Un’esperienza imbarazzante parte II: Dopo un massaggio senza lode, ma che con gli infami materassini mi lascia peggio di come mi aveva trovata, la ragazza mi dice di vestirmi che ci spostiamo in un’altra stanza per la pulizia del viso. Mi metto l’accappatoio e la seguo, però mi accorgo che è fradicio per essermici asciugata, uscita dall’idromassaggio, e quindi arrivata in saletta le dico di sentire freddo e che non voglio stare un’ora così per la pulizia, se gentilmente può portarmene un altro. Me lo porta dopo essersi scusata. La pulizia con spremitura era nella norma, quindi dolorosa. Unica pecca è l’avermi lasciata puntata negli occhi, per tutta la durata del trattamento, una luce che avrebbe comodamente rischiarato San Siro. A parte per un momento, quando è uscita per lasciare la maschera in posa e ho preso l’iniziativa di liberarmi di quel faro negli occhi. In effetti devo aggiungere che la stanza era fredda, chiedo la stufetta portatile che avevamo lasciato in «sala massaggi», che mi porta dopo essersi scusata. Dopo qualche minuto, ricordandomi della ventilata possibilità di avere la musica e trovandoci più vicino al banco della reception le chiedo se è possibile accenderla in questa cabina, mi assicura di sì e così dopo un minuto di pubblicità parte una compilation zen riprodotta dal suo telefono. Apprezzabile. Ah no, c’è anche quel dettaglio per cui durante la fase del vapore in faccia (sempre con luce accecante puntata negli occhi) lei mi propone un massaggio alla testa e io lì vacillo ma poi accetto cercando di suonare grata e incoraggiante - dato che mi sentivo orribile perché la riprendevo di continuo - e così si accinge a farmi il massaggio che è consistito, davvero, nel tirarmi i capelli in piccole ciocche e in modo doloroso pure per me che non soffro i capelli. Un’operazione che non ho avuto il coraggio di fermare più che altro per curiosità ma anche per timore di criticare una tecnica incredibilmente conosciuta dai più, ma non da me, e risultare inutilmente antipatica e ignorante. Ok, devo anche aggiungere il fatto che durante la spremitura dei punti neri le sono scappate un paio di volte le unghie (lunghe e appuntite) all’interno del naso e mi ha fatto gratuitamente male (per il resto pagavo per soffrire). Ah no, rettifico, c’è stato anche quel dettaglio per cui a inizio del momento vapore in faccia una dipendente dell’hotel ha scelto proprio lo spazio davanti alla nostra cabina (io unica ospite della SPA, ricordo) e proprio quel momento, per sfogarsi con un collega riguardo a problemi lavorativi e a quel punto non sapevo se chiedere alla mia seviziatrice di chiedere loro gentilmente di andare altrove o direttamente di spegnere la musica per sentire meglio del gossip anonimo. Dopo 5 min con la maschera addosso, e considerando i successivi 15 in cui avrei dovuto stare lì a «rilassarmi», ho chiesto di togliermela tutta e che volevo finire e uscire. Lei mi avverte che così la maschera non avrebbe fatto effetto, ma le dico che non importa. Così si appresta a togliermela e applicarmi non so cos’altro (non lo so perché non me lo dice). L’esperienza si conclude dopo il terzo tentativo di soffocamento da parte sua che, mentre mi spalma non so bene cosa (dato che non mi ha spiegato un singolo passaggio che ha fatto) mi tappa entrambe le narici. Alla terza volta che lo fa e dopo averglielo fatto presente le precedenti due, mi alzo scusandomi della reazione ma dicendo che sono allibita e non ho mai mai mai ricevuto un trattamento peggiore nella mia esperienza. Almeno pagando. Torno nello spogliatoio e rinuncio alla doccia perché è impensabile restare lì un minuto di più. Al banco della reception mi chiede il ragazzo addetto, che scopro essere il figlio del gestore, come sia andata. Rispondo:...
Read moreUn’esperienza imbarazzante. Non riesco a scegliere il trattamento online perché il sito è stato hackerato, a quanto mi dice il direttore al telefono. Gli comunico che avrei voluto fare mani e piedi ma lui mi dissuade, dicendomi di lasciar far loro quello in cui eccellono: la spa (?) e lasciare le unghie alle Cinesi, che quelle sono brave ne fanno centomila al giorno. Ok, accetto il consiglio, gli dico che magari avrei scelto il trattamento in sede. Ci salutiamo. Giovedì mattina. Al mio arrivo chiedo una brochure per poter scegliere il trattamento, me la danno e mi dicono di comunicare poi la mia scelta alla ragazza che verrà a prendermi. Mi mostrano la spa, piccola ma carina e mi lasciano cambiare. Il bagno turco doveva essere stato acceso da poco e l’aria calda c’era solo dalla testa in su se si stava in piedi, ma da seduta era freddo, quindi sono uscita; nella sauna non c’era acqua nel secchio, e non si stava sdraiati perché era piccolina; le docce emozionali spruzzavano acqua fredda, per cui ho optato per l’idromassaggio, dopo aver decriptato il codice d’accensione (era il pulsante d’accensione, ammetto), fino a quando è arrivata l’addetta al massaggio. Le comunico la mia scelta di trattamento ma mi dice che non c’è la ragazza che se ne occupa e che tra tutti quelli della brochure, che le ho chiesto a scorrere, lei può farmi solo la pulizia viso. Mi dice di seguirla per il massaggio e con l’accappatoio bagnato la seguo, facendo una pausa in spogliatoio per fare pipi. Trovo a galleggiare nel cesso un piccolo stronzo che lo sciacquone attivato dalla fotocellula evidentemente non riusciva a smaltire. Ero l’unica altra ospite della spa, non lo avevo prodotto io, quindi allo schifo si unisce il mistero. Lo guardo allibita, non dico niente e seguo la ragazza in sala massaggi. Mi lascia un momento per indossare lo slip e, mentre si chiude la porta, parte un rumore sordo, continuo e perforante: penso sia la stufetta elettrica che vedo appoggiata dietro di me ma poi mi rendo conto che proviene dalla cassa stereo. Quando torna la ragazza mi dice che è stata lei, accidentalmente ha acceso la musica ma non è capace, e ora fa questo rumore. Mi confessa anche che con quel casino lei non me lo fa il massaggio e io le confermo che no, non sarebbe successo. Finalmente quiete, mi dice che ha chiesto in reception di mettere la musica e fa per entrare, a quel punto approfitto dell’interruzione e le faccio presente la cacca galleggiante: lei sussulta e schizza via dicendo Pulisco subito. Dopo 1 minuto, torna e mi rassicura trafelata di essersi sbarazzata della cacca e aver versato della candeggina. Per cui, con quelle stesse mani, mi invita a sdraiarmi e godermi il massaggio. Una parola. Sdraiarmi su un tavolo di cemento ricoperto di tre piccoli ma sguiscievoli materassini ad acqua, non è impresa facile. Mentre lo faccio mi accorgo che manca il buco per la faccia - dettaglio che presa dal resto non avevo notato - quindi maledico la mia cervicale, salvo poi ricordarmi che era uno dei motivi per cui volevo il massaggio. La musica che sarebbe dovuta partire non lo avrebbe mai fatto in compenso il massaggio é stato corredato costantemente o incalzantemente dal fiatone della massaggiatrice che devo dire ce l’ha messa tutta, ma non c’era né tecnica né resistenza a...
Read moreI almost never write reviews but my experience at this spa was absolutely terrible. I booked an appointment and from the moment that I checked in, the manager at the reception was speaking to me in a rude way. When I did not understand one of the things he had told me (I am not a native Italian speaker but understand it pretty well), I was confused and asked him to please repeat, to which he responded in an even more aggressive and annoyed way than before. I told him to please lower the tone and be respectful, which ended up upsetting him so much that he decided to kick me out of the place, screaming that I was not welcome at his establishment and that it was not his fault if I didn’t understand Italian. Do not go to this place if you don’t want to be mistreated or...
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