Per dire quanto sono brave (e sì, dai, concediamolo, anche bravi) al Forno di Lambrate la prendo larga e parto dalle michette di quando ero piccolo, dal senso quasi proustiano che, ormai quasi introvabili, hanno per me. Era il pane di tutti i giorni, quello che si sbriciolava un po' tutto, quasi calvinista nella sua fastidiosa assenza di mollica, estrema negazione di ogni sacrosanta scarpetta. Le panetterie erano come delle fiere del bianco con tutta quella farina bianca, senza troppa fantasia, né colori o chissà che profumi. Poi, qualche anno fa, Milano scopre finalmente il pane. Nuove idee sulla panificazione, gente giovane che ha visto pani diversi altrove e, finalmente, ribadisce che il pane non è banale accompagnamento, ma alimento simbolico, conviviale, assiomatico nella sua generosa semplicità. È il via alle farine meno che bianche, quelle che un tempo si consideravano povere, che la gente diceva "altro che integrale, abbiamo fatto la guerra per mangiare il pane bianco" e così capisci anche che ogni motivo è sbagliato per fare la guerra. Tutto bene, allora? Ni. Perché sulla nouvelle vague del pane meneghino si buttano in molti per sfruttare il filone, è tutto un fiorire di spazi popolati da hispter più o meno credibili, con un'offerta spesso discutibile dal punto di vista qualitativo, ma immancabilmente e ingiustificatamente ben attestata su prezzi al chilo piuttosto alti. Eppure, la frugalità del pane, quasi rivoluzionaria in un'epoca di sofisticazioni, non può che essere popolare. Ed ecco la grandezza del Forno di Lambrate. Qualità del pane eccezionale, con una profusione intelligente di farine integrali, ma anche no, tutte di ottima qualità. Cottura sapiente, perché tra crosta e mollica c'è un sobrio equilibrio e il colore è già un invito all'assaggio. Profumo, tanto e buono, di vero pane, e di che altro sennò? Una segale 100% integrale che è pronta per mille matrimoni d'amore, dolci e salati. Sui prezzi sarebbe necessaria una riflessione ampia su quello che ci hanno abituato a considerare giusto o meno e, soprattutto, sull'adeguatezza del potere d'acquisto dei salari, per cui tutto rischia di apparire esageratamente caro, anche quando consente la giusta remunerazione per il lavoro di tutti i partecipanti a una filiera produttiva, senza sfruttamento di nessuno. Per questo mi sento di dire che il Forno non tradisce la natura popolare di un alimento per cui nella storia si sono fatte infinite rivolte e che ciascuno ha diritto a portare in tavola per spartirlo con un amico. E quando leggi che i mastri del Forno di Lambrate cedono il loro pane in più a chi lì vicino offre pasti a chi ne ha bisogno, il cerchio si chiude e capisci che il loro pane non può che essere davvero buono. Non dimenticherò facilmente il gesto con il quale un ragazzo del Forno ha tagliato a metà un pane integrale per mostrarmene la trama: vedevo il pane e le sue mani, che esprimevano schiettezza, sincerità, lavoro, fatica e sapienza. Da quando li ho trovati, ho ritrovato un po' anche il senso di quella michetta di tanti anni fa, anche se ora posso finalmente fare scarpetta.
Grazie Forno...
Read moreSono nato e cresciuto in questo quartiere, purtroppo anche a Lambrate le cose stanno cambiando. Non avevo ancora provato questo forno, ho deciso di farlo stamattina prendendo una brioche al cioccolato da asporto. Bella, infilata in un sacchetto (senza tovagliolo) e alla modica cifra di 3€. Ho anche chiesto conferma alla ragazza e sì, sono 3€ per una brioche. Prezzi da Starbucks UK. Per me ciascuno può far pagare ciò che vuole, dalla materia prima al servizio, ma allora i prezzi vanno chiaramente esposti. Non mettendo solo in bella mostra la merce senza farne menzione alcuna.
Aggiornamento: come è stato fatto notare dal forno c'è una lavagna alle spalle con una lunga lista di prodotti e i loro prezzi. Insisto che non è di così facile intuizione come lo sono i cartellini su ogni singolo pane. Io posso intuire che le materie prime siano eccellenti, ma allora spiegatelo meglio. Ripeto, ci sono vari motivi per cui un cornetto può costare 3 o anche 4€ ma credo vadano giustificati, altrimenti si parlerà sempre e solo a una clientela selezionata. Senza comunque togliere il fatto che per la gestione del punto vendita e il confezionamento delle materia credo che sembri sempre un forno di quartiere "normale". Con tutto il rispetto per...
Read moreWe are locals and we sometimes buy stuff from this shop! Their croissants are among the expensive ones in Milan which is Ok but the problem is that they have decreased the size of croissants 30% less after August holidays plus less cream inside (almost 60% of it was empty) while the price is still the same! You can definitely have better quality with their price! I don’t...
Read more