Spinto dalla presenza nella Guida Michelin, mi aspettavo un’esperienza curata e all’altezza del riconoscimento. La realtà, purtroppo, è stata ben diversa.
Il primo aspetto critico riguarda il servizio: assente una carta dei vini. In alternativa, un cameriere – non un sommelier qualificato – propone la bottiglia basandosi esclusivamente sulle preferenze del cliente, senza considerare i piatti ordinati. Ancor più sorprendente, la bottiglia viene portata al tavolo senza alcuna attenzione, letteralmente “shakerata” durante il tragitto, un gesto ben lontano dagli standard di cura e presentazione che ci si aspetterebbe da un ristorante di questo livello.
L’antipasto, una tartare di manzo, è stato discreto ma privo di particolari guizzi. La carne, pur di buona qualità, presentava un’eccessiva fibrosità e un taglio poco preciso, elementi che ne hanno penalizzato il risultato complessivo.
Dopo l’antipasto, un’attesa di circa un’ora ha preceduto l’arrivo della portata principale. Nel frattempo, un po’ di pane tagliato, semplice e senza alcun accompagnamento o ricercatezza nella selezione, è stato l’unico intermezzo.
Il piatto principale – spaghetti al nero di seppia con bottarga, vongole e limone – si è rivelato un completo passo falso. Il menù, dichiaratamente basato su ingredienti freschi di mercato, proponeva soltanto tre piatti caldi e un numero ridotto di antipasti, con preparazioni semplici e prive di particolare originalità. Nel caso specifico, la pasta non era realizzata con nero di seppia fresco, ma con un impasto industriale aromatizzato al nero di seppia, facilmente reperibile in qualsiasi supermercato. Le vongole contenevano sabbia evidente, segno di un’errata o assente pulizia. La bottarga era grattugiata in maniera grossolana, con frammenti troppo grandi lasciati nel piatto, e il limone sovrastava completamente il sapore complessivo, annullando la delicatezza degli altri ingredienti.
Non è la mia prima esperienza in un ristorante presente nella Guida Michelin: ho avuto modo di cenare in circa dieci ristoranti segnalati o stellati, e questo, al di là del prezzo assolutamente onesto nel complesso, non ha minimamente rispettato gli standard attesi. Per un piatto di linguine così semplice, con materie prime nella media e una realizzazione discutibile, 20 € risultano oggettivamente spropositati.
In due, abbiamo condiviso un antipasto, ordinato due primi e concluso con un caffè, per un totale di 90 €, prezzo contenuto ma unico aspetto positivo dell’esperienza.
In sintesi, Cucina.eat non ha rispettato le aspettative legate alla sua menzione nella Guida Michelin: servizio approssimativo, menù limitato, tempi di attesa eccessivi e piatti privi della cura e dell’eccellenza che un tale riconoscimento...
Read moreLess than one star. Today we called at 11:30 am in order to make a reservation. The man answering the phone was very rude and at some point just hung up. We called to see if it was a mistake. But the same man answered again and then hung up again. This is supposed to be a Michelin guide recommendation. Not the way to treat customers. This man should consider leaving the hospitality business.
To reply: We never made a reservation for 1 pm - we simply considered to swing by but in the end found a more hospitable restaurant. So that must have gotten lost in translation. And still, this doesn’t make up for the rudeness. There is no need for „shifting attention“ on our part. Our review is factual and doesn’t claim to be an opinion on the food, but definitely on the service. So the way you replied again illustrates your unfriendly attitude. Thanks...
Read moreA cut above.
I came in with a colleague right before close (I didn’t check the times, my mistake!). They kindly seated us and I’m so very glad that they did. An excellent experience, the restaurant itself is beautiful, the walls are adorned with fantastic wines and cool nicknacks. We sat at the counter facing the open kitchen and were treated to an open dialogue with the well humoured, passion driven staff. I can only mirror what other reviewers are saying, it’s a wonderful restaurant. The chef dances between both inventive and authentic recipes with great execution, like a theme park for your mouth. The sommelier was so helpful in choosing just the right bottle for us. The owner, warm and convivial. I’ll always remember this...
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