Entri per un caffè: discussioni 3, caffè 0 - Mi ci hanno rivisto con il telefunken. Manco un da un pò da livorno. Si rompe un pezzo della bicicletta, una embt di un certo valore. Il negozio di riparazione specializzato apre in un'ora - dato che mi trovo davanti fortezza nuova, entro con la bicicletta al passo per un caffè. Nessuno all'ingresso, solo un banchetto di legno traballante. Raggiungo il bar, completamente deserto. Esce un membro della security che urla: "o te, da dove sei passato con la bicicletta?" - sono di Livorno e non mi scompongo. Scopro che adesso il parco è stato privatizzato, e che il regolamento impone l'assoluto divieto di accesso per le biciclette, anche al passo, nemmeno per il tempo di un caffè. Chiariamo, si scusa perchè altrimenti "il capo si incazza" e mi avvio verso l'uscita, ci mancherebbe. Mentre cammino incrocio un'altro addetto alla security che urla: 'o te, da dove sei passato con la bicicletta?'. Chiarisco che stavo già andando via, e mentre mi passa accanto faccio tanto di chiedere 'scusa, ma chi l'ha in gestione adesso fortezza?', aspettandomi uno dei 2-3 nomi soliti del mondo della ristorazione/eventi cittadini. Il bel tomo si ferma un istante, sembra connettere qualcosa e sentenzia: 'non sono tenuto a rispondere a questa domanda'. 'Prego?'.'NON SONO TENUTO A RISPONDERE A QUESTA DOMANDA', ribadisce con tono ancora più arrogante e da padrone. Personalmente alzo di rado la voce, ma offro al signorino un ripasso avanzato di etichetta livornese, con il fermo invito a usare certi toni in famiglia e non con i clienti, e a recarsi di persona in precise parti anatomiche, proprie e della propria genitrice, mentre squittisce qualcosa riguardo al "rispetto", di cui è invitato a fare altrettanto buon uso. Mentre guadagno l'uscita, un terzo elemento della security urla: 'o te, da dove sei passato con la bicicletta?', (UN FIORINO!), in compagnia dello studente di prima, corso attraverso il bar, chiaramente pronto a continuare il civile confronto dialettico. Neanche fermandomi ad ascoltare, faccio notare che questa è una fortezza medicea circondata dai fossi, e che a meno di nuotare tenendo una bicicletta elettrica tra le natiche l'ingresso è uno solo, che da cliente non solo non avrebbero visto i miei soldi nell'occasione ma che non avrei mai messo più piede nel loro locale, ma che vista l'affluenza di clientela certamente non avrebbe fatto differenza. Il terzo elemento non sembra capire e mi trottella dietro, farfugliando qualcosa riguardo al regolamento interno, fin quando non rendo chiaro in tono linguaggio che non c'è più margine per chiarimenti e la mia ferma intenzione a levarmi dall'area coccigea. Scopro poi che la fortezza è stata affittata per ben 2000 euro al mese, il prezzo di un bilocale dove sono residente, ad una non ben chiara cordata di imprenditori che immagino, visto l'incuria della struttura e degli arredi degni della caserma okkupata, provenire dalla zona coltano. Accettate un consiglio: non ci si improvvisa imprenditori, ed altre attività economiche sono magari più idonee - fare cartoni potrebbe essere una buona...
Read moreThere doesn’t seem like much to see or do in Livorno and while walking around we came upon this historic, very old fort. It was worth entering and walking around. It’s kept in somewhat decent shape, but has graffiti and other nastiness about it from people who have vandalized it. I wish it would have had historic signage telling more about the fort, the times it was in use, how it was used, etc.
Again, not a whole lot to see or do around this area, so this was at least something to...
Read moreThe 16th-17th century built fortress is now a public space dedicated to open-air activities, shows, and recreation. While not much historical information is displayed, we enjoyed the views of the canals and buildings of the Nuova Venezia...
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