Sallustio, il grande storico latino, nonostante il suo moralismo, era forse tra gli uomini più corrotti dell'Antica Roma; grazie alle tangenti, comprò una tenuta di Giulio Cesare, tra Quirinale, il Viminale e il Campo Marzio e l'arricchì d'opere d'arte.
Da qui ad esempio, proviene l'obelisco di Trinità dei Monti, un paio di statue egizie, Galata morente e il Galata suicida, e nel caso non fosse un falso ottocentesco, il Trono Ludovisi, così articolato: il bassorilievo sul lato principale rappresenta sul davanti una figura femminile vestita di chitone sorretta da due Horai che sorreggono anche un leggero velo che in parte nasconde la scena. Sui lati destro e sinistro sono rappresentate due figure sedute su un cuscino: a sinistra una ragazza nuda (etèra-ierodula) che suona il diaulos; a destra una donna (sacerdotessa-sposa) con chitone e mantello rialzato sulla testa che pone in un bruciaprofumi grani di incenso presi da una pisside. L'opera è datata al V secolo a.C., tra il 460 e il 450 a.C.
Nel 36 a.C., alla morte dello storico, la residenza passò in proprietà al nipote Quinto e poi ad Augusto. Da allora i giardini vennero ampliati ed abbelliti più volte, restando sempre nel demanio imperiale. Molti imperatori la scelsero come dimora temporanea, in alternativa alla sede ufficiale sul colle Palatino.
Vespasiano vi soggiornava volentieri e Nerva vi morì; qui nel 69 d.C. si erano svolti i duri combattimenti che avevano visto trionfare l'esercito di Vespasiano. Poi gli imperatori Adriano e Aureliano vi fecero fare altri importanti lavori. Quest'ultimo in particolare fece costruire una porticus miliarensis, probabilmente un complesso di portico, giardino e maneggio, dove si recava a cavalcare
Di tutto questo ben di Dio, è rimasto ben poco: il resto principale è quello di Piazza Sallustio, di proprietà di UnionCamere, Unione Italiana delle Camere di Commercio : accuratamente restaurate, sono oggi utilizzate per convention, eventi e conferenze
L'elemento centrale dell’edificio ancora oggi visibile e visitabile risale al periodo adrianeo ed è costituito da un'aula circolare di 11 metri di diametro e 13 di altezza, sulle cui pareti si aprono due serie di nicchie. La volta è “a spicchi" e trova un'unica analogia nella semicupola del Serapeo di Villa Adriana, a Tivoli, realizzata nello stesso periodo.
Simmetrici, ai lati dell’aula, vi sono due vestiboli rettangolari: fungevano da ninfei e sulle pareti scorreva acqua, creando un effetto scenico e rinfrescante allo stesso tempo. Dalla sala circolare si accede ad una sala rettangolare con una nicchia nella parete di fondo.
L'ambiente ha una copertura formata da due volte a botte sovrapposte e poteva essere isolato dall'aula centrale con delle tende, come fanno immaginare i grandi fori presenti nel passaggio tra il vestibolo e l'aula rettangolare. Quasi certamente, infatti, il grande padiglione era una coenatio estiva e a seconda del numero degli ospiti si poteva utilizzare o meno la sala posteriore. La datazione di questo ambiente, desunta dai bolli laterizi, è posteriore al 126 d.C.
Arretrato rispetto all'ingresso del corpo centrale del complesso, in direzione nord, un edificio a più piani è stato identificato come un'insula di tipo signorile, nella quale sono visibili tre locali, alcuni dei quali con mosaici a tessere bianche e nere e resti di affreschi, oltre ad una latrina.
Altri resti degli Horti, ma non visitabili, sono: all’interno del Collegio Germanico un’imponente cisterna di epoca adrianea, realizzata su due piani: il primo, alto 1,80 metri, fa da sostruzione al secondo, organizzato su quattro navate parallele intercomunicanti (complessivamente circa 38,50 x 3,50 metri); nel garage dell'Ambasciata Americana sul lato prospiciente via Friuli si cela invece un criptoportico affrescato. Infine lungo Via Lucullo è visibile un...
Read moreClosed to the public at the moment
Was julius caesars Gardens.
Lovely quiet area to walk around on the way to villa Borghese.
From Wikipedia:
The Gardens of Sallust (Latin: Horti Sallustiani) was an ancient Roman estate including a landscaped pleasure garden developed by the historian Sallust in the 1st century BC.[1] It occupied a large area in the northeastern sector of Rome, in what would become Region VI, between the Pincian and Quirinal hills, near the Via Salaria and later Porta Salaria. The modern rione is now known as Sallustiano.
The property originally belonged to Julius Caesar as the Horti Caesaris,[2] but after his death it was acquired by the historian Sallust, one of his closest friends, who developed it using his wealth acquired as governor of the province of Africa Nova (newly...
Read moreGli Horti Sallustiani erano la sontuosa residenza suburbana fatta edificare dallo storico e senatore della repubblica romana Gaio Sallustio Crispo nel I secolo a.C. I giardini si estendevano in una vasta area nella zona nordorientale di Roma, in quella che sotto Augusto sarebbe divenuta la Regio VI; l’area è compresa tra i colli Pincio e Quirinale, tra il proseguimento della via Alta Semita (attuale via XX Settembre), la via Salaria, le Mura Aureliane e l’attuale via Veneto, poco dopo la Porta Salaria. La Villa era dotata di estesi giardini riccamente abbelliti da padiglioni, porticati, statue, fontane, templi (uno dedicato a Venere Ericina), criptoportici, terme e ninfei e fu costruita nella proprietà che fu poi di Giulio Cesare.
Nel 20 d.C l’area passò al demanio imperiale e fu arricchita da Adriano (117-138), e Aureliano (270 – 275) che vi costruì addirittura un ippodromo. La proprietà fu poi gravemente danneggiata con il sacco di Roma del 410 e da quel momento iniziò il suo abbandono. La parte più conosciuta degli Horti Sallustiani si trova a 14 metri sotto l’attuale Piazza Sallustio, ed appartiene principalmente alla fase della ristrutturazione adrianea, posteriore al 126 d.C. Si tratta di una vasta aula circolare di 11 metri di diametro e 13 di altezza, sulle cui pareti si aprono due serie di nicchie. La volta è a spicchi, sul modello del coevo Serapeo di Villa Adriana, a Tivoli. Altri articolati ambienti, ai lati del padiglione maggiore, la caratterizzano come una coenatio estiva tipica delle residenze imperiali del periodo. A nord di questo articolato complesso vi è un altro edificio: un’insula di un certo livello che conserva mosaici a tessere bianche e nere, resti di affreschi e una latrina. Sarà la Villa Ludovisi, voluta dal cardinale Ludovico Ludovisi nel 1622 a restituire in parte alla zona l’aspetto di fastosa residenza suburbana, ma la visita ci permetterà anche di capire quanto l’attività urbanistica dell’attuale Quartiere ne abbia radicalmente cambiato la situazione topografica soprattutto tramite il riporto di imponenti quantità di terreno, che hanno livellato e obliterato una profonda valle. L’area è attualmente proprietà di UnionCamere che ne ha curato il restauro e che, oltre ad utilizzarla per iniziative pubbliche, ne permette la visita previa...
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