When we went to Prato last spring Google Maps still sent us somewhere far away and we spent quite some time to find it inside the city walls. Obviously they have changed that now and people can find this splendid pear of a museum more easily. It was very well presented, friendly people ready to tell some story about the past - and the objects: wow! And if you think that all this technology has been substituted by modern machinery not really a long time ago! AND to imagine what a HUGE PROGRESS such a fabric production was in comparison with weaving and producing everything manually! And what hard work to heat the oven to produce the steam which ran the machines! And then the possibility to see and touch the raw material from which fabric is created: fantastic! A beautiful trip into our - not too...
Read moreMi è sembrato un museo fatto un pò a forza. In realtà quando l'ho visto era composto da tre sezioni abbastanza distinte: il museo del tessuto vero e proprio -che credo sia la partee stabile del museo- la parte sul viaggio in Siam di Chini (frutto di una donazione dello stesso Chini all'Università di Firenze) e quella sugli abiti di scena della prima della Turandot, che si aggancia un pò forzatamente alla precedente parte della mostra in quanto Chini ne aveva disegnato le scene. Queste sezioni sono esposizioni temporanee. Nella prima parte del percorso si trovano gli oggetti riportati da Chini dal Siam, è abbastanzaa interessante e di fatto salva tutto il resto. Nella seconda si trovano gli abiti di scena della prima della Turandot, alcuni abbastanza belli, ma le cose più belle sono i bozzetti di Chini per la scnografia e quelli per i costumi di Umberto Brunelleschi (poi non realizzati). E finalmente si arriva alla vera e propria mostra del tessuto. Prima stanza: una bella situazione multimediale in cui, seguendo lo stesso discorso, tre cose diverse vengono proiettate su tre pareti diverse, una di fronte e le altre due ai lati, e con un audio spesso incomprensibile. Si può reggere massimo tre minuti cercando di guardare contemporaneamente a destra a sinistra e davanti. Purtroppo dura di più. Dietro c'è una saletta dedicata a vecchie attrezzature, ma spiegate abbastanza male e senza un apparente filo logico. Praticamente incomprensibile per chi non conosc già la lavorazione dei tessuti. Ne sono uscito senza sapere niente di più. Finalmente, proprio nell'ultimo corridoio (neanche lungo) prima dell'uscita, una parte che tratta dei tessuti e delle loro lavorazioni. Questa l'ho trovata interessante. Insomma un museo fatto un pò a forza, un'occasione persa perchè credo che a Prato si possa trovare molto di più da esporre e da raccontare. Costa 10€ Se proprio ci passate davanti una...
Read more8 euro ma ne vale la pena. Il Museo del Tessuto è tra i più importanti in Italia e in Europa per la documentazione della storia e dell’evoluzione della tessitura, dalle origini fino all’epoca contemporanea.
La sua istituzione risale al 1975, quando il collezionista Loriano Bertini donò un prezioso corpus di tessuti risalenti al periodo tra il XIV e il XIX secolo all’Istituto Tecnico Industriale "Tullio Buzzi", una scuola specializzata nella formazione di periti chimici, tessili e meccanici. Per oltre vent’anni, la collezione rimase ospitata all'interno dell’istituto fino al 1997, quando venne inaugurata una sede dedicata in piazza del Comune. Il museo vi operò fino ad aprile 2003, periodo durante il quale le sue collezioni si arricchirono progressivamente grazie alle acquisizioni effettuate dall’Associazione Ex Allievi dell’istituto tessile, fino a costituire l’attuale patrimonio, oggi di rilevanza internazionale.
La raccolta del museo comprende circa seimila reperti che illustrano le tecniche di lavorazione tessile dall’epoca paleocristiana ai giorni nostri. Accanto ai tessuti, il patrimonio espositivo include una biblioteca specializzata, una collezione di figurini di moda ottocenteschi, macchinari storici, campionari di chimica tintoria e strumenti di preparazione alla tessitura appartenenti a varie epoche.
Attualmente, il museo è gestito da una fondazione che vede coinvolti diversi enti e istituzioni, tra cui il Comune e la Provincia di Prato, l’Unione Industriale, Cariprato e la Camera di Commercio. Inoltre, all'interno dello stesso complesso è prevista l'integrazione di una biblioteca comunale e di servizi correlati.
Dal 2003, il Museo del Tessuto ha trovato la sua sede definitiva nell’ex Cimatoria Campolmi, una delle più antiche fabbriche tessili della città di Prato, che rappresenta essa stessa un simbolo della lunga tradizione manifatturiera...
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