Vecchia, indimenticabile, amata “Cremeria Buonarroti”! Anche tu ci hai lasciato, come tante altre cose belle e preziose perse per sempre, in nome del progresso, degli interessi squallidi di persone che non sanno che cosa significhi conservare, salvare le tradizioni di una città, nella quale abbiamo vissuto ogni momento della nostra vita. Proprio quest’anno la Cremeria Buonarroti compie 100 anni di attività: non era solo un bel bar frequentato da belle persone, ma un rifugio dove si era sicuri di trovare sempre dei dolci di bontà unica e sublime, invano imitati da tanti altri artigiani pasticceri milanesi. I cannoncini alla crema? Una delizia! I bignè? Una gioia del palato! Le paste frolle, i cioccolati, i cannoli, le meringhe, i profiterols, le mille torte per le bocche più viziate e mai sazie di piaceri antichi e sempre attuali. Rifugio? Anche! Perché farsi confezionare un vassoio di paste da portare a casa, in famiglia, o da amici, o da sconosciuti che lo sarebbero poi diventati, era l’alibi per farsi scivolare in bocca, furtivamente e complici di se stessi, un bignè alla panna: ghiotta ricompensa per il proprio ego, magari dopo una giornata non propriamente entusiasmante. Cosa dire poi di quando al mattino, magari inoltrato, si ordinava con malcelata indifferenza, il cappuccino con la brioche ripiena di cioccolato? Momenti sublimi, irreali, indimenticabili! Perché la brioche calda, appena sfornata, fatta di quella pasta che si scioglieva in bocca come una magia, perché magico e segreto era il come si fosse riusciti a fare una cosa così buona, leggera come una piuma e densa di sapori ancestrali. Le altre brioches vanno addentate, masticate, inzuppate nel cappuccino per mitigare la loro consistenza granitica; le “Buonarroti” invece scivolavano in bocca come il veliero sull’onda, si scioglievano come la neve al sole, donando al felice mortale la gioia di essersi fatto, anche quella mattina, un piccolo intimo regalo, non un peccato di gola. Tutto finito! Dicono : è cambiata la gestione! Difficile capire perché la scontata alternanza delle persone nelle cose, nella gestione delle attività, nella società in generale, debba immancabilmente portare un impoverimento del bello e del buono, che, ci hanno insegnato, dovrebbero essere valori intramontabili, custoditi con amore e passione perché insostituibili. Alla Cremeria Buonarroti tutto è cambiato: i dolci, le torte, le brioches, perdonatemi, dimenticavo i panettoni, le colombe, le veneziane, veri capolavori che da sempre rappresentano la tradizione meneghina, con un altissimo valore di qualità, sono una pallida imitazione di quello che erano. Spariti i componenti preziosi, come il buon burro, le uova fresche, il vero cioccolato, la farina doc, le uvette e i canditi della Sicilia, e soprattutto la maestria di chi, con ottimi ingredienti, sapeva realizzare delle opere d’arte culinarie e ammaliare i palati più esigenti. Ingredienti di basso livello, fattura approssimativa, e dolci e brioches in bella mostra, sfornati non si sa da quanti giorni! Mi correggo: una cosa non è cambiata. Il prezzo! Quello è assolutamente e, con ammirabile precisione, conservato. L’altro giorno, 26 gennaio, ho acquistato un panettone da un kg al costo di 30€. Peccato che fosse, come poi ho scoperto, una rimanenza delle vendite natalizie. Stantio, mal cotto ai bordi, uvette assenti, canditi al 50%, insapore, e deliziosamente duro: buono solo da inzuppare! Dovrebbero almeno imparare, come fa la grande distribuzione, a fabbricare in agosto un panettone che sarà venduto a Natale (cioe’ dopo 4 mesi) e discretamente commestibile. E al prezzo che tutti sanno, nonostante i vari immancabili e giusti passaggi commerciali!
Attenzione: sullo scaffale della ex ottima Cremeria Buonarroti vi sono ancora molti ex panettoni natalizi, anche da...
Read moreSabato 26 febbraio 2022. In prossimità del carnevale acquisto un vassoietto con ca. 12 tortelli fritti ripeni di crema pasticciera, al cioccolato e vuoti. Il costo è molto elevato (ca. 35 eur) ma ricordando la fama delle creme del negozio, mi concedo il lusso di spendere questa cifra che, considerando il costo vivo della materia prima, rimane davvero eccessivo. Arrivato a casa per la cena con ospiti serviamo il vassoio. Una grande delusione: la pasta dei tortelli vuoti era alquanto gommosa, la crema gialla non era affatto all'altezza di quelle delle brioches del mattino e la crema al cioccolato era una specie di nutella viscosa e stucchevolmente dolce. In particolare la crema ha lasciato un retrogusto farinoso o di amido e di vaniglia vera (in bacca) nemmeno l'ombra o il profumo. Insomma un prodotto da pasticceria industriale da supermercato di infima categoria. Spero solo che questo tortelli non siano stati prodotti internamente a questa pasticceria; in tal modo si spiegherebbe la scarsa qualità del prodotto, ma non si spiegherebbe invece il prezzo assurdo speso. Una delusione e una brutta figura da carnevale.
Ringrazio per la Vostra cortese risposta in data 11 marzo. La delusione che ho condiviso in questa recensione è proprio dovuta al fatto che, conoscendo le creme della Vostra pasticceria del mattino, mi sono proprio stupito della scarsa qualità dei tortelli acquistati quel giorno. Il ripieno al cioccolato, in particolare, aveva una viscosità assolutamente sospetta da crema spalmabile da supermercato e soprattutto la crema gialla risultava eccessiva ricca in amidi, con un retrogusto di vanillina sintetica (dunque priva della ricchezza di aroma di vaniglia autentica). Questa impressione è stata anche condivisa dai commensali che avevo ospiti. Il prezzo che descrive di circa 2.90 EUR a tortello corrisponde invero alla realtà che ho pagato io, alcuni dei quali vuoti. Lascio decidere a chi legge questa recensione se quasi 3 euro al pezzo(!) sia un costo modesto oppure eccessivo, se si considera che stiamo parlando di farina, uova, zucchero, polvere lievitante e olio di frittura. Mi auguro dunque che sia stata l'unica giornata storta della lunga attività dal 1921, come descrive, ma mi pareva giusto condividere questa brutta figura che ho sperimentato. Allo stesso modo, ho condiviso la bella esperienza del sabato successivo in cui, girando l'angolo di fianco alla Vostra via, ho acqusitato presso un'altra pasticceria un vassoio di pari dimensioni con tortelli davvero eccellenti, per la metà...
Read moreCon dispiacere ieri ho compreso che la 'una volta stimata' Cremeria Buonarroti non è più la stessa. Qualcosa è cambiato nell'ultimo anno, il servizio si è fatto scarso e maleducato, solo gli uomini restano professionali, il resto dello staff è spocchioso e maleducato. La qualità ne ha anche risentito, un mese fa ho apprezzato l'iniziativa del panettone estivo in occasione di Expo e ne ho acquistati due in taglia mignon, peccato che uno su due era posso e decisamente immangiabile. Non bastano solo buone brioches o torte, che purtroppo nell'ultimo periodo non sono sempre state al pari con la nomea del 'una volta rinomato locale', ma anche la qualità del servizio fa la differenza e se quest'ultimo è pessimo cosa accade? Che io milanese d'adozione da anni non metterò più piede in quello che una volta era una delle mie sale da tè preferite, la lascerò ai turisti ed ai pochi coraggiosi che vorranno sfidare i caratteri umorali delle cameriere: lontano è il tempo in cui alla cassa ti accoglieva un sorriso, anche alle prime ore del giorno quando il profumo delle brioches e del caffè riempiva l'aria ed il cuore. E così la fama di una delle pasticcerie storiche di Milano sfuma inesorabilmente in un declino appena agli inizi a meno che i titolari si sveglino dal torpore e diano dello zucchero per addolcire lo staff inacidito. Io ormai sono una cliente persa, per me è tardi ma magari, solo magari, nessun altro si vedrà trattare come lo...
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