I recently bought a McAfee antivirus card from the Unieuro store at Euroma 2 Mall in Rome. When I tried to reveal the code, it was covered with a strong adhesive material that caused the code to disappear completely.
I returned to the store the following day to explain the issue, but the staff were unhelpful and dismissive. One employee suggested I had used a knife or scratched off the code, which is simply not true and I want to make it clear that we are not stupid and certainly did not damage the code in that way. Another staff member was rude and unprofessional, making me feel like I was being blamed for something that wasn’t my fault. Fortunately, another employee addressed the issue more calmly and told us they would contact the company via email.
Today, we received a call from Unieuro, telling us to contact McAfee directly. After reaching out to McAfee, they informed us that it is Unieuro’s responsibility to replace the faulty product. This contradicts what the store staff had said and shows the lack of proper communication on their part.
I am now asking for either a refund or a replacement product, as well as proper communication and respect from Unieuro. It’s incredibly frustrating to deal with such poor service, especially when the issue could have been resolved quickly and professionally.
I hope Unieuro takes customer service seriously and improves their handling of situations like this, and that McAfee works on better product quality and communication as well to avoid issues like this...
Read moreNon so se qualcuno del Marketing o delle Risorse Umane di Unieuro leggerà questa recensione. Sta di fatto che oggi mi sono vergognato un po’ per voi.
Oggi pomeriggio 27/12 io e mia figlia ci siamo recati presso lo store Unieuro di Euroma 2 per attivare una riparazione in garanzia di un laptop acquistato presso un altro negozio di Roma (quello sul GRA). Questo perché l’assistenza di Unieuro ci aveva detto che avremmo potuto recarci dove ci veniva più comodo.
Come prometteva Unieuro in sede di acquisto, sarebbe bastato andare in qualsiasi negozio, dare nome, cognome e modello del PC per risalire ai dati della garanzia. Circostanza che peraltro aveva trovato conferma quando mia figlia, la settimana scorsa a Novara si era recata presso un negozio Unieuro per recuperare i dati della garanzia. Cosa che era regolarmente avvenuta con successo. Ma alla fine mia figlia non aveva potuto lasciare il PC in riparazione, in quanto stava tornando definitivamente a Roma per Natale da un soggiorno di lavoro e non avrebbe fatto in tempo ad ottenere la riparazione. Alla fine ha deciso che avrebbe potuto per fare la stessa operazione a Roma.
E così ci presentiamo stasera presso Unieuro di Euroma 2 dove al banco “Info” dell’area informatica troviamo un soggetto (credo fosse un responsabile, un ‘capetto’) che dapprima, continuando a smanettare sul PC senza neanche guardarci, cerca di rimbalzarci sostenendo che “poiché avevamo acquistato il PC presso un altro negozio, sarebbe stato meglio andare all’altro negozio” letteralmente “per rispetto degli utenti che acquistano presso questo negozio e della gestione della logistica del negozio” (!!) Faccio ancora fatica a capire cosa avesse in testa il tipo.
Il tutto con un linguaggio del corpo svogliato, arrogante e di certo non attento al cliente. Insomma ci ha fatto intendere che era nostro diritto chiederglielo, ma che se fossimo andati all’altro negozio sarebbe stato meglio.
A quel punto mia figlia ha insistito che ci desse assistenza. Sempre più scocciato, per renderci la questione ancora meno agevole, ci chiede se avevamo la “prova di acquisto”. Nota bene: non necessaria poiché i dati della garanzia e dell’acquisto possono essere recuperati (ed infatti sono poi stati recuperati) dal sistema.
A quel punto ho insistito ed ho chiesto che intervenisse un responsabile. Che non si è visto. Alla fine ci rivolgiamo ad un’altra ragazza che, devo dire gentilissima, si è fatta in quattro riuscendo a trovare la nostra garanzia e per darci assistenza. Nonostante il soggetto di prima girasse intorno al banco “Info” quasi scocciato perché lo stavamo “occupando” per risolvere il nostro problema.
Sintesi: il tipo in cui ci siamo imbattuti per primo si vergogni un po’ per il proprio comportamento (il fatto che la collega che è intervenuta dopo sia stata gentile ed abbia risolto è...
Read moreDevo dire sono un po’ in dubbio se mettere una stellina sola, però alla fine ho deciso che il giudizio finale è negativo. Ieri sono andata a cercare due stampanti: una laser per stampare soltanto in nero, ed una inkjet per stampare a colori, possibilmente multifunzione. Vado al reparto informatica e cerco di capire chi è l’addetto al reparto, per poter esporre le mie esigenze e quindi essere consigliata nell’acquisto. Mi sfreccia davanti un tizio (ha dichiarato di chiamarsi DANIELE, ma non recava il cartellino col nome) al quale chiedo: «Scusi a chi mi posso rivolgere per questo reparto?». Costui senza fermarsi mi risponde: «Solo a me!» e se n’è andato. Mi sono seduta su uno scatolone, senza sapere esattamente cosa fare. Il tipo è sparito, non c’è nessun altro a cui rivolgersi (così lui mi ha detto) quindi? Stavo pensando di andarmene, quando è arrivata una ragazzetta molto simpatica, tale TIFFANY, che mi ha vista seduta sullo scatolone e mi ha chiesto cosa volessi. Mi ha seguita e stavamo per concludere l’acquisto di una delle due stampanti, ma il tipo è riapparso. Gli ho fatto presente che nei negozi normali i commessi chiedono ai clienti perché sono in attesa e quindi li smistano, a seconda delle esigenze. L’ho visto fare molte volte. Secondo il suddetto DANIELE lui “avrebbe mancato di rispetto al cliente che stava servendo” se mi avesse chiesto qualcosa. Ora, premesso che io non l’ho visto con nessuno (era completamente da solo e secondo me stava correndo al bagno, è l’unica spiegazione plausibile), in realtà ha mancato di rispetto al suo datore di lavoro, perché gli ha fatto perdere una vendita ed è quello l’unico motivo per cui un negozio sta aperto. Peraltro io stessa, come cliente, non ho mai ritenuto che il commesso che chiedesse ad un cliente in attesa cosa gli servisse mi stesse “mancando di rispetto”, ma semplicemente stesse facendo il suo lavoro. Alla fine, nonostante la buona volontà di TIFFANY, l’arroganza di DANIELE mi ha talmente innervosita che non ho più comprato niente. Purtroppo non è la prima volta che in questo punto-vendita si verificano fatti così sgradevoli, infatti ero in dubbio se andarci o meno. Poi mi ci sono trovata, perché vado spesso al centro commerciale EUROMA2 quindi ho pensato: vabbè riproviamo. C’è qualcosa che non va a livello di gestione del...
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