La chiesa, a navata unica, è interamente a mattoni, tranne la parte basamentale in blocchi di arenaria. Attualmente l'accesso principale è da Piazza SS. Jacopo e Filippo, ma sia la porta sia la scala sono di epoca posteriore: la porta fu aperta nel 1633 quando venne smantellato il piccolo cimitero conventuale e lo spazio aperto sulla via divenne la piazzetta che ancor oggi vediamo. Abbiamo già detto che Certaldo, a differenza di altri centri medioevali non aveva piazze, ma solo la larga Via Boccaccio dove si svolgevano tutte le attività della vita cittadina. In Chiesa si entrava, invece, attraverso le due porte che si aprono sulla via; la più piccola è detta delle donne. Ambedue presentano dei begli archi a tutto sesto a mattoni, al di sopra corrono le monofore con originali decorazioni a corda, sempre in laterizio. Dopo il restauro purista degli anni '60, l'interno si presenta come una vasta aula ampia e solenne priva di altari laterali, il paramento murario è caratterizzato da una compatta cortina in cotto interrotta qua e là dalle monofore che immettono all'interno della Chiesa una timida luce. Il soffitto è sorretto da una teorìa di enormi capriate in legno. Alla parete sinistra, in una nicchia scoperta nel 1861, un affresco recentemente attribuito a Memmo di Filippuccio, pittore duecentesco, che in San Gimignano ha dipinto nella torre civica affreschi di carattere profano, raffigura la Madonna col Bambino in trono tra i Santi Jacopo e Pietro. Interessante la presenza della figura della committente inginocchiata e più piccola rispetto alle dimensioni della Madonna e dei Santi. Questa divisione gerarchica è tipica della pittura medioevale fino a Masaccio che rivoluzionerà l'iconografia religiosa umanizzando nelle dimensioni le divinità. La figura, che rappresenta una nobildonna, era stata in epoca imprecisata scalpellata e ridipinta nella ricca veste sostituita da un saio monacale. Nelle mani congiunte in preghiera fu inserito un serpente per farla diventare Santa Verdiana. Nel restauro si è preferito riportare il dipinto alla stato originale e di Verdiana è scomparsa ogni traccia. Proseguendo verso l'altare incontriamo il cenotafio di Boccaccio, con epitaffio di Coluccio Salutati che riporta i quattro versi dettati dal Boccaccio stesso per la sua tomba e, sopra di esso, un busto del Boccaccio che stringe a sé il Decameron, scolpito da Giovan Francesco Rustici (1503). Sul pavimento una lastra tombale di marmo raffigurante Giovanni Boccaccio. Il busto, fatto scolpire dal vicario Lattanzio Tedaldi, appare con una forte caratterizzazione psicologica: il poeta stringe a sé con amoroso abbraccio il grosso volume frutto del suo ingegno. Di fronte al cenotafio, al centro dell'aula, compare la lastra tombale del poeta ma l'esatta ubicazione della tomba, oggetto di amorosi studi da parte del primo curatore della casa del poeta, Giuseppe Fontanelli, è segnata da una mattonella di marmo al di sopra della lastra stessa. Superato il gradino presbiteriale possiamo ammirare, ai lati dell'altare, due bellissimi tabernacoli Robbiani. Quello a sinistra è del 1499-1500 commissionato dal Vicario Ludovico Pucci ed è ricco di finissimi ornati: ai lati dello sportellino quattro angeli nell'atto di entrare in una stanza e sul frontone Gesù Bambino in mezzo a putti alati, infine, in basso, lo stemma della casata dei Pucci. Il tabernacolo a destra ha una decorazione simile, ma non è datato: gli angioletti qui scostano una tenda che scende ai lati della porticina; in sommità il Redentore addolorato. Fu commissionato dal Vicario Ristoro di Antonio Serristori di cui si ammira l'arme in basso. Sulla parete destra possiamo vedere la tomba della Beata Giulia ed una pala in terracotta invetriata della Bottega dei Della Robbia, proveniente da San Martino a Maiano dalla compagnia di S. Antonio, essa raffigura la Madonna della Neve con S. Antonio e S. Bernardo. Della disfatta cappella della Beata Giulia faceva parte una predella con storie di vita della Santa di Pier Francesco Fiorentino, ora al Museo d'Arte Sacra. Notevole il fonte...
Read moreЦерковь во имя святых апостолов Иакова и Филиппа . Мощи этих святых покоятся в Риме, в церкви 12 апостолов . Эта церковь- место упокоения Бокаччо и блаженной Джулии из Чертальдо. Фактически всю сознательную жизнь с 22 до 47 лет она провела в замурованной наполовину комнатке рядом с этой церковью и умерла здесь в 14 веке, здесь же находятся её мощи. Вход в комнату Джулию - из музея Сакрального искусства, который находится дверь в дверь с этой церковью.
В сентябре ежегодно мощи св.Джулии несут крестным ходом в нижний город, потом обратно, проходят большие торжества. В церкви находятся потрясающее распятие Питильяно (12 век) "Христос победительный, обнимающий весь мир" и прекрасная фреска Богоматери со святыми, в том числе коленопреклоненной Джулией...
Read moreBella chiesa romanica situata fra la Casa di Boccaccio ed il Palazzo Pretorio. È famosa anche perché in questa chiesa è sepolto il Boccaccio. Al centro dell'unica navata si trova la sua tomba, segnalata da una lastra marmorea. Del Boccaccio c'è anche un busto di marmo collocato sopra un epitaffio. All'interno si trovano anche le spoglie mortali della beata Giulia Della Rena, contemporanea dello scrittore e patrona di Certaldo. Adiacente alla chiesa c'è un chiostro con il complesso conventuale agostiniano. Si tratta di una chiesa raccolta, molto gradevole ed...
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