La fiera di Verona la conosco prevalentemente per il Vinitaly sin dai primi esordi . Di certo resta tra le fiere in Europa più importante nel settore vinicolo e olivicolo offrendo parallelamente ai vini una serie di produzioni regionali di cui ne siamo orgogliosamente fieri e ricchi .Dopo questa introduzione scontata mi devo purtroppo soffermare sugli innumerevoli difetti e disattenzione verso i suoi avventori nazionali e internazionali .Per l'approccio arrogante e coercitivo verso le decina di migliaia di visitatori da parte mia la definisco " una fiera irrispettosa e maleducata " .... perché ?.. Iniziamo dal costo esagerato del biglietto giornaliero , parcheggiare una macchina a costi esagerati da soggiorno in hotels ,l' ospitalità alberghiera sparsa nel raggio di 50 km a prezzi esagerati rivalutati per l' evento. Una ressa affollata esagerata all'ingresso ... negli ultimi anni qualcosa e' cambiato cercando di dare priorità a visitatori esperti provenienti dal settore del commercio , distribuzione importatori , giornalisti e gourmet .Hanno fatto poco per limitare la pletora di branchi di beoni che si accalcono davanti agli stands per non dire dei costi sostenuti dalle aziende espositrici che sostengono economie importantissime dei loro bilanci per l'acquisto di spazi e servizi tali , che a molte aziende la partecipazione pesa in rapporto al loro fatturato. Tutto ciò a mio parere da osservatore , ha generato intorno all'evento Vinitaly una trascuratezza e distrazione che gli espositori stressati hanno dato ai protagonisti del settore che non hanno ricevuto l'adeguata , giusta e tranquilla attenzione ,Per non parlare della guardie municipali di Verona una sorta di cecchini ... che "giustamente intolleranti e polizieschi" hanno disposizioni di approfittare della MANNA FIERISTICA e non vedono l'ora di far cassa staccando multe per divieti o disattenzioni .... Quindi alla fine ti trovi a sostenere costi importanti .....insomma UNA MINNA (TETTA) SENZA FONDO per l'ente e il consiglio d'amministrazione !... Non sarebbe l'ora di salutare la città Giulietta & Romeo spostare il Vinitaly in aree fieristiche ..accoglienti e rispettose e meno stressanti probabilmente non interessa più a questo ente una fiera...
Read moreFieracavalli è un'esposizione fieristica dedicata ai cavalli e all'equitazione che si svolge a Verona dal 1898, con cadenza annuale, a inizio novembre. È considerata la più grande manifestazione equestre in Italia. Dal 2001, la manifestazione ospita l'unica tappa italiana della Longines FEI World Cup Jumping, gran premio internazionale di salto a ostacoli. Fieracavalli trova le sue radici nel 1898, quando, per deliberazione della Civica Amministrazione veronese, nascono le Fiere semestrali di cavalli, dando così inizio alla serie di fiere “moderne” in cui si espongono, oltre a molti cavalli, le merci e i prodotti che interessano principalmente il mondo rurale. Nel 1930, con la costituzione dell’Ente Autonomo per le Fiere di Verona, la Fieracavalli si trasforma in Fiera Internazionale dell’Agricoltura e dei Cavalli ed entra a far parte delle grandi manifestazioni internazionali con l’ammissione all'Union des Foires Internationales (U.F.I.). Da allora, ma soprattutto a partire dal 1948, quando l’Ente istituisce il 1º Salone della Macchina Agricola, l’interesse per i cavalli diminuisce drasticamente sino al 1976, quando, riprendendo la tradizione delle antiche Fiere Cavalli, l’Ente realizza la 1ª Fiera Internazionale dei Cavalli-Fieracavalli che comprende anche il 1º Salone delle attrezzature e attività ippiche. Per l’edizione del 1978 la manifestazione ottiene il riconoscimento internazionale e ad essa viene attribuita la stessa numerazione della Fieragricola.[1] La crescita esponenziale di pubblico della nuova Fieracavalli indusse l’allora presidente Angelo Betti[2] e il direttore commerciale Roberto Gobbi[3] a creare uno spettacolo di animazione da proporre al pubblico per la sera. Dopo alcuni esperimenti con qualche ospite occasionale, nel 1985 l’Ente decise di intraprendere una nuova strada scritturando un giovane regista veronese, Antonio Giarola, che realizzò lo spettacolo con interpreti forniti direttamente dall’Ente Fiere. Lo spettacolo si è tenuto ogni anno da allora, coinvolgendo numerosi artisti del settore equestre, fra cui Mario Luraschi e i suoi “Cascadeurs de Paris”, Flavio Togni, Lorenzo, Manolo, Alex Giona, Santi Serra Champs, e...
Read morePremetto che questo è un giudizio meramente personale su Fieracavalli. Mi sono recata nella giornata di sabato, per la seconda volta, a questa fiera che lo scorso anno ho trovato, da neofita, incantevole. Sempre imponente il numero di persone che la visita, sebbene lo scorso anno ci sia stata nella giornata di domenica e il numero di visitatori fosse maggiore. Stand curati nel minimi particolari, così come i ring dei campi di gara. Anche a livello di ristorazione si può trovare di tutto e di più, la scelta è davvero ampia. Un po’ carente per quanto riguarda la segnaletica, e pochi del personale presente in grado di fornire informazioni utili. Ho adorato la giornata trascorsa, girovagando tra i vari stand, coccolando e facendomi coccolare dai cavalli. Il fascino di questa creatura così sensibile e splendida nel portamento, nonostante la mole, mi sono entrati nel cuore. Poi ho assistito al Gran Galà, Dreams il tema di quest’anno. Parata di carrozze, premiazione del Sig. Beretta, al quale il Sig. Bocelli ha prestato per l’occasione uno dei suoi migliori esemplari. Poi la tristezza nel cuore ... cavalli addestrati a compiere esercizi ai quali non sono avvezzi, costretti, durante un esecuzione, a rimanere fermi accanto a fuochi accesi, la schiuma che usciva dalla bocca di uno di loro mi ha stretto il cuore. Animali che dovremmo ammirare per la loro grazia nella corsa, truccati e acconciati per il dressage ... tecnica che apprendono con sacrificio ma soprattutto con dolore ... Perché, mi chiedo, far soffrire un animale così nobile? Per la gloria e la gioia di chi? A conti fatti il numero che mi è rimasto impresso e che più mi ha divertita è stato quello di tre attori francesi, vestiti come se fossero a cavallo, talmente spassoso da farmi ridere allo sfinimento. In questo numero non c’era traccia di fruste, i cavalli neppure presenti, eppure, con la loro semplicità, questi tre attori hanno conquistato il pubblico. Mi scuso in anticipo se, in qualche modo, con questa mia recensione ho ferito gli addetti ai lavori, ma è una Fiera, non un circo...
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