Beautiful church!
This exquisite sanctuary, nestled amidst the bustling streets of Milan, is a true testament to the artistry and devotion of the Renaissance era.
Stepping through the grand portal of the sanctuary, I was immediately struck by its serene atmosphere, a welcome respite from the vibrant city outside. The interior, bathed in the soft glow of natural light filtering through the stained-glass windows, exuded an aura of tranquility that instantly soothed my soul.
My gaze was drawn upwards towards the mesmerizing dome, its intricate frescoes depicting biblical scenes in breathtaking detail. The vibrant colors and lifelike figures seemed to leap off the walls, transporting me back in time to the heart of the Renaissance era.
As I wandered through the sanctuary, I was captivated by the abundance of artistic treasures that adorned its walls and chapels. Exquisite sculptures of saints and angels stood sentinel in their niches, their serene expressions offering solace and inspiration to all who beheld them. Every corner revealed another masterpiece, each one a testament to the skill and devotion of the Renaissance masters.
One particularly captivating work was the altar of the Madonna Assunta, a masterpiece of Baroque sculpture. The intricate carvings and gilded details shimmered in the candlelight, creating an atmosphere of awe and reverence. I could almost feel the presence of the divine as I stood before this magnificent altar.
My visit to the Santuario di Santa Maria dei Miracoli presso San Celso was a truly enriching experience. It was a journey into the heart of the Renaissance, a time of artistic and spiritual flourishing. As I stepped back out into the bustling streets of Milan, I carried with me a sense of peace and tranquility, my spirit rejuvenated by the sanctuary's beauty and serenity. If you find yourself in Milan, I highly recommend seeking out this hidden gem. It is a sanctuary that will touch your soul and leave you with memories that will last a lifetime.
It can be visited...
Read moreChiesa bellissima sita a sud dell'Università degli Studi di Milano e della Via Santa Sofia. Praticamente in pieno centro. La costruzione durò tra il 1493 e la fine del XVI secolo. Secolo a cui risalgono, in particolare, l'interno e il quadriportico. Entrambi meravigliosi! Bene sottolineare la presenza di numerose statue, quadri e affreschi all'interno. Molto belli!
Riguardo all'interno, vorrei soffermarmi sul soffitto di colore blu. Bellssimo. Sembra un cielo stellato e adornato di oro.
Il nome di questa chiesa è dovuto a un miracolo risalente al 1485. Il 30 dicembre dello stesso anno, durante una messa nella vicina e tuttora esistente Chiesa di San Celso, all'interno di un'immagine della Madonna col Bambino coperta da un velo e da una grata, si vide la Vergine mostrarsi viva ai presenti, dopo aver scostato il velo con la mano sinistra. Dopo questo evento, la peste, che stava devastando Milano da quattro anni, sparì velocemente. Questo evento fu approvato come miracolo il 1 aprile 1486, dopo aver ascoltato varie testimonianze. Il che portò alla necessità di ingrandire la chiesa originale e costruirne una nuova vicino. Ecco il perché del nome e della presenza di entrambe le Chiese. Tra l'altro la vecchia Chiesa di San Celso ha il campanile, che svolge questo ruolo anche per la Chiesa costruita dopo.
Apro e chiudo parentesi, riguardo l'usanza che c'è in questa Chiesa. Io non sono molto favorevole a quanto dice la società sui matrimoni e sul bouquet. Ho delle idee molto più progressiste. Innanzitutto, non è vero che il bouquet deve essere esclusivamente della sposa. Anche lo sposo può portare un bouquet.
Non si perde la virilità col bouquet, tranquilli! Allo stesso modo, entrambi i membri di una coppia possono tranquillamente regalarsi vicendevolmente fiori come pensierino d'amore, senza distinzione di genere d'appartenenza! Stesso dicasi per le lauree universitarie: i fiori si possono regalare sia agli uomini laureati che alle donne laureate.
Inoltre, tornando ai matrimoni, il bouquet non è obbligatorio. Sia lo sposo che la sposa possono infatti essere liberi di sposarsi senza un bouquet perché magari si seccano a tenerlo in mano. Perché è normale che ci siano degli esseri umani che si stancano a tenere un bouquet in mano per oltre un'ora (non è un difetto maschile, come non è un difetto femminile).
Il lancio del bouquet? Quello è una cafonata e basta.
Inoltre, basta con queste storie tipo "Il bouquet deve portarlo la madre alla sposa" o altre robe assurde che ho sentito e che non sto qui a elencare. Lo sposo e la sposa possono prendersi i loro rispettivi bouquet come e dove vogliono.
Inoltre, il fiore all'occhiello non è riservato esclusivamente allo sposo, ma può portarlo anche la sposa. Così come gli invitati e le invitate. Non è necessario inoltre che provenga dal bouquet della sposa nè dal bouquet dello sposo. Il fiore all'occhiello non è neanche obbligatorio: nè per lo sposo, nè per la sposa, nè per gli invitati, nè per le invitate. Non è maleducazione, ma scelta libera.
Il padre deve accompagnare la sposa? Non per forza. La madre deve accompagnare lo sposo? Non per forza. Penso che lo sposo e la sposa possano anche entrare assieme in Chiesa e i genitori essere semplicemente graditissimi invitati. Io preferirei così, personalmente.
I vestiti? Ci si può sposare anche in scarpe da ginnastica e vestiti non tradizionali (sia gli sposi che le spose intendo). L'importante è essere puliti e presentarsi bene.
Lo stesso discorso si può applicare anche alla proposta di matrimonio: può farla l'uomo, la donna o nessuno dei due, quindi semplicemente decidere in comune accordo di sposarsi. In quest'ultimo caso, non si perde il romanticismo, con un po' di impegno da parte di entrambi i membri della coppia. Lo stesso dicasi anche per il primo approccio quando ci si conosce: può farlo l'uomo, la donna o entrambi.
Basta con le tradizioni vecchie e superate, siamo nel 2023! Usiamo un po' di inventiva personale!
Ciononostante, stiamo parlando di una bellissima chiesa da visitare assolutamente! Visita...
Read moreLa chiesa di Santa Maria presso San Celso (nome completo Santa Maria dei Miracoli presso San Celso) è un antico santuario di Milano, posto in corso Italia al civico 37. La sua costruzione ebbe inizio nel 1493,ed è affiancato dall'antica chiesa di San Celso. Rappresenta un notevole esempio dell'Architettura rinascimentale a Milano; la sua facciata è un capolavoro del manierismo italiano. Al suo interno bellissimi affreschi e pale d'altare di artisti lombardi del Rinascimento e del Barocco: Giovan Battista Crespi detto il Cerano, Camillo e Giulio Cesare Procaccini, Carlo Francesco Nuvolone, Antonio Campi, Bergognone, Callisto Piazza. Da segnalare soprattutto Giovan Battista della Cerva, e, all'altare del transetto destro, una bella pala di Paris Bordon. Il coro è decorato con stalli su disegno di vari artisti; il leggio ligneo è stato disegnato da Giuseppe Meda. Nel transetto sinistro, all'interno di un altare disegnato da Martino Bassi, si conserva la veneratissima statua marmorea dell'Assunta di Annibale Fontana (1586), completata in seguito da due angioletti reggicorona di Giulio Cesare Procaccini. In una teca posta all'ingresso sono esposti dei paramenti del cardinale Alfredo Ildefonso Schuster e il calco, fatto alla morte, del viso e della mano, effettuato dallo scultore don Marco Melzi dell'Istituto Beato Angelico di Milano. L'antico affresco della Madonna miracolosa (celebre per i miracoli e per l'apparizione del 30 ottobre 1485) si trova ora sotto un altare alla sinistra del presbiterio ed è visibile solo durante alcune feste. Nella navata sinistra è invece collocato un affresco della Madonna con Bambino del XIV secolo che nel 1620 fu visto lacrimare. L'organo a canne venne costruito nel 1958 dalla ditta Balbiani-Vegezzi Bossi e si articola in tre corpi. E' molto bella e sicuramente, come tante altre chiese di Milano, è...
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