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Chiesa di San Pietro in Banchi — Attraction in Genoa

Name
Chiesa di San Pietro in Banchi
Description
Church of Saint Peter in Banchi is a Roman Catholic church in the city of Genoa, in the Province of Genoa and the region of Liguria, Italy.
Nearby attractions
Aquarium of Genoa
Ponte Spinola, 16, 16128 Genova GE, Italy
Cattedrale di San Lorenzo
Piazza S. Lorenzo, 16123 Genova GE, Italy
Santa Maria delle Vigne
Vico del Campanile delle Vigne, 5, 16123 Genova GE, Italy
Palazzo San Giorgio
Via della Mercanzia, 2, 16124 Genova GE, Italy
Bigo
Via al Porto Antico, 5, 16128 Genova GE, Italy
Sottoripa
Via di Sottoripa, 1, 16124 Genova GE, Italy
Palazzo Spinola National Gallery
Piazza di Pellicceria, 1, 16123 Genova GE, Italy
Doge's Palace
Piazza Giacomo Matteotti, 9, 16123 Genova GE, Italy
Free Walking Tour Genova
Piazza S. Lorenzo, 16123 Genova GE, Italy
The City of Children and Young
16126 Genoa, Metropolitan City of Genoa, Italy
Nearby restaurants
Focaccia e Dintorni
Via di Canneto Il Curto, 54, 16123 Genova GE, Italy
Pestobene
Via S. Pietro della Porta, 1/r, 16123 Genova GE, Italy
Ristorante Zimino
Vico delle Scuole Pie, 4, 16123 Genova GE, Italy
TAZZE PAZZE Specialty Coffee
Piazza Cinque Lampadi, 71R, 16123 Genova GE, Italy
Friggitoria San Giorgio
Piazza Caricamento, 12r, 16128 Genova GE, Italy
Pastificio Artigianale di Canneto
Via di Canneto Il Curto, 49, 16123 Genova GE, Italy
Gran Ristoro
Via di Sottoripa, 27, 16124 Genova GE, Italy
Settepolpette
Piazza della Raibetta, 9R/11R, 16123 Genova GE, Italy
Trattoria Vegia Zena
Vico del Serriglio, 13/15R, 16124 Genova GE, Italy
Osteria Le Colonne
Piazza Invrea, 3 R, 16129 Genova GE, Italy
Nearby local services
Via della Mercanzia, 2
Via della Mercanzia, 2, 16124 Genova GE, Italy
Dolce Forno Naima
Via S. Luca, 6, 16123 Genova GE, Italy
Carrefour Express - Supermarket
Campetto, 19 R, 16123 Genova GE, Italy
Porto Antico di Genova
Calata Falcone e Borsellino, 111, 16128 Genova GE, Italy
Confetteria Romanengo Porto Antico Genova
Via di Soziglia, 74/76 r, 16123 Genova GE, Italy
Circuito Ariston
Vico di S. Matteo, 14/Rosso, 16123 Genova GE, Italy
Lucarda
Via di Sottoripa, 61 r, 16124 Genova GE, Italy
Anna Currò Gioielli
Via S. Luca, 12-14-16 R/12-14-16 R, 16124 Genova GE, Italy
Le Pretenziose Di Patrizia Castello
Vico del Filo, 15r, 16123 Genova GE, Italy
San Lorenzo Souvenir
Piazza S. Lorenzo, 28 R, 16123 Genova GE, Italy
Nearby hotels
Palazzina B - Contemporary Studio
Via dei Conservatori del Mare, 5, 16123 Genova GE, Italy
Hotel Palazzo Grillo
Piazza delle Vigne, 4, 16123 Genova GE, Italy
Morali Palace
Piazza della Raibetta, 2, 16123 Genova GE, Italy
Le Nuvole Residenza d'epoca
Piazza delle Vigne, 6, 16123 Genova GE, Italy
U Genova
Via dei Conservatori del Mare, 5/3, 16123 Genova GE, Italy
Hotel Genziana
Vico delle Mele, 7, 16123 Genova GE, Italy
B&B Genova Porto Antico
Piazza Banchi, 16124 Genova GE, Italy
The Seven Residence
Via degli Orefici, 7, 16123 Genova GE, Italy
Casa vacanza Palazzo Penco Apartament
P.za De Marini, 3, 16123 Genova GE, Italy
Locanda di Palazzo Cicala
Piazza delle Scuole Pie, 10, 16123 Genova GE, Italy
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Chiesa di San Pietro in Banchi things to do, attractions, restaurants, events info and trip planning
Chiesa di San Pietro in Banchi
ItalyLiguriaGenoaChiesa di San Pietro in Banchi

Basic Info

Chiesa di San Pietro in Banchi

Piazza Banchi, 16123 Genova GE, Italy
4.6(284)
Open until 2:30 PM
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spot

Ratings & Description

Info

Church of Saint Peter in Banchi is a Roman Catholic church in the city of Genoa, in the Province of Genoa and the region of Liguria, Italy.

Cultural
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attractions: Aquarium of Genoa, Cattedrale di San Lorenzo, Santa Maria delle Vigne, Palazzo San Giorgio, Bigo, Sottoripa, Palazzo Spinola National Gallery, Doge's Palace, Free Walking Tour Genova, The City of Children and Young, restaurants: Focaccia e Dintorni, Pestobene, Ristorante Zimino, TAZZE PAZZE Specialty Coffee, Friggitoria San Giorgio, Pastificio Artigianale di Canneto, Gran Ristoro, Settepolpette, Trattoria Vegia Zena, Osteria Le Colonne, local businesses: Via della Mercanzia, 2, Dolce Forno Naima, Carrefour Express - Supermarket, Porto Antico di Genova, Confetteria Romanengo Porto Antico Genova, Circuito Ariston, Lucarda, Anna Currò Gioielli, Le Pretenziose Di Patrizia Castello, San Lorenzo Souvenir
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2 Nero Via San Luca 16124 Genova
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4.4

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Cattedrale di San Lorenzo

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4.6

(5K)

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Santa Maria delle Vigne

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4.7

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Palazzo San Giorgio

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4.6

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Nearby restaurants of Chiesa di San Pietro in Banchi

Focaccia e Dintorni

Pestobene

Ristorante Zimino

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Pestobene

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(622)

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Ristorante Zimino

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(623)

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TAZZE PAZZE Specialty Coffee

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4.5

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Nearby local services of Chiesa di San Pietro in Banchi

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Via della Mercanzia, 2

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Dolce Forno Naima

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Carrefour Express - Supermarket

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Porto Antico di Genova

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Reviews of Chiesa di San Pietro in Banchi

4.6
(284)
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5.0
4y

Fino alla costruzione delle mure del "Barbarossa" la chiesa attuale non esisteva, e neanche la piazza se è per quello. Esisteva sì la chiesa di San Pietro della porta.

Così chiamata per il fatto di essere l'ultima chiesa della città. Dopo si usciva da essa... Tale chiesa, del IX secolo, fu distrutta da un incendio nel 1398, che scoppiò per uno scontro tra guelfi e ghibellini.

Una volta al sicuro, protetta dalle nuove mura la nuova Piazza divenne il cuore pulsante della vecchia Genova. Un luogo che ha vissuto le vicende commerciali della città degli ultimi 1000 anni.

Fino dal 1200 vi funzionava un mercato del grano ed in seguito vi "tennero banco" i cambiavalute. Da qui il nome attuale, Piazza Banchi.

Ma nel 1398, come già detto, la vecchia chiesa bruciò. Sulle macerie di essa il Doge Giannotto Lomellini volle far costruire il proprio palazzo nobiliare.

Tuttavia, nel 1572, alla fine di una pestilenza che aveva flagellato la città e per un voto alla Madonna, la famiglia Lomellini fece abbattere il proprio palazzo per far ricostruire una chiesa.

Il progetto fu affidato all’architetto Bernardino Cantone, la piazza, quindi non è stata sempre come la vediamo ora.

L'attuale sistemazione architettonica risale appunto al secolo XVI quando la Repubblica mise mano all'usuale procedura di espropri, demolizioni e ricostruzioni ed ha consegnato ai posteri la piazza nella sua versione definitiva.

Vennero demoliti numerosi edifici, altri ricostruiti creando le due principali vie di transito sia verso il mare (via Ponte Reale) che verso monte (via Orefici).

E per la chiesa? La soluzione, più unica che rara, delle botteghe ospitate nel basamento, è quindi strettamente legata alla storia dell'edificio e della piazza. In un caso unico al mondo, venne stabilito di tassare i commercianti (che in questo modo ottennero la concessione delle botteghe sottostanti) per finanziare i lavori (terminati nel 1585).

In particolare i lavori per la chiesa sono stati seguiti da Andrea Ceresola, detto il Vannone. E da Giovanni Ponzello, il successore del Cantone.

Venne costruita anche una nuova loggia nella piazza, per ospitare la Borsa, dando alla piazza una connotazione commerciale che durò fino ai primi anni del 1900.

San Pietro in Banchi, infatti, è di certo l’unica chiesa al mondo costruita con i proventi delle attività commerciali e per volontà del potere politico, la Repubblica, di cui era proprietà.

La chiesa è quindi un esempio unico di commistione pubblico/privato. Poiché quello che si presenta agli occhi, una volta entrati nella piazza, è uno spettacolo che non si vede altrove.

Una piccola piazza chiusa sul lato opposto da questa costruzione altra e stretta, che non sembra neanche una chiesa, a prima vista.

La chiesa, con 2 piccoli campanili, si trova infatti sopraelevata rispetto al livello della piazza.

Noterete subito il basamento su cui è eretta. Esso ospita, a sua volta, le botteghe di cui prima. Il porticato è sormontato da una facciata affrescata su cui si apre una doppia fila di tre normali finestre, la cupola dell’abside si può solo intravedere guardandola dal basso.

Col tempo (e la scarsa manutenzione) la chiesa divenne inagibile e venne chiusa al culto nel 1914. Ed in seguito gravemente danneggiata nella seconda guerra mondiale.

Fortunatamente restaurata nel corso degli anni ora è visitabile. Pur essendo piccola ha alcune splendide opere d'arte al suo interno.

Ma la cosa più bella è senz'altro la superba decorazione a stucco dell'abside, opera di Giovanni Battista Castello, detto "il...

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La chiesa di San Pietro in Banchi venne costruita sull'area anticamente occupata dalla chiesetta di San Pietro della Porta, distrutta nel 1398 da un incendio appiccato durante uno scontro fra guelfi e ghibellini, ed é uno dei tre edifici religiosi (gli altri sono il Duomo e San Bernardo) fatti erigere a Genova dal governo della Repubblica. Dedicata dal Senato genovese a Maria Immacolata per adempiere a un voto legato alla fine di un'epidemia, la chiesa fu finanziata, insieme alla vicina Loggia dei Mercanti, posteriore di pochi anni, grazie all'affitto e alla vendita di alcune botteghe collocate sotto di essa. Questo aspetto obbligò Bernardino Cantone a concepire nel 1572 un progetto - a pianta centrale con cupola ottagonale e quattro pinnacoli, di cui solo tre poi realizzati - in cui l'intera costruzione, collocata su una terrazza, rimanesse sopraelevata rispetto al livello della strada, cui la raccorda uno scenografico scalone. La fabbrica fu compiuta entro il 1585 da Giovanni Ponzello e dal Vannone; alla decorazione della facciata, mai completata, si sostituirono motivi architettonici affrescati, insufficienti però a togliere al tempio quell'aria dimessa e "non finita" che ne caratterizza l'esterno. Di segno opposto appare il ricco interno, decorato a paraste corinzie e nobilitato dai bellissimi stucchi del coro (in cattivo stato di conservazione) con le "Storie della Passione di Cristo", realizzati dall'urbinate Marcello Sparzo e da Stefano Storace nel 1603; da segnalare pure le statue di santi - collocate, quattro per parte, in nicchie all'interno delle due cappelle maggiori - scolpite all'inizio del Seicento dai ticinesi Taddeo Carlone e Daniele Casella.

La particolarità più evidente di questa chiesa consiste nel fatto che è costruita sopra alcune botteghe: il perché di questa soluzione più unica che rara, ci rimanda alla storia della costruzione. Sul sito della chiesa che possiamo ammirare oggi, ne esisteva un’altra, antichissima (fu costruita molto prima dell’anno Mille: pare nel 972) che era detta San Pietro della Porta, e il cui ricordo permane oggi in una via che si chiama proprio “via di San Pietro della Porta”. Proprio nella piazza dove oggi sorge la chiesa si trovava infatti una delle antiche porte di accesso alla città, e la chiesa di San Pietro della Porta, data la sua vicinanza al porto, era quella dove si fermavano tutti coloro che giungevano a Genova per mare. Quanto al corredo pittorico, la seconda cappella di sinistra ospita una tela di Andrea Semino con l'"Immacolata" (1588), sovrastata da affreschi, assai deteriorati, di Andrea Ansaldo ("Madonna in trono" e "Presentazione al Tempio", 1630 c.); dirimpetto, "Decollazione del Battista", pala di Benedetto Brandimarte (1590). In condizioni non migliori dei dipinti murali dell'Ansaldo appaiono altri affreschi, che ornano il vestibolo (medaglie con santi e scorci di angeli, opera di G. B. Baiardo, 1650) e i peducci della cupola ("Profeti" di Paolo Gerolamo Piola, fine...

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4y

Chiesa piccola ma ricca di marmi pregevoli e di statue. È come un piccolo scrigno. Inoltre è assai rappresentativa della storia della città e delle attitudini dei suoi abitanti. Secondo una tradizione popolare la Chiesa sarebbe nata sui resti di un antico tempio pagano dedicato a Giano, che, sempre per tradizione diede il nome alla città. Più realisticamente, l'attuale edificio sorse,dopo un iniziale destinazione civile, sulle rovine di una più antica, chiamata San Pietro della Porta, in quanto vicina ad un accesso delle antiche mura risalenti al IX secolo d. c . La Chiesa risalente al X secolo, fu distrutta nel corso di lotte tra fazioni cittadine. Da notare che la Chiesa è sopraelevata rispetto al piano terreno adibito fin dai tempi antichi a botteghe, in particolare di cambiavalute, dal che deriva l'attuale denominazione. Dal ricavato di tali attività gli oculati amministratori del tempo trassero gran parte dei mezzi per finanziare la costruzione. L'attuale interno della Chiesa è impreziosito fa marmi assai pregevoli e da pitture e statue ragguardevoli. La Chiesa è ricordata nelle cronache antiche perché sui gradini dello scalone di accesso trovò la morte, nel febbraio del 1682, Alessandro Stradella, per mano di ignoti sicari, armati di pugnali, strumento di una vendetta di una vittima di una delle numerose avventure amorose del...

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Edoardo MariottiEdoardo Mariotti
La chiesa di San Pietro in Banchi venne costruita sull'area anticamente occupata dalla chiesetta di San Pietro della Porta, distrutta nel 1398 da un incendio appiccato durante uno scontro fra guelfi e ghibellini, ed é uno dei tre edifici religiosi (gli altri sono il Duomo e San Bernardo) fatti erigere a Genova dal governo della Repubblica. Dedicata dal Senato genovese a Maria Immacolata per adempiere a un voto legato alla fine di un'epidemia, la chiesa fu finanziata, insieme alla vicina Loggia dei Mercanti, posteriore di pochi anni, grazie all'affitto e alla vendita di alcune botteghe collocate sotto di essa. Questo aspetto obbligò Bernardino Cantone a concepire nel 1572 un progetto - a pianta centrale con cupola ottagonale e quattro pinnacoli, di cui solo tre poi realizzati - in cui l'intera costruzione, collocata su una terrazza, rimanesse sopraelevata rispetto al livello della strada, cui la raccorda uno scenografico scalone. La fabbrica fu compiuta entro il 1585 da Giovanni Ponzello e dal Vannone; alla decorazione della facciata, mai completata, si sostituirono motivi architettonici affrescati, insufficienti però a togliere al tempio quell'aria dimessa e "non finita" che ne caratterizza l'esterno. Di segno opposto appare il ricco interno, decorato a paraste corinzie e nobilitato dai bellissimi stucchi del coro (in cattivo stato di conservazione) con le "Storie della Passione di Cristo", realizzati dall'urbinate Marcello Sparzo e da Stefano Storace nel 1603; da segnalare pure le statue di santi - collocate, quattro per parte, in nicchie all'interno delle due cappelle maggiori - scolpite all'inizio del Seicento dai ticinesi Taddeo Carlone e Daniele Casella. La particolarità più evidente di questa chiesa consiste nel fatto che è costruita sopra alcune botteghe: il perché di questa soluzione più unica che rara, ci rimanda alla storia della costruzione. Sul sito della chiesa che possiamo ammirare oggi, ne esisteva un’altra, antichissima (fu costruita molto prima dell’anno Mille: pare nel 972) che era detta San Pietro della Porta, e il cui ricordo permane oggi in una via che si chiama proprio “via di San Pietro della Porta”. Proprio nella piazza dove oggi sorge la chiesa si trovava infatti una delle antiche porte di accesso alla città, e la chiesa di San Pietro della Porta, data la sua vicinanza al porto, era quella dove si fermavano tutti coloro che giungevano a Genova per mare. Quanto al corredo pittorico, la seconda cappella di sinistra ospita una tela di Andrea Semino con l'"Immacolata" (1588), sovrastata da affreschi, assai deteriorati, di Andrea Ansaldo ("Madonna in trono" e "Presentazione al Tempio", 1630 c.); dirimpetto, "Decollazione del Battista", pala di Benedetto Brandimarte (1590). In condizioni non migliori dei dipinti murali dell'Ansaldo appaiono altri affreschi, che ornano il vestibolo (medaglie con santi e scorci di angeli, opera di G. B. Baiardo, 1650) e i peducci della cupola ("Profeti" di Paolo Gerolamo Piola, fine XVIII secolo).
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karol galubakarol galuba
Kocham Cię Amelka ❤️💙💖 Kolejny zabytkowy obiekt sakralny czyli kościół ale jak zwykle we Włoszech przepiękny w środku warto zobaczyć z wielu powodów dla samej sztuki tylko wystarczy.
BaleluBalelu
“Il Cristo senza mani”… Nella centralissima Piazza Banchi si trova una delle chiese più amate e, senza dubbio alcuno, particolari di Genova. Fra le tante peculiarità di questo edificio religioso, appartenuto alla Repubblica e non alla Curia, assai suggestiva è quella legata alle vicende di una curiosa statua in gesso (calco servito per una fusione in bronzo). Di paternità ignota, la scultura, collocata nella cappella di destra, è stata trovata con le mani fortuitamente spezzate, nel magazzino di un marmista. Una volta restaurata è stata associata ai devoti versi della preghiera dell’anonimo fiammingo del XV secolo: “Cristo non ha mani – ha soltanto le nostre mani – per fare oggi le sue opere”. L’opera  nota appunto come “Il Cristo senza mani”, oggi fa bella mostra di se valorizzata da un’appariscente drappo rosso che gli fa da scenografica quinta. Cristo non ha mani, ha soltanto le nostre mani per fare oggi le sue opere Cristo non ha piedi, ha soltanto i nostri piedi per andare oggi agli uomini. Cristo non ha voce, ha soltanto la nostra voce per parlare oggi di sé. Cristo non ha forze ha soltanto le nostre forze per guidare gli uomini a sé. Noi siamo l’unica Bibbia che i popoli leggono ancora. Siamo lì’unico Vangelo scritto in opere e parole. *anonimo fiammingo del XV sec.
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La chiesa di San Pietro in Banchi venne costruita sull'area anticamente occupata dalla chiesetta di San Pietro della Porta, distrutta nel 1398 da un incendio appiccato durante uno scontro fra guelfi e ghibellini, ed é uno dei tre edifici religiosi (gli altri sono il Duomo e San Bernardo) fatti erigere a Genova dal governo della Repubblica. Dedicata dal Senato genovese a Maria Immacolata per adempiere a un voto legato alla fine di un'epidemia, la chiesa fu finanziata, insieme alla vicina Loggia dei Mercanti, posteriore di pochi anni, grazie all'affitto e alla vendita di alcune botteghe collocate sotto di essa. Questo aspetto obbligò Bernardino Cantone a concepire nel 1572 un progetto - a pianta centrale con cupola ottagonale e quattro pinnacoli, di cui solo tre poi realizzati - in cui l'intera costruzione, collocata su una terrazza, rimanesse sopraelevata rispetto al livello della strada, cui la raccorda uno scenografico scalone. La fabbrica fu compiuta entro il 1585 da Giovanni Ponzello e dal Vannone; alla decorazione della facciata, mai completata, si sostituirono motivi architettonici affrescati, insufficienti però a togliere al tempio quell'aria dimessa e "non finita" che ne caratterizza l'esterno. Di segno opposto appare il ricco interno, decorato a paraste corinzie e nobilitato dai bellissimi stucchi del coro (in cattivo stato di conservazione) con le "Storie della Passione di Cristo", realizzati dall'urbinate Marcello Sparzo e da Stefano Storace nel 1603; da segnalare pure le statue di santi - collocate, quattro per parte, in nicchie all'interno delle due cappelle maggiori - scolpite all'inizio del Seicento dai ticinesi Taddeo Carlone e Daniele Casella. La particolarità più evidente di questa chiesa consiste nel fatto che è costruita sopra alcune botteghe: il perché di questa soluzione più unica che rara, ci rimanda alla storia della costruzione. Sul sito della chiesa che possiamo ammirare oggi, ne esisteva un’altra, antichissima (fu costruita molto prima dell’anno Mille: pare nel 972) che era detta San Pietro della Porta, e il cui ricordo permane oggi in una via che si chiama proprio “via di San Pietro della Porta”. Proprio nella piazza dove oggi sorge la chiesa si trovava infatti una delle antiche porte di accesso alla città, e la chiesa di San Pietro della Porta, data la sua vicinanza al porto, era quella dove si fermavano tutti coloro che giungevano a Genova per mare. Quanto al corredo pittorico, la seconda cappella di sinistra ospita una tela di Andrea Semino con l'"Immacolata" (1588), sovrastata da affreschi, assai deteriorati, di Andrea Ansaldo ("Madonna in trono" e "Presentazione al Tempio", 1630 c.); dirimpetto, "Decollazione del Battista", pala di Benedetto Brandimarte (1590). In condizioni non migliori dei dipinti murali dell'Ansaldo appaiono altri affreschi, che ornano il vestibolo (medaglie con santi e scorci di angeli, opera di G. B. Baiardo, 1650) e i peducci della cupola ("Profeti" di Paolo Gerolamo Piola, fine XVIII secolo).
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“Il Cristo senza mani”… Nella centralissima Piazza Banchi si trova una delle chiese più amate e, senza dubbio alcuno, particolari di Genova. Fra le tante peculiarità di questo edificio religioso, appartenuto alla Repubblica e non alla Curia, assai suggestiva è quella legata alle vicende di una curiosa statua in gesso (calco servito per una fusione in bronzo). Di paternità ignota, la scultura, collocata nella cappella di destra, è stata trovata con le mani fortuitamente spezzate, nel magazzino di un marmista. Una volta restaurata è stata associata ai devoti versi della preghiera dell’anonimo fiammingo del XV secolo: “Cristo non ha mani – ha soltanto le nostre mani – per fare oggi le sue opere”. L’opera  nota appunto come “Il Cristo senza mani”, oggi fa bella mostra di se valorizzata da un’appariscente drappo rosso che gli fa da scenografica quinta. Cristo non ha mani, ha soltanto le nostre mani per fare oggi le sue opere Cristo non ha piedi, ha soltanto i nostri piedi per andare oggi agli uomini. Cristo non ha voce, ha soltanto la nostra voce per parlare oggi di sé. Cristo non ha forze ha soltanto le nostre forze per guidare gli uomini a sé. Noi siamo l’unica Bibbia che i popoli leggono ancora. Siamo lì’unico Vangelo scritto in opere e parole. *anonimo fiammingo del XV sec.
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