I was really excited to go to this bookstore to look for a good traveling journal, and I was staying close by.
The staff (specifically the older gentlemen working there) was rude when I asked for help finding something - like it was so irritating to have to answer a question. Then, when I after started walking into a different section, a woman standing there literally was standing in the walkway blocking the area, and told me that I needed to go checkout now because they close in 5 minutes.
“The book I wanted to buy is right there...and my phone shows it’s 5 minutes until you guys close” I replied.
“NO - IT’S TIME YOU GO TO PAY. WE ARE CLOSED.”
Lesson learned. Buy from local stores instead, who are happy to help you and let you spend money there. This store is...
Read moreCerto, sì, il momento della prima colazione è sacro, e spesso per essere veramente gratificante deve obbedire a una segreta e rigorosa "liturgia" di luoghi, alimenti e bevande in sintonia perfetta con le proprie esigenze percettive, ossia di profonda complicità visiva e gustativa con lo spazio che accoglie e consolida le nostre più intime abitudini.
Forse, qui nel centro storico di Roma - ormai saturo di bar, bistrot e ristoranti che si sono consegnati completamente alla frenesia da perversa mensa turistica aperta 24 su 24 ore al giorno e sempre sincronizzata con le proprie scorte inesauribili di alimenti surgelati nella soddisfazione dei bisogni primari delle migliaia di turisti di passaggio ogni giorno, - venire al punto caffè della libreria FELTRINELLI DI LARGO DI TORRE ARGENTINA per la prima colazione, per un rapido pranzo di lavoro oppure per un aperitivo del tardo pomeriggio NON È AFFATTO LA PRIMA IDEA CHE TI SALTA IN MENTE.
E, invece, NO.
Per la intera mia storia esistenziale, una libreria postmoderna o di puro antiquariato bibliofilo, - o qualsiasi bookshop immenso o minuscolo che sia, - è l'ambiente amniotico nel quale io mi sento a casa, accolto e protetto dai grandi classici e dai pochissimi autori contemporanei degni del titolo feroce e stucchevole di SCRITTORI, e dunque SÌ posso facilmente riconoscere che il sobrio e luminoso spazio ristoro della LIBRERIA FELTRINELLI DI LARGO DI TORRE ARGENTINA è senza dubbio un luogo perfetto per abbandonarsi a una pausa breve o lunga di meditazione, e di lettura o di scrittura, che è poi soprattutto una via di fuga provvidenziale dai rumori e dal caos fuori controllo che stringono lo splendore leggendario del centro storico di Roma in una morsa alienante e sanguinosa senza alcun possibile rimedio.
Mi sembra perfino superfluo ricordare che l'armonia potenziale di ogni luogo degno di essere frequentato è sempre ispirata e custodita dalle persone che segnano quel medesimo spazio con la propria presenza discreta; e qui alla LIBRERIA FELTRINELLI DI LARGO DI TORRE ARGENTINA troverete la giovane signora LAVINIA che si prenderà cura del vostro benessere con una congenita gentilezza e una efficiente e precisa cura del cliente che ho ritrovato intatte ad ogni mia nuova visita al momento della sospirata pausa caffè.
amato...
Read moreOggi, verso le 14.30 alla feltrinelli di torre argentina ho assistito a una scena che mi ha lasciato senza parole. Da parte della vigilanza di un ragazzo e di una signora che si definisce responsabile direttrice. Un luogo pubblico deve essere uno spazio che include tutti dal più ricco ad un senza tetto. Una signora, probabilmente senza tetto e quindi costretta a portar con lei le sue buste e un carrello è stata trattata in un modo che non hanno a che fare con un senso di umanità. La signora voleva accedere ai piani superiori con le sue cose ed è stata fermata( qualsiasi altra persona non sarebbe stata fermata) in quel momento le si poteva consigliare gentilmente di tenere in custodia le sue cose mentre andava nel piano di sopra ma invece è stata trattata come un rifiuto della società e cacciata. Logicamente la donna si è arrabbiata, per quale motivo deve essere trattata così? Se è una ladra allora la si può tenere a occhio a distanza. Ho assistito a tutta la scena , umiliante per una signora , e i due erano anche soddisfatti dell' operato. È questo il messaggio che volete far passare?. A quel punto sono intervenuta e ho commentato che ciò che ho visto non è stato decoroso,potevano approcciarsi in un modo più gentile e la signora direttrice si è rivolta a me in un modo ostile, in un modo in cui nessun cliente dovrebbe essere trattato, anzi la signora mi ha accusato di averla insultata solo perché ho espresso il mio parere di una situazione veramente umiliante. Ma come potete trattare così i clienti? O far assistere ai clienti scene del genere?. La gran signora si è giustificata dicendo che è minacciata da quella donna. Una donna senza fissa dimora, in ciabatte, con tutta la sua vita in un carrello, che minaccia potrebbe essere?. Pretendo delle scuse, perché qui si è insultata la mia di sensibilità e non starò mai zitta di fronte ad atti del genere. Ci sono ladri anche in giacca e cravatta. La signora era vestita umilmente con ciabatte, non era sporca e non stava dando fastidio a nessuno. In un luogo come feltrinelli, un luogo di lettura, di libri, non possono succedere...
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