La targa metallica, affissa sulla cancellata in ferro battuto d'accesso all'edificio religioso, ci dice che siamo al cospetto di un santuario, luogo devozionale per eccellenza nel mondo cristiano cattolico, nella circostanza dedicato alla Vergine Maria con l'appellativo rotonda, in virtù della forma circolare dell'interno della chiesa. L'ulteriore informazione ci rappresenta questo luogo come un ninfeo domiziano del I secolo d.c e sta a designare che fu utilizzato dai romani come luogo termale. Il tratto di mosaico visibile sulla pavimentazione del portico, conferma l'assegnazione originaria della struttura a luogo termale. L'esterno è contrassegnato da una struttura quadrata, poco visibile se non vi si accede per tramite di una scalinata digradante, incastonata tra due edifici costruiti in epoca prossima alla nostra, che immette in un porticato rettangolare che consente la vista dell'antica facciata in forma muraria grezza. Sul lato sinistro della struttura, svetta un bel campanile medioevale a tre piani, adornato con monofore e bifore ed impreziosito da lastre a mosaico inscritte nella cortina muraria realizzate da marmorari cosmateschi nel duecento. L'interno, a pianta circolare, come appare alla vista del viandante contemporaneo è il frutto del restauro novecentesco che ha restituito il santuario alla sua forma originale, con il piano di calpestio ribassato rispetto a quello stradale. L'altare maggiore ospita la venerata immagine della Madonna con bambino recata in questo luogo dalle monache greche che risente pertanto della connotazione tipica ieratica delle composizioni bizantine. Le nicchie laterali conservano interessanti cicli pittorici trecenteschi che, seppur ben restaurati, non consentono una chiara intelligibilita' iconografica, ad eccezione dell'affresco raffigurante Sant'Anna San Giovanni e Sant'Ambrogio molto ben conservato. Il tabernacolo, l'ambone e il piccolo antiquarium completano la descrizione degli elementi di grande interesse presenti...
Read moreIl santuario di Santa Maria della Rotonda è il più importante luogo di culto cattolico della città di Albano Laziale, in provincia di Roma, nell'area dei Castelli Romani. Il santuario occupa un antico edificio rotondo di costruzione romana risalente al I secolo, ricollegabile alla villa di Domiziano a Castel Gandolfo, che fu anticamente un ninfeo o, secondo altre ipotesi, un tempio. L'edificio venne convertito ad uso cristiano all'epoca di Costantino il Grande o nel periodo tra il IX e l'XI secolo. Probabilmente gestito nei primi secoli della sua esistenza da religiosi di rito bizantino, fu retto da suore agostiniane dal Trecento fino al 1444 e in seguito venne assegnato ai religiosi girolamini della basilica dei Santi Bonifacio ed Alessio all'Aventino in Roma, che lo tennero fino al 1663, anno in cui il santuario fu acquistato dalla diocesi suburbicaria di Albano allo scopo di installarvi il seminario vescovile. Tra il 1708 ed il 1799 la direzione del seminario e del santuario passò ai padri Scolopi. Da allora, il santuario è di proprietà diocesana ed è aggregato alla parrocchia della basilica cattedrale di San Pancrazio. Oggi è schedato tra i monumenti architettonici...
Read moreSi avverte una sorta di magia quando si entra, anche se il complesso rappresenta in complesso un luogo di culto cristiano, da gran tempo. Tale atmosfera gli viene conferita dall'antichissimo utilizzo pagano. Tanto è vero che il nome della Rotonda trae origine dall'interno perché l'esterno del Tempio è quadrato. L'edificio era un ninfeo di un'antica villa romana a pianta circolare molto probabilmente ricollegabile alla Villa di Domiziano di Castel Gandolfo: la struttura sacra ad una ninfa disponeva di una fontana monumentale dotata di 4 nicchie quasi fosse un Pantheon piccolo; bella da vedere è la cupola. L'edificio fu convertito ad uso cristiano all'epoca di Costantino e molto probabilmente gestito da religiosi di rito bizantino nei primi secoli della sua esistenza. Successivamente passò a suore agostiniane fino al XV secolo per essere poi gestito dalla basilica dei Santi Bonifacio ed Alessio all'Aventino in Roma. Verso la fine del 1600 il santuario passò alla diocesi di Albano. Da guardare alcuni pregevoli affreschi del XIII° secolo (Cavallini??) e un'icona della Vergine del V secolo. Molto bello e soprattutto ben conservato il campanile...
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