Ancora una volta torno ad Oropa, località nota per il santuario mariano, posta sulle montagne sopra Biella. Qui, nel complesso edificato dai Savoia, hanno sede diversi ristoranti ed un complesso ricettivo alberghiero, a disposizione dei pellegrini e di quanti si dilettano di escursionismo e di sport alpini. Fra i ristoranti spicca il Croce Bianca, gestito come il vicino "la stazione" dalla famiglia Ramella. Il locale si compone di una splendida veranda con struttura liberty e da alcune salette che si aprono verso l'interno a partire da questa. Abitualmente il menù si sostanzia di una parte tradizionale tipicamente legata alla cucina piemontese ed ai piatti locali (fra cui la famosa polenta concia di Oropa, diversa da quella valdostana) ed una stagionale che utilizza le primizie che la natura offre durante l'anno e che quindi varia con l'avvicendarsi delle stagioni. Parliamo di un locale di livello medio/alto con un servizio sempre presente e una cucina dove trovano posto chef specializzati a seconda delle portate. Questa sera, avendo già ampiamente sperimentato i menù proposti da chef Ramella, decidiamo di invertire il normale sistema di scelta per chi si siede ad un tavolo di un qualunque ristorante. Su indicazione di Simone, sommelier e metre del Croce Bianca, vogliamo assaggiare una bottiglia di L' franc della cantina Sperino, cabernet franc di livello impensato, e da qui lasciamo carta bianca alla cucina per organizzare un menù adatto al vino scelto. In sostanza rovesciamo il paradigma che vede il vino adattarsi ai piatti scelti. Certo compiamo quest'operazione consci delle capacità e dell'inventiva di chef Ramella e di tutta la brigata. L'entree è una Galatina di pollo ed erbe aromatiche, segue un antipasto di foie gras con composta di pere, aceto balsamico e panbiscottato. Di primo un superlativo riso Carnaroli al cavolo rosso, formaggio Sbirro e birra Menabrea. Di secondo cervo brasato con purè di patate e verdure, a seguire sorbetto al melograno e per concludere una Gamache di cioccolato e pistacchi accompagnata da un bicchiere di vermouth Pio Cesare. Indimenticabile come il servizio del personale di sala: Simone,...
Read moreThis was our first time to dine at this restaurant. The place was pristine clean. The staff were polite and very efficient. The polenta concia, agnolotti and the anti pasto freddo e caldo were marvelous. The whole dining experience was pleasant and memorable. Thank you for the very nice reception to all your clients. May your business continue to prosper amidst all these trials. p.s. I would like to give a 6 star rating for maitre d' .. he was very good and sorry we were the last to leave the place, we lost...
Read moreI miei complimenti. Bellissimo locale, cibo ottimo e cameriere gentili e simpatici. Io e mia moglie abbiamo dormito al santuario e abbiamo approfittato della mezza pensione per fare cena e colazione in questo ristorante. Partiamo con il cameriere, non conosco il nome ma mi ricordo che era mancino, persona gentile e affabile ma alla mano. Ha visto mia moglie in difficoltà e ha aspettato per portare il secondo. Il cibo. La polenta concia ottima, per chi non è abituato la può trovare pesante ma così non è, i ravioli di carne buoni, forse erano meglio semplici burro e salvia, ma cmq si facevano mangiare, per secondo la trota ai ferri molto buona ma fate attenzione alle spine, un'occhiata in più in cucina non sarebbe male, il tagliere buono ma quello che più mi è rimasto in testa è la toma al caffè, peccato non fosse in vendita. Il dolce ottimo, una crostata di albicocche che si scioglieva in bocca. La colazione normale, serviti gentilmente da una persona non più giovane ma con il sorriso che fa piacere vedere. Cornetti caldi, salame e toma con pane tostato, marmellatine e burro confezionato, ( purtroppo le regole non ti permettono più di servire cibo non tracciato quindi non si può più mangiare cibo fresco ) con succo di mela e arancio. Al tavolo ti porta caffè, the o altro. In parole povere possiamo dire che io e mia moglie ci siamo trovati molto bene. Sinceramente non mi aspettavo di vedere tanta gente che venisse a mangiare fino al santuario. I miei...
Read more