The Basilica of the Annunciation of the Vastato in Genoa is one of the city's most important churches—an impressive blend of historical styles and rich Baroque art. Here is a detailed description of its history, architecture, and works:
Construction began in 1520 on the site of the former small church of Santa Maria del Prato, associated with the Congregation of the Umiliati.
The name Vastato comes from the Latin vastinium or guastum—meaning a ruined or abandoned area, undeveloped—the area just outside the city walls, carved out by the city for defensive purposes.
In the 16th century (around 1591), the wealthy Lomellini family assumed patronage of the main chapel and contributed to its further expansion.
The church underwent renovations in accordance with the requirements of the Council of Trent, changing its form from Gothic to a more monumental, Baroque style.
The neoclassical façade was completed in 1867, designed by Carlo Barabino and redesigned by Giovanni Battista Resasco.
During World War II, the basilica was severely damaged by air raids, collapsing the "filling" elements; the main structure survived.
Plan: three-nave layout with a transept and a Latin cross plan. There are side chapels on both sides of the naves.
Interior: very bright and spacious, richly decorated with frescoes, gilding, marble, and stucco.
The dome (dome)—located in the center of the transept, decorated by Andrea Ansaldo (including frescoes, gold elements, and trompe-l'œil effects)—is one of the highlights of the interior decoration.
The neoclassical exterior façade is distinguished by a large pronaos supported by six Ionic-style columns. There are also two bell towers on the sides.
Although the façade is much younger in style, it contrasts with the richly decorated interior. The façade was added relatively late to visually enclose the church from the square.
The basilica's interior is a treasure trove of Genoese Baroque art (and late Mannerism). Here are the most important artists and works:
Frescoes and dome decorations: Andrea Ansaldo—especially the fresco of the Assumption in the dome.
"The Last Supper" (Ultima Cena) by Giulio Cesare Procaccini—the largest flat canvas work in Genoa, originally in the monastery's refectory.
Many side chapels are decorated with paintings by artists such as Luca Cambiaso, Bernardo Strozzi, Domenico Piola, Gregorio De Ferrari, Giovanni Battista Carlone, Giovanni Andrea Carlone, Tommaso Clerici, and others.
Multicolored marble, stucco, gilding—a typical Baroque effect: light, decoration, theatricality.
In the 18th century, Montesquieu called it "the most beautiful church in Genoa."
It is often cited as one of the finest examples of Baroque-Mannerist art in Genoa.
If you'd like, I can prepare a diagram of the interior, highlighting the most important chapels and works of art to see—would it be helpful for a visit?
Admission is free, and the basilica is...
Read moreLa chiesa dell'Annunziata è la più bella di Genova… è una chiesa tutta dorata...
Questo l’endorsement che la basilica della Santissima Annunziata del Vastato si guadagnò a metà Settecento da un personaggio non certo largo di complimenti come Montesquieu.
Anche uno scrittore di chiaroscuri come Charles Dickens rimane incantato dall’uso fresco e aggraziato di tutto quell’oro: se si guarda verso le tre Cupole in alto in un giorno luminoso, stando davanti al grande altare, si resta storditi dallo scintillìo e dalla gloria del luogo… è così finemente dipinta e dorata che sembra una grande tabacchiera smaltata.
Visita
Aspettando che si sia il sole, come consiglia Dickens, gustiamo il brillante accordo tra le sottili dorature e gli affreschi seicenteschi di Giovanni e Giovan Battista Carlone e di Gioacchino Assereto, mentre la luce scivola lungo le ampie navate e dialoga con gli intarsi marmorei policromi di Domenico Scorticone e Giacomo Porta.
La chiesa ospita grandi opere della pittura genovese del tardo manierismo, del barocco e del Settecento. Ancora Montesquieu ci segnala: Sul portale, all'interno, c'è un quadro di Procaccini, molto bello. E oggi possiamo godere i quaranta metri quadri della sua Ultima Cena in tutto il loro originario splendore, grazie a un recente importante restauro.
Nella cupola, Andrea Ansaldo ha realizzato una complessa macchina prospettica, costruita con affreschi a trompe-l'œil e figure in oro a tutto tondo, che è un importante esempio dello splendore e della teatralità della pittura genovese di inizio Seicento.
Nelle navate e sugli altari, una infinita serie di grandi opere pittoriche di straordinari artisti della scuola genovese e non: Luca Cambiaso, Guercino, Bernardo Strozzi, Giulio Benso, Giovanni Battista Paggi, Domenico Piola, Gregorio De Ferrari, Andrea Semino, Giovanni Andrea De Ferrari, Pietro Paolo Raggi, Luciano Borzone, Aurelio Lomi, Giovan Battista Vicino, Nicolò Carlone, Domenico Fiasella, Vittorio Gatto, Octave Pellè, Bernardo Carbone, Sebastiano Galeotti, Anton Maria Piola, Calvi, Giovanni Andrea Carlone, Tommaso Clerici e Simone Barabino.
Storia
Si ipotizza che il nome Vastato (da guastum o vastinium, cioè demolizione) indicasse i guasti, le aree prive di alberi o altro riparo per eventuali attaccanti subito al di fuori delle mura cittadine, dove andavano ad esercitarsi i balestrieri genovesi.
La grande area libera fu scelta da una comunità di Frati Umiliati per costruire qui il proprio convento e la chiesa di Santa Marta del Prato; anche per la presenza di due rivi, oggi interrati, che permettevano la lavorazione della lana.
Dall’inizio del Cinquecento diverse rami della comunità francescana si succedettero nel complesso del Vastato (prima i Frati Francescani Conventuali, poi Frati Francescani Osservanti). La chiesa subì una riedificazione in dimensioni perfino troppo grandi per il tempo, che procedette a intermittenza fino a fine secolo. I Frati Francescani Osservanti portarono con sé nella nuova sede l'intitolazione della chiesa precedente: Santissima Annunziata del Vastato.
Per finanziare il rinnovo pressoché totale dell'edificio che il Concilio di Trento richiese a fine Cinquecento, la cappella maggiore fu venduta in giuspatronato ai Lomellini. La chiesa divenne cappella di famiglia e poi parrocchia gentilizia; la chiesa assunse forme barocche, sotto la guida di Taddeo Carlone prima e, a partire dal 1615 da Giovanni Domenico Casella detto Scorticone e Giacomo Porta. Furono acquistati e demoliti gli edifici di fronte, così che la chiesa potè allungarsi verso l'attuale piazza della Nunziata di una...
Read moreThe Basilica della Santissima Annunziata del Vastato is a stunning Catholic cathedral. It’s a masterpiece of Genoese art, showcasing the transition from late Mannerism to the lavish Baroque style of the early 17th century.
The construction began in 1520 under the Franciscans, on a site previously occupied by a smaller church, Santa Maria del Prato, built by the Humiliati in the 13th century. The project stalled in 1537 but was revived in 1591 with support from the influential Lomellini family, who funded much of its transformation. The church’s interior, completed in the early 1600s, is a Baroque spectacle, featuring intricate frescoes, gold stucco, and polychrome marble inlays. Artists like Andrea Ansaldo, who painted the dome, and Giovanni and Giovan Battista Carlone contributed to its opulent decor.
The neoclassical façade, with its grand Ionic columns, was a later addition, designed by Carlo Barabino in the 19th century. Despite damage from World War II bombings, the basilica was restored and remains a vibrant example of Genoa’s artistic heritage, often praised by figures like Montesquieu for its golden splendor. It’s a must-see for its architectural beauty and...
Read more