Una specie di mix tra compiuto e incompiuto, tra antico e moderno, tra struttura medievale e ritocchi settecenteschi, la cui origine risale addirittura al IV secolo (ma come S. Salvatore alla Corte, a opera di Papa Giulio I) e che fu poi costruita nel 1500 e ripetutamente restaurato nei secoli XVII e XVIII. Da dove deriva il nome o meglio il toponimo, visto che ha cambiato il nome anche del vicolo un tempo chiamato "delle rimesse" per via della sosta delle carrozze o "dei morticelli" per via di un piccolo cimitero? La leggenda vuole che un cieco di fronte un'immagine della "Vergine col Bambino" udì cadere massi e voltandosi si rese conto di aver riacquistato la vista e riuscire a vedere il dipinto circondato da una gran luce. Ovviamente dopo il prodigioso evento, l'affresco fu trasferito nella chiesa che venne interamente ricostruita, grazie alle tante offerte dei fedeli, dal 1730 per poter essere degna di accogliere una immagine così preziosa. L'interno venne realizzato da Gabriele Valvassori, che ha dato inizio al progetto ma fu completato nel 1821 da Bartolomeo Candussi che realizzò la semplice facciata, come ricorda anche l’epigrafe situata sopra l’oculo che sovrasta il portale. Interno decorato con stucchi e a tre navate e ovviamente, oltre alcuni preziosi dipinti, sull'altare maggiore l'icona della Madonna della Luce e sull'abside un bellissimo affresco del Conca. Oggi è sede della comunità latinoamericana ed è un colorito centro di attività e di fede in un Trastevere da sempre multietnico. Se la trovate aperta - e se la individuate, visto che è piuttosto anonima - è una bella visita che potrebbe sorprendervi. Utili info? Allora lasciate un like e cercate le altre mie recensioni su...
Read moreLa Chiesa di Santa Maria della Luce si trova nel centro storico di Roma, Rione XIII (Trastevere) in Via della Luce.
L’edificio originario è molto antico, risale al periodo protocristiano, poi venne ricostruito nel periodo medioevale del quale è ancora visibile il campanile romanico e anche in seguito si ebbero altri lavori.
La chiesa è in onore di una immagine della Madonna, un tempo affrescata all’esterno di una casa vicina, alla quale venne attribuito un miracolo (XVIII secolo) e in seguito altri e per questo venne trasferita all’interno della chiesa.
La facciata è molto semplice e senza ornamenti, si sviluppa su due ordini suddivisi da un marcapiano mistilineo, sul primo al centro è presente un monumentale portale ligneo a cassettoni e incorniciato, sul secondo raccordato al primo da un semplici volute è presente al centro un finestrone.
L’interno si presenta con tre navate e abside con nicchia.
Al presbiterio balaustrato, si accede salendo un gradino, e dietro l’altare maggiore è posta nell’abside l’immagine miracolosa...
Read moreVagabondando per Trastevere, sostiamo un istante accanto al piccolo commovente monumento a Giuseppe Gioacchino Belli. Poi ci inoltriamo per via della Lungaretta e imbocchiamo la Via della luce, lunga tortuosa e stranissima via. La chiesa ha un grazioso campanile romanico del IX secolo che, insieme al muro esterno della navata sinistra e dell'abside attestano l'epoca della prima costruzione. Il campanile dalla strada non si vede. La facciata non si nota affatto. L'interno è una sorpresa, opera di Gabriello Valvassori. L'architettura sembra concepita in funzione di una luminosità intensa e diffusa, simbolo suggerito forse dal nome, di cui il costruttore ha fatto scientemente il motivo architettonico dominante. La chiesa è piccola ma sembra vastissima, è lunga e profonda e le tre navate, i nove altari nicchie, l'abside ovale, la volta ondosa, ne fanno una minuscola cattedrale (G. Veroni). La chiesa è aperta per la messa domenicale, officiata nel rito cattolico al servizio della comunità...
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