vento gelido. Il pavimento era sudicio, i menu strappati, ci hanno portato subito due bottiglie d’acqua da mezzo litro, cosa che mi ha fatto venire subito qualche sospetto. Il cameriere ci dice che sette delle pizze in menù non sono disponibili, ovviamente quelle più sfiziose, motivo per cui ero tornato in questo posto, ma in qualsiasi ristorante, se togli sette pietanze dal menù, la scelta diventa quasi ridicola. Abbiamo ordinato quel poco che era disponibile e quando abbiamo chiesto una Coca-Cola, la bevanda più richiesta al mondo, c’è stato detto che la Coca-Cola non c’era. “Ok, avete birra alla spina?” “No” mi ha risposto la cameriera, “abbiamo un solo tipo di birra italiana in bottiglia, da 33”. Ora, se non hai la birra alla spina, a Roma, in una pizzeria, nel centro della movida, il sabato sera, e in alternativa offri una delle peggiori birre italiane sul mercato, oltre alle sette pizze in meno, al pavimento sporco, al buco nel cellophane della struttura, oltre alle bottigliette da mezzo litro d’acqua vendute al prezzo di un litro, oltre a non avere la coca cola e al cliente fai pagare anche 10 euro di coperto, mi chiedo questo locale che senso ha. Ero stato in questa pizzeria a luglio ed ero uscito soddisfatto, in soli due mesi è precipitata agli ultimi posti dei ristoranti in cui non vorrei mai più mettere piede.
Le pizze erano una decente (carciofina) l’altra terribile (melanzane), le crocchette di patate buone e il conto...
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