La chiesa di Santa Caterina d'Alessandria detta anche localmente «Chiesa di Santa Caterina delle Donne»,1] è un edificio di culto situato nel centro storico di Palermo.[2 Unitamente al trecentesco monastero domenicano occupa l'area delimitata a nord dalla strada del Cassaro (odierno Corso Vittorio Emanuele), a occidente da piazza Pretoria.
Appartenente all’ordine Domenicano, fu costruita tra il 1566 e il 1596. La chiesa si sviluppa longitudinalmente, attraversata dal transetto su cui si innesca la cupola. La facciata tardo-rinascimentale risulta severamente forzata; in essa sono ancora presenti portale e finestre di derivazione gaginesca. Al centro, sul portale affiancato da colonne, è posta una statua in marmo di S. Caterina del 1685.
Notevole esempio di architettura religiosa in stile barocco: il suo interno, ad un'unica navata, presenta un formidabile addobbo decorativo settecentesco; le sue pareti sono coperte, ininterrottamente, da un ricco manto marmoreo policromo.
Sull’ingresso è il coro, ingrandito nel 1683, retto da colonne a spira in marmo rosso. Il sottocoro fu decorato con affreschi eseguiti da Francesco Sozzi nel 1769, e rappresentano scene tratte dalla vita della Santa. La volta, con rabeschi in stucco dorato, fu dipinta da Filippo Randazzo nel 1744 con la “Gloria di S. Caterina”. Gli affreschi della cupola, eseguiti nel 1751, con il “Trionfo dei Santi Domenicani”, sono opera di Vito d’Anna.
Di notevole interesse sono i preziosi quadri in marmi mischi e bassorilievi posti alla base delle lesene, nella navata. Il presbiterio fu magistralmente ideato da Giacomo Amato e dotato da vari scultori di una decorazione particolarmente fine e sfarzosa; il sontuoso altare maggiore è in pietre dure con tabernacolo...
Read moreUn luogo restituito alla città, aperto al pubblico nella sua integralità, permette di scoprire come era la vita di una suora di clausura. La visita inizia all'interno della splendida chiesa, dove i marmi policromi testimoniano i fasti dell'architettura barocca siciliana. Ogni dettaglio merita di essere scoperto. Poi si prosegue addentrandosi nel ventre del monastero: prima la sagrestia, che contiene ancora qualche apparato liturgico, per poi raggiungere stanze ampie dai pavimenti in majolica artigianale, quindi le celle delle suore. La visita prosegue attraversando i matronei da cui le suore, isolate dai fedeli, assistevano alla messa per poi raggiungere i tetti e offrirsi una vista su Palermo sconfinata. Il percorso per guadagnare l'uscita offre un piccolo premio: l'accesso alla pasticceria del convento che ripropone dei dolci della tradizione siciliana rispettando i ricettari delle suore (sebbene qualche libertà creativa differisca dalla rigidità della tradizione), concedersi una leccornia al passaggio fa parte dell'esperienza, specialmente quando potrete fermarvi nel chiostro e ammirare le facciate interne del convento. Consigliato! La visita non è libera, ma a pagamento. È bene...
Read moreIl monastero di Santa Caterina sorse dopo il 1311. Nel 1532, essendo aumentato il numero delle religiose, il monastero acquistò la chiesa di San Matteo per ingrandire l'edificio. Nel XVII era ormai uno dei più importanti della città. Subì diversi danneggiamenti sia durante i moti del 1848 e del 1860, che durante i bombardamenti del 1943. Le ultime religiose hanno lasciato il monastero nel 2014 e oggi è aperto al pubblico e gestito dalla curia. La proprietà è del FEC.
Il Chiostro del Monastero è stato rivalutato grazie ad un progetto di riscoperta e valorizzazione delle antiche tradizioni della pasticceria conventuale: "I Segreti del Chiostro". Si tratta di un'importante eredità materiale che non può andare perduta e che bisogna tramandare alle generazioni future. La spezieria o dolceria di Santa Caterina era il luogo del monastero preposto alla realizzazione di biscotti, pasticciotti ripieni, frittelle, conserve e così via. La vendita di dolci rappresentava una fonte di reddito importante per la sopravvivenza del monastero.
L'ingresso al Chiostro è libero gratuito da...
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