L’accesso al museo è il più singolare di tutti quelli visti finora: la signora Maria ci vede arrivare e ci accoglie all’ingresso del museo, ben posizionato sulla strada principale e segnalato da scritte sulla porta; ci invita ad entrare mentre palrla con noi. Il primo ambiente che visitiamo è spartano ma è ricco di cose belle da vedere tra cui un grande camino e un manichino vestito da servo pastore. Ci spiega tutto mentre ci accompagna al primo piano in cui si trova la cucina, dove si usavano i fornelli a legna, si preparava il pane e si mangiava nella sala da pranzo. Poco dopo arriva il marito, Rosario, un simpatico signore dall’accento napoletano a cui Maria passa il testimone. Mentre racconta, salendo le scale in pietra, ci conduce al secondo piano a visitare le stanze da letto piene zeppe di oggetti antichi, una camera con i costumi sardi di proprietà della moglie e, un piano ancora più su, un telaio sardo in legno, perfettamente ricostruito e funzionante. Salendo ancora visitiamo gli ambienti del sottotetto in cui si conservavano gli alimenti secchi e che ospitavano gli alloggi della servitù. Si respira la tradizione e la vista dalle finestre è fantastica. Scendendo dal caldo della soffitta alla fresca cantina rivediamo oggetti e immaginiamo modi di vivere sardi di un secolo fa. Nell’ultimo ambiente in cui Rosario ci accompagna troviamo una graditissima sorpresa: sul tavolo in legno accanto alle botti del vino vediamo dolci e bottiglie di liquore che sembrano fatti in casa. Sembra parte della scenografia di questo bellissimo posto, ma non è così: il nostro cicerone ci fa un graditissimo regalo facendoci assaggiare un biscotto fatto di pasta di mandorle e un liquore al finocchietto preparati dalla signora Maria che aiutano a digerire il pranzo appena terminato. All’uscita, di nuovo la padrona di casa e il marito ci chiedono se ci sia piaciuta la visita e solo allora paghiamo il nostro ticket di 5 euro a persona. Meravigliosa esperienza umana e culturale. Consigliato a chi ama farsi travolgere dal bello...
Read moreWhat an amazing experience! We came to Orgosolo for the murals and randomly passed by the museum. Each Room tells another story of life from the past, full with items, furniture, fotos etc.. Together with the great explanations of Rosa, you are transported into another time. The authenticity and friendliness of the hosts, including the offered home made sweets and liquor in the end make the whole a must see...
Read moreIl pomeriggio del 4 luglio ci siamo diretti ad Orgosolo proprio per visitare la casa museo, trovandola chiusa alle 17,30. Premetto che eravamo passati mezz’ora prima ed era aperta, ma ci siamo fermati in un bar a bere una bibita per il grande caldo. Non ho trovato un numero di telefono sul sito internet per prenotare la visita, sul portone della casa era affisso un numero di telefono , ho chiamato ma la proprietaria mi ha detto che oggi avevano chiuso prima , peccato che l’orario di visita fosse fino alle 19,30 … ed erano solo le 17,30 ……la signora ci ha detto di tornare l’indomani senza nemmeno scusarsi, ma essendo turisti avevamo già altre tappe prefissate. Quindi la recensione negativa è per la poca organizzazione delle visite, la mancanza di un telefono per prenotare, non certo per la casa che sicuramente avrebbe meritato la visita. E poi la signora era nei pressi e avrebbe potuto riaprire? Chissà? Peccato, se non si tengono aperti d’estate questi luoghi …essendo privati fanno un po’ quello...
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