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Martinucci — Restaurant in Specchia

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Martinucci
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Martinucci things to do, attractions, restaurants, events info and trip planning
Martinucci
ItalyApuliaSpecchiaMartinucci

Basic Info

Martinucci

Via Umberto I, 16, 73040 Specchia LE, Italy
4.3(417)$$$$
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Ratings & Description

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attractions: , restaurants: La Bettola di Pericle, Mille Voglie - Giuseppe Zippo Maestro Artigiano, Da Coppuledda, Spicchi d'Arte Specchia, Bar al Castello, Corte degli Aranci, Caffetteria Sorte Noscia, Ristorante la Ficarigna, Ristorante Noviera, Panificio Polimena Vincenzo
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Mina EpifaniMina Epifani
Posto fantastico. Ecco la storia: 1927 Nella seconda metà degli anni ’20, la famiglia Panese fonda l’antico forno adiacente alla propria abitazione a Specchia. É definito un ritorno alle origini in quanto già il cognome della famiglia gli era stato attribuito quali “portatori di pane” in terra Santa. In quegli anni Santo Panese fonda il piccolo forno sulle antiche tracce della gloriosa storia della propria famiglia. Grazie alla tipica laboriosità che contraddistingue il popolo salentino, il piccolo forno passa rapidamente da una dimensione puramente familiare ad un laboratorio attrezzato per la produzione di pane e dolcetti. 1940 In quegli anni inizia un capitolo dolce, dove il protagonista è Giovanni Martinucci detto Giovannino, nato in Salento da un genitore napoletano, stagnino come prima professione ed autista come secondo lavoro. Giovanni accompagnava abitualmente le orchestre per feste e sagre locali. Trovandosi ad aspettare la fine dei concerti, si reinventò gelataio, acquistando una rudimentale macchina per il gelato: un catino in ferro, ghiaccio e sale, per non attendere invano. La storia della Martinucci ha inizio, quindi, quasi per caso, dall’amore per il lavoro e da una grande voglia di fare bene. Grazie al tipico spirito imprenditoriale italiano degli anni Quaranta, il giovane si sposta di sagra in sagra con le sue attrezzature per realizzare sul posto gelati. Con il suo stesso entusiasmo lo segue, fin da piccolo, il figlio Rocco. È subito successo. Al punto che alle feste non si attende più solo l’arrivo della banda, ma padre e figlio che la accompagnano con le loro creazioni dolciarie. Le storie qui si intrecciano quando Rocco Martinucci sposa Annunziata Panese. Rocco Martinucci, grazie all’arte appresa da suo padre Giovanni e alla tradizione nella panificazione della moglie Annunziata, affianca continue sperimentazioni al successo che i suoi prodotti artigianali riscuotono, lanciandosi nel mondo della ristorazione e della pasticceria fin dal 1950, anno che compare, appunto, nel nostro logo. Il piccolo laboratorio della Pasticceria Martinucci era un crocevia dei più grandi ingegni della tradizione pasticcera italiana: Siciliani, Napoletani e Veneti, tutti chiamati da Rocco a cedere le proprie conoscenze e manualità. 1960 In questi anni nasce la catena Martinucci. Tra gli anni Sessanta e Settanta, Rocco ha l’intuizione di aprire diversi punti vendita nel Salento, tra i quali ricordiamo le pasticcerie-gelaterie di Santa Maria di Leuca e di Lido Marini, importanti località dove tuttora siamo presenti con i nostri negozi. In questa avventura lo accompagnano la moglie e i figli, che mutuano da Rocco i segreti del mestiere e, soprattutto, la passione per il proprio lavoro. Grazie alla sua determinazione e all’aiuto della famiglia, le creazioni di Rocco Martinucci divengono in poco tempo un punto di riferimento per tutto il territorio. 1981 Alla scomparsa di Rocco, il 18 dicembre 1981, il testimone passa ai figli, che sapranno mettere a frutto gli insegnamenti del padre.1984 Nel 1984 decidono di affiancare alla produzione tradizionale, che è presente in ogni nostro punto vendita, quella industriale di torte, semifreddi e gelato con gli stessi valori chiari di qualità, tradizione, innovazione e rispetto del territorio che ogni giorno accompagnano le nostre scelte. La nostra è quindi una storia il cui tracciato è farcito di rischi e sviluppi, fughe in avanti e tradizione. Il logo Martinucci stesso ricorda le generazioni dell’impresa famigliare. «È un omaggio al nonno che tracciava una spirale, come la forma della panna montata, quando gli sposi dettavano l’ordine della torta nunziale». Quella spirale che ricorda le nuvole a virgola salentine, annuncio di acquazzoni fugaci, che rinfrescano il sapore di pesce fritto del baracchino accanto alla spiaggia affollata. «Sei in acqua da più di un’ora, cammina, altrimenti come una frisellina te ne esci»,si sente a fine giornata, mentre i bambini fanno tuffi chiassosi come risate del mare. È il Salento. Il verde degli ulivi, il bianco delle case, il rosso dei fichi d'India...
Jenna PetersonJenna Peterson
Beautiful space. 2 rooms individually designed filled with locals and their dogs. Friendly staff. Tasty macchiato with almond milk as well as espresso. My husband devoured his apricot cornetto. Can't wait to return at night to drink in the dusk atmosphere and have an amaro and maybe some ice cream. This is not your typical Martinucci!
Anna rita De GiorgiAnna rita De Giorgi
Abbiamo ordinato una pistacchiella divisa in due. Mandata indietro perché la mortadella era immangiabile, l’ho spiegato a quella che credo fosse la responsabile, il suo nome era Venere. La quale mi ha spiegato che era impossibile la mortadella non fosse buona perché tagliata fresca la mattina, è che il colore diverso fosse dovuto al riscaldamento in forno. Strano perché ogni volta che l’ho presa negli altri punti vendita la mortadella veniva tolta prima di passare la scrocchiarella nel forno. Credo che semplicemente mi sia stata data una scrocchiarella della sera prima e quelle in vetrina fresche restavano in display. Inoltre, era comunque fredda quindi dubito l’avessero scaldata. Comunque abbiamo preso una baronella che era comunque fredda ma quantomeno il prosciutto crudo era fresco. Il minimo sarebbe stato non farci pagare là pistacchiella. Però va bene così. Sicuramente non torneremo.
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Posto fantastico. Ecco la storia: 1927 Nella seconda metà degli anni ’20, la famiglia Panese fonda l’antico forno adiacente alla propria abitazione a Specchia. É definito un ritorno alle origini in quanto già il cognome della famiglia gli era stato attribuito quali “portatori di pane” in terra Santa. In quegli anni Santo Panese fonda il piccolo forno sulle antiche tracce della gloriosa storia della propria famiglia. Grazie alla tipica laboriosità che contraddistingue il popolo salentino, il piccolo forno passa rapidamente da una dimensione puramente familiare ad un laboratorio attrezzato per la produzione di pane e dolcetti. 1940 In quegli anni inizia un capitolo dolce, dove il protagonista è Giovanni Martinucci detto Giovannino, nato in Salento da un genitore napoletano, stagnino come prima professione ed autista come secondo lavoro. Giovanni accompagnava abitualmente le orchestre per feste e sagre locali. Trovandosi ad aspettare la fine dei concerti, si reinventò gelataio, acquistando una rudimentale macchina per il gelato: un catino in ferro, ghiaccio e sale, per non attendere invano. La storia della Martinucci ha inizio, quindi, quasi per caso, dall’amore per il lavoro e da una grande voglia di fare bene. Grazie al tipico spirito imprenditoriale italiano degli anni Quaranta, il giovane si sposta di sagra in sagra con le sue attrezzature per realizzare sul posto gelati. Con il suo stesso entusiasmo lo segue, fin da piccolo, il figlio Rocco. È subito successo. Al punto che alle feste non si attende più solo l’arrivo della banda, ma padre e figlio che la accompagnano con le loro creazioni dolciarie. Le storie qui si intrecciano quando Rocco Martinucci sposa Annunziata Panese. Rocco Martinucci, grazie all’arte appresa da suo padre Giovanni e alla tradizione nella panificazione della moglie Annunziata, affianca continue sperimentazioni al successo che i suoi prodotti artigianali riscuotono, lanciandosi nel mondo della ristorazione e della pasticceria fin dal 1950, anno che compare, appunto, nel nostro logo. Il piccolo laboratorio della Pasticceria Martinucci era un crocevia dei più grandi ingegni della tradizione pasticcera italiana: Siciliani, Napoletani e Veneti, tutti chiamati da Rocco a cedere le proprie conoscenze e manualità. 1960 In questi anni nasce la catena Martinucci. Tra gli anni Sessanta e Settanta, Rocco ha l’intuizione di aprire diversi punti vendita nel Salento, tra i quali ricordiamo le pasticcerie-gelaterie di Santa Maria di Leuca e di Lido Marini, importanti località dove tuttora siamo presenti con i nostri negozi. In questa avventura lo accompagnano la moglie e i figli, che mutuano da Rocco i segreti del mestiere e, soprattutto, la passione per il proprio lavoro. Grazie alla sua determinazione e all’aiuto della famiglia, le creazioni di Rocco Martinucci divengono in poco tempo un punto di riferimento per tutto il territorio. 1981 Alla scomparsa di Rocco, il 18 dicembre 1981, il testimone passa ai figli, che sapranno mettere a frutto gli insegnamenti del padre.1984 Nel 1984 decidono di affiancare alla produzione tradizionale, che è presente in ogni nostro punto vendita, quella industriale di torte, semifreddi e gelato con gli stessi valori chiari di qualità, tradizione, innovazione e rispetto del territorio che ogni giorno accompagnano le nostre scelte. La nostra è quindi una storia il cui tracciato è farcito di rischi e sviluppi, fughe in avanti e tradizione. Il logo Martinucci stesso ricorda le generazioni dell’impresa famigliare. «È un omaggio al nonno che tracciava una spirale, come la forma della panna montata, quando gli sposi dettavano l’ordine della torta nunziale». Quella spirale che ricorda le nuvole a virgola salentine, annuncio di acquazzoni fugaci, che rinfrescano il sapore di pesce fritto del baracchino accanto alla spiaggia affollata. «Sei in acqua da più di un’ora, cammina, altrimenti come una frisellina te ne esci»,si sente a fine giornata, mentre i bambini fanno tuffi chiassosi come risate del mare. È il Salento. Il verde degli ulivi, il bianco delle case, il rosso dei fichi d'India...
Mina Epifani

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Anna rita De Giorgi

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Posto fantastico. Ecco la storia: 1927 Nella seconda metà degli anni ’20, la famiglia Panese fonda l’antico forno adiacente alla propria abitazione a Specchia. É definito un ritorno alle origini in quanto già il cognome della famiglia gli era stato attribuito quali “portatori di pane” in terra Santa. In quegli anni Santo Panese fonda il piccolo forno sulle antiche tracce della gloriosa storia della propria famiglia. Grazie alla tipica laboriosità che contraddistingue il popolo salentino, il piccolo forno passa rapidamente da una dimensione puramente familiare ad un laboratorio attrezzato per la produzione di pane e dolcetti. 1940 In quegli anni inizia un capitolo dolce, dove il protagonista è Giovanni Martinucci detto Giovannino, nato in Salento da un genitore napoletano, stagnino come prima professione ed autista come secondo lavoro. Giovanni accompagnava abitualmente le orchestre per feste e sagre locali. Trovandosi ad aspettare la fine dei concerti, si reinventò gelataio, acquistando una rudimentale macchina per il gelato: un catino in ferro, ghiaccio e sale, per non attendere invano. La storia della Martinucci ha inizio, quindi, quasi per caso, dall’amore per il lavoro e da una grande voglia di fare bene. Grazie al tipico spirito imprenditoriale italiano degli anni Quaranta, il giovane si sposta di sagra in sagra con le sue attrezzature per realizzare sul posto gelati. Con il suo stesso entusiasmo lo segue, fin da piccolo, il figlio Rocco. È subito successo. Al punto che alle feste non si attende più solo l’arrivo della banda, ma padre e figlio che la accompagnano con le loro creazioni dolciarie. Le storie qui si intrecciano quando Rocco Martinucci sposa Annunziata Panese. Rocco Martinucci, grazie all’arte appresa da suo padre Giovanni e alla tradizione nella panificazione della moglie Annunziata, affianca continue sperimentazioni al successo che i suoi prodotti artigianali riscuotono, lanciandosi nel mondo della ristorazione e della pasticceria fin dal 1950, anno che compare, appunto, nel nostro logo. Il piccolo laboratorio della Pasticceria Martinucci era un crocevia dei più grandi ingegni della tradizione pasticcera italiana: Siciliani, Napoletani e Veneti, tutti chiamati da Rocco a cedere le proprie conoscenze e manualità. 1960 In questi anni nasce la catena Martinucci. Tra gli anni Sessanta e Settanta, Rocco ha l’intuizione di aprire diversi punti vendita nel Salento, tra i quali ricordiamo le pasticcerie-gelaterie di Santa Maria di Leuca e di Lido Marini, importanti località dove tuttora siamo presenti con i nostri negozi. In questa avventura lo accompagnano la moglie e i figli, che mutuano da Rocco i segreti del mestiere e, soprattutto, la passione per il proprio lavoro. Grazie alla sua determinazione e all’aiuto della famiglia, le creazioni di Rocco Martinucci divengono in poco tempo un punto di riferimento per tutto il territorio. 1981 Alla scomparsa di Rocco, il 18 dicembre 1981, il testimone passa ai figli, che sapranno mettere a frutto gli insegnamenti del padre.1984 Nel 1984 decidono di affiancare alla produzione tradizionale, che è presente in ogni nostro punto vendita, quella industriale di torte, semifreddi e gelato con gli stessi valori chiari di qualità, tradizione, innovazione e rispetto del territorio che ogni giorno accompagnano le nostre scelte. La nostra è quindi una storia il cui tracciato è farcito di rischi e sviluppi, fughe in avanti e tradizione. Il logo Martinucci stesso ricorda le generazioni dell’impresa famigliare. «È un omaggio al nonno che tracciava una spirale, come la forma della panna montata, quando gli sposi dettavano l’ordine della torta nunziale». Quella spirale che ricorda le nuvole a virgola salentine, annuncio di acquazzoni fugaci, che rinfrescano il sapore di pesce fritto del baracchino accanto alla spiaggia affollata. «Sei in acqua da più di un’ora, cammina, altrimenti come una frisellina te ne esci»,si sente a fine giornata, mentre i bambini fanno tuffi chiassosi come risate del mare. È il Salento. Il verde degli ulivi, il bianco delle case, il rosso dei...

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I came here this evening for an "aperitivo" with friends. The town, the weather, the ambiance, were perfect tonight, so we expected a fine service at the famous Martinucci. We asked for a bottle of Rosato but there wasn't any. This was a first blow to our expectations because Salento is renowned for rosato wine. In the end we ordered a bottle of white wine and the waiter brought us a bottle of Bombino, not bad at all. The wine and the food came along, with fine "rustici" and other nice appetizers. But we were seven of us and another bottle was needed. We asked for another bottle of the wine we ordered but the waitress brought us a bottle of a different wine without any explanation. When we asked why the difference, she told us that the wine was the same with a different bottle. The wine was different (a blend of Fiano and Greco) and undoubtedly worst. The bottle was also old, with sediments on the bottom... We can't say that the overall service was bad. The food was ok and the first bottle was fine. The price was ok too. But the question is: why a bar with a famous name doesn't have a full choice of local wines on a sunday evening? This is difficult to...

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Ridicoli! Prendiamo il gelato all'interno, pagando, e poi ci sediamo nei tavoli all'esterno. Passa una cameriera più volte e non ci dice niente, arriva un'altra cameriera, adulta, con i capelli rossi ricci, si piega e mi si avvicina alla faccia e mi dice di alzarmi e andarmene perché "il servizio fuori ai tavoli è obbligatorio" e che c'è scritto ovunque, pure all'interno. Ma scusate, se pago e prendo il gelato non posso sedermi ai tavolini della gelateria? Senza senso. Ho pagato pure io uguale agli altri!!!!!! Anche altre persone stavano mangiando il gelato e non le hanno fatte alzare. La cameriera stava cercando di far sedere 8 persone e quindi, secondo me, ha pensato di farci andare via. In generale, anche all'interno, a parte qualche bravo ragazzo che sa lavorare (mi riferisco ai ragazzi che fanno i gelati, bravi e veloci), le cameriere sbagliano ripetutamente, sono lentissime e talvolta maleducate. Non viene insegnata la cordialità verso il cliente? Vengo da Martinucci da anni ma quest'estate mi sono ufficialmente stancata. Zero...

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