Mi ha condotto qui, devo confessarlo, la curiosità di vedere un'antica pietra incastonata nel pavimento della navata, nota ai milanesi come "Tredesin de mars" (Il Tredici Marzo), che segna l'arrivo della Primavera. In realtà è un retaggio bimillenario che trae origine dalla festa celtica dei fiori. La festa è collegata all'enigmatica pietra, che è composta da due parti di cui la più interessante è una ruota forata con 13 raggi (lunazioni?), nota appunto come "Pietra del Tredesin de Mars", ritrovata nel cimitero di Porta Orientale presso S. Dionigi (oggi Porta Venezia). Doveva essere una pietra tombale, perché il foro nella pietra è detto in Oriente "porta della liberazione", dalla quale passa l'anima del defunto. La pietra entrò nel culto cristiano grazie all'associazione con l'agiografia di S. Barnaba e con la festa del "Tredesin de mars". Sarebbe stato il santo a conficcare una croce nel foro, nel 51 d. C., e a portare il culto cristiano in città. Nel foro è ancora oggi conficcata una grande croce lignea e davanti alla lastra vi è il simulacro di un altarino su cui vi è la statua di S. Barnaba; un'iscrizione sul davanti del manufatto narra la storia. Colpisce il pavimento di questa chiesa, con elementi geometrici e floreali in tinte vivaci. La chiesa è molto ben tenuta; all'esterno un pannello informa che fu fondata nel 1590 come chiesa conventuale dei Terziari Francescani, su progetto di Martino Bassi. La facciata è inglobata tra costruzioni e prospetta sul trafficato Corso di Porta Vigentina. Per apprezzarla al meglio bisogna portarsi sull'altro lato della strada. La facciata presenta tre portali con un grande oculo centrale; risale al 1896 su progetto di Ernesto Pirovano ed è abbellita da due rilievi posti sopra ai portali laterali (Nozze della Vergine e Natività). L'impianto interno risente delle disposizioni emanate dal Concilio di Trento; è a navata unica con cappelle laterali, abside semicircolare, volta a botte. Nel 1783 i francescani furono sostituiti dai Serviti. L'interno custodisce un coro ligneo della fine del XVI secolo nonché tele e affreschi del Cinquecento e del Seicento lombardo. Ogni cappella è provvista, sulla balaustra, di informazioni sull'autore/autrice delle opere e le relative date. L'orario di apertura indicato su vari portali non è corretto: alle 16.15 di domenica era chiusa ma poco dopo è stata aperta, per la gioia di diverse persone in attesa. Era proprio...
Read moreTrovandomi a Milano nei pressi dell'Ospedale Gaetano Pini, e sentendo il bisogno di un momento di raccoglimento e di preghiera 🛐, mi sono trovato davanti alla bellissima facciata di questa chiesa ⛪✝, e ho deciso di entrare. Essendo di primo pomeriggio 🌇 non c'erano messe in corso, né c'era presenza di fedeli, ed ho potuto apprezzare le stupende opere d'arte presenti all'interno, ed i resti degli ornamenti architettonici di antica derivazione. Questa chiesa trae le sue origini a fine '500, ed è caratterizzata da un'unica navata centrale e da diverse cappelle laterali in cui vi è la presenza di stupendi dipinti a sfondo ovviamente religioso. Nel presbiterio, oltre all'altare maggiore in marmo, trova posto una statua in legno della Madonna Addolorata 🛐 ed un organo 🎶🎼🎹 a canne di origine ottocentesca. La facciata, realizzata in epoca ottocentesca, è caratterizzata da uno stile neobarocco. Mi ha colpito molto la presenza sul pavimento della chiesa di una pietra molto antica, di origine celtica, che si riconduce alla Festa del Tredesin de Mars, a commemorazione dell'avvento del Cristianesimo ✝ a Milano ad opera di San Barnaba, che simbolicamente il 13 marzo dell'anno 51 piantò una croce di legno proprio in questa pietra. Spero di avere occasione di partecipare ad una commemorazione religiosa in questo bellissimo luogo di culto della...
Read moreIl tredici Marzo nel quartiere di porta romana si svolge l’annuale fiera dei fiori per festeggiare il ritorno della primavera e la conversione al cristianesimo degli abitanti di origine celtica della Milano di duemila anni fa, avvenuta in seguito all’evangelizzazione predicata da San Barnaba giunto in città nel 51 DC. Il santo entrato a Milano dalla zona di Porta Venezia, con gesto estremo, proclamò la sua cristianità: piantò una croce all’interno di un foro scavato al centro di una pietra, oggetto di venerazione da parte dei celti. Sulla pietra è scolpito il cielo di tremila anni fa e indicava agli antichi il periodo della semina e del raccolto. Dopo San Barnaba, è anche una reliquia religiosa custodita oggi ai piedi dell’altare maggiore della chiesa di santa Maria al paradiso. Se vi trovate a Milano recatevi in corso di porta vigentina e non mancate di andarla a vedere e di visitare l’edificio sacro che la protegge: una chiesa cinquecentesca dal profumo di incenso e dall’atmosfera solenne. Mi è successo di entrare e di ritrovarmi completamente sola a percorrere la navata centrale e ammirare le opere d’arte esposte nelle cappelle laterali e di sentire il bisogno di pregare e ringraziare anche per la sensazione di pace e tranquillità donatami in...
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