Ieri mi sono recato presso il reparto vinili della Feltrinelli con l’intenzione di acquistare un disco. Purtroppo, l’esperienza si è rivelata piuttosto deludente a causa del comportamento gratuitamente scortese di un commesso.
Durante la mia visita, ho notato che un vinile era fuori posto e, in compagnia, abbiamo deciso di spostarlo per scherzo (solo per fine goliardico di far intendere che quell’artista non meritava di essere messo in evidenza, specialmente in mezzo a tutto quel ben di Dio… in un posto già sbagliato, tralaltro). Comprendo che questo gesto possa essere stato interpretato in modo negativo, ma il tono sgarbato del commesso nel riprendermi è stato del tutto inappropriato. Mi sono subito scusato umilmente, senza giustificazioni, e ho cercato di rimediare, proponendomi di sistemare il vinile nel blocco corretto, seguendo l’ordinamento delle ceste basato sulle iniziali degli artisti.
Prima ancora che iniziassi a cercare la giusta collocazione, il commesso mi ha chiesto insistentemente, con tono scortese, di restituirgli il vinile, come se fossi incapace di leggere le lettere dell’alfabeto. Questo atteggiamento mi ha fatto sentire preso per cretino e ha peggiorato notevolmente la mia esperienza. Poco dopo mi sono reso conto che non esisteva alcun blocco che riportasse l’iniziale dell’artista (la lettera R), quindi ho consegnato il vinile direttamente al commesso.
Successivamente, mentre cercavo il vinile da acquistare, ho trovato un altro vinile apparentemente fuori posto e, cercando di aiutare il commesso furente, ho tentato di riposizionarlo correttamente nell’apposita cesta. Purtroppo, ahimè, ho commesso un altro errore fatale: Mi sono basato sulle iniziali del regista del film anziché sul nome della band che ha effettivamente composto la musica. Ciò vuol dire il vinile era già posizionato nella sua posizione corretta… Il commesso, ancora una volta, mi ha sgridato, senza cercare minimamente di comprendere le mie intenzioni (parlandomi di sopra, tralaltro). Quindi siamo andati via.
Il comportamento del commesso è stato maleducato e non ha fatto nulla per migliorare, o rendere persino accettabile, l'esperienza di acquisto. Alla fine, ho deciso di non acquistare il vinile presso la Feltrinelli e di rivolgermi altrove; in un posto dove non si viene cecchinati e dove si può dare un’occhiata tranquillamente alla merce sposta .
Peccato, perché mi aspettavo un servizio più cortese e disponibile in un luogo così rinomato. Spero che in futuro venga posta maggiore attenzione all'atteggiamento del personale verso i clienti (e i ragazzi), per evitare che altri possano vivere un’esperienza imbarazzante simile alla mia. Anche perché, garantisco che se fossi stata un altro tipo di persona, questa recensione sarebbe stata stampata direttamente sulla faccia del commesso, con tanto di giradischi e Profondo Rosso di sottofondo.
P.s quelle ceste rimarrano sempre piene se in prima fila (e fuori posto!) continuate a mettete vinili di...
Read moreOne of my favourite book shop in Catania for many reason. One is I like how it is structured. It is clearly divided in sections and there is a lot of space to expose books. I definitely like the style and the environment that looks more an acculturerai one that a basic commercial one. It has a nice section dedicated to sicilian writers that’s very interesting. I also like the “feltrinelli” itself as a publishing company. One of my favourite...
Read moreMi dispiace dare un voto così basso, ma non posso evitarlo, purtroppo. Vado spesso alla Libreria Feltrinelli di Catania e ogni volta, letteralmente ogni volta, l'uomo anziano con la barba che si trova alla cassa si comporta da maleducato e cafone. L'ultima volta, senza alcuna ragione vera e propria dato che dietro di noi c'era solo una ragazza che avrebbe dovuto pagare, mi ha messo fretta sbuffando e dicendomi:"Se non ti sbrighi, faccio pagare gli altri" in tono rude. Non soltanto, quando ho pagato e poi gli ho porto altri cinque euro per pagare la busta, dato che sfortunatamente non avevo monete con me, ha ruotato gli occhi, sbuffato nuovamente e mi ha detto:"Sì, va be, tienitela" lanciandomi la busta e costringendomi a mettere gli articoli acquistati in disparte. Mi sono sentita abbastanza umiliata e non l'ho ripreso dandogli del maleducato perché odio le scenate, ma non tornerò mai più. Mi dispiace perché là dentro ci sono altri dipendenti educati che spesso con gentilezza mi hanno aiutata, ma il pensiero di arrivare alla cassa e vedere quel cafone non mi permette neanche più di pensare di andarvi e rivivere un'esperienza simile...
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