C'era una volta il Festival
Cartomanzia al potere, una decina di musicisti, un comico/mago e un acrobata.
Il tutto concentrato in 4 strade e un parco.
Il tempo in cui Ferrara era un'esplosione di colori e creatività è finito.
Quando ho scoperto che si sarebbe dovuto pagare il biglietto (non un prezzo simbolico eh!) ho pensato "ok, dai...per la qualità dell'offerta artistica è giusto dare qualcosa agli artisti"
Invece gli artisti non beccano un soldo e l'offerta è stata ridotta a una passeggiata di paese dove, normalmente, puoi trovare lo stesso numero di interpreti (ma gratis).
Ovviamente, festival ridimensionato e ridimensionata sarà la qualità degli aderenti al festival.
Mi pare chiaro che la politica abbia raggiunto l'obbiettivo:
Ridurlo fino a farlo sparire per giustificarsi "è colpa del mercato, non c'è più interesse"
Finanziate allora le varie sagre dello spezzatino di nutria o quello che vi pare, nella convinzione che dobbiamo tutti ritornare ai "sani...
Read moreUn Festival davvero bello, storico, che è stato "capofila" di una tradizione di festival di artisti di strada in giro per l'Italia (quasi facendo entrare nell'immaginario collettivo la parola "Busker"). Un po' di nostalgia per i primi anni, più naif e spontanei del Festival, legati alla partecipazione di pochi ed originalissimi artisti provenienti da buona parte del mondo, rispetto alle edizioni successive, su scala maggiore e a volte trasformatesi in grandi Luna Park a cielo aperto. Chi scrive ne è stato testimone diretto, come pubblico nelle primissime edizioni (da studente universitarie), poi di nuovo come pubblico. Negli ultimi anni la partecipazione di artisti si è nuovamente ridotta, conferendo una misura più contenuta al Festival ma senza ritrovare la dimensione umana e di contatto diretto delle prime edizioni. Spero questo momento di "crisi" (come tutte le cose importanti attraversano) possa essere foriero di nuove originalità e di una nuova qualità...
Read moreDa sempre vi partecipo (con eccezione dell'anno scorso). Purtroppo negli ultimi anni ha perso in qualità, diciamo dopo il Covid. Rimanevo estasiata nell'ascoltare i più strani strumenti e le più insolite voci, artisti che spaziavano dalla Mongolia al Canada (tantissimi paesi rappresentati). Era uno dei miei appuntamenti preferiti, l'ho fatto conoscere ad una moltitudine di persone. L'ingresso a pagamento? Certo, sarebbe stato meglio di no, non tanto per i 10 euro, che è un costo piuttosto contenuto (poi io li davo lo stesso, all'ingresso, come ai vari artisti o comprando i loro cd) ma ha perso in spontaneità e genuinità. Ritornerò anche quest'anno, spero non sia una delusione, spero almeno che l'averlo messo a pagamento possa servire per riacquistare quella qualità che un...
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