QUESTA è ROMA! Isola Tiberina (also known as Insula Tiberina, Insula Tiberis, Insula Aesculapi, Isola dei Due Ponti, Licaonia, Island of San Bartolomeo, or simply Insula) is the only urban island of the Tiber, in the center of Rome.
In the Forma Urbis of the Severian age it is reported with the definition of "inter duos pontes" [1]: it is in fact connected to the two banks of the Tiber by the Cestius Bridge and the Fabricio Bridge.
Legend has it that the island was formed in 510 BC. from the sheaves (the bundles of spikes) of the reaped wheat at Campo Marzio, owned by King Tarquinius Superbo at the time of revolt: some studies would prove that the island has origins well before the event. Little involved in the vicissitudes of the city, for this reason it housed the temple of Aesculapius, god of medicine, whose cult was introduced in 292 BC. following a pestilence.
In the first half of the first century BC it was monumentalized in a square work, parallel to the construction of the Fabricio and Cestio bridges, and of the Vicus Censorius that connected them inside: the shape of a ship was recovered, whose bow is still visible today, with travertine blocks covering the 'interior in peperino, and some decorations depicting Aesculapius with his snake and a bull's head, perhaps useful for the moorings.
At the center there was an obelisk, depicting a symbolic master tree, I remember the arrival in 292 BC. from Epidaurus of the worship of divinity. Two years earlier some sages had gone to the Greek city to consult the divinity after a serious plague: the myth wants a snake - a symbol of the god - to move away from the temple and get on the ship, and once the same animal arrived in Rome he went down on the island and settled there; after the construction of a temple dedicated to the god, it is said that the plague miraculously vanished. According to a different version, Campo Marzio, the Campo di Marte, was not owned by the Tarquini family, but was consecrated by...
Read moreSecondo una antica tradizione l’Isola Tiberina, presente nel Rione XII (Ripa), si sarebbe formata nel 510 a.C., con il grano appartenuto ai Tarquini, che i romani al momento della loro cacciata buttarono nel fiume insieme a dei massi per farlo affondare, ma la quantità era talmente notevole che avvenne un fenomeno di sedimentazione dal quale si formò un’isola a forma di nave di notevoli dimensioni 300 metri di lunghezza e 80 di larghezza.
Sull'isola esiste anche un’altra leggenda, la quale narra che durante la pestilenza del III secolo a.C., non essendo la medicina ufficiale in grado guarirla, per cercare di porvi rimedio, si pensò di andare nella città santa di Epidauro, cara al dio guaritore greco Esculapio, con una triremi (nave da guerra romana).
Approdati in città e intenti ai vari riti propiziatori trovarono sulla nave un enorme serpente pensando che fosse Esculapio, che si era così trasformato tornarono a Roma.
Il serpente all'altezza dell’isola Tiberina vi si diresse e scomparve quindi si pensò di erigere qui un tempio in suo onore.
Il tempio costituiva un proprio e vero ospedale, e la sua fonte aveva un’acqua miracolosa che faceva avvenire molte guarigioni, per tali prodigi diedero all'isola la forma di un triremi, avente la poppa la prua e l’albero (un obelisco) e in seguito una colonna detta “infame”, poiché venivano apposti i nominativi delle persone che per i loro peccati non potevano partecipare alla messa di Pasqua.
Tale colonna al tempo di Pio IX, fu distrutta da un incidente con un carro e fu quindi edificata quella che vi si trova attualmente.
Della cortina in travertino originale oggi rimangono solo poche tracce, ma ben visibili, all'estremità orientale dell'isola (dalla parte che guarda il "Ponte Rotto"), si tratta di una parte della prua dove è possibile ammirare il serpente di Esculapio arrotolato intorno ad un bastone tenuto dalla mano del dio, del quale è riconoscibile parte della testa e del busto.
Sulla destra si trovano i resti di una testa di animale (forse un toro), probabilmente utilizzato per eseguire l’ormeggio delle barche oppure raffigurare una protezione che anticamente avevano le navi sulle fiancate per proteggersi dall'attacco di una nave nemica.
Per tornare all'Isola com'è ai giorni nostri, si può dire che è una gemma incastonata nella città eterna.
Di seguito alcuni luoghi da vedere:
Per godere appieno di questa piccola isola ricca di storia e anedotti, consiglio di fare la passeggiata intorno all'isola, scendendo gli scalini che portano sotto i...
Read moreDurante il mio viaggio alla scoperta delle meraviglie di Roma, ho avuto l'opportunità unica di esplorare l'Isola Tiberina, un'isola fluviale che emerge maestosa dalle acque del Tevere, quasi come un segreto ben custodito nel cuore pulsante della città. Questo luogo, ricco di storia e avvolto in un'atmosfera quasi mistica, offre un'esperienza indimenticabile che va oltre la semplice visita turistica; è un tuffo in un passato lontano, ancora palpabile tra le strette vie e gli antichi edifici dell'isola.
Storia e Mitologia
L'Isola Tiberina ha radici che affondano nella storia e nella mitologia di Roma. Secondo la leggenda, sorse sulle spoglie del re tiranno Tarquinio il Superbo, gettate nel Tevere dalla popolazione. La realtà storica ci racconta invece di un luogo da sempre dedicato alla guarigione, ospitando l'antico Tempio di Esculapio, dio della medicina, sin dal III secolo a.C. Questa tradizione di rifugio e cura continua fino ai giorni nostri con la presenza dell'Ospedale Fatebenefratelli, rendendo l'Isola un unico connubio di storia antica e dedizione alla vita.
L'Architettura e l'Atmosfera
Passeggiando sull'Isola Tiberina, si viene immediatamente avvolti da un'atmosfera di tranquillità che contrasta con il trambusto della città eterna che la circonda. L'architettura dell'isola è un mosaico di epoche diverse, dai resti del Tempio di Esculapio al suggestivo Ponte Fabricio, il più antico ponte di Roma ancora in uso, che collega l'isola al quartiere del Ghetto. Ogni angolo racconta una storia, ogni pietra sembra sussurrare segreti antichi a chi è disposto ad ascoltare.
La Basilica di San Bartolomeo
Al centro dell'isola si erge la Basilica di San Bartolomeo all'Isola, fondata all'inizio del X secolo e dedicata al martire San Bartolomeo. Questo luogo di culto, ricco di arte e storia, è anche un memoriale dedicato ai nuovi martiri del XX e XXI secolo, rendendolo un punto di riflessione profonda sulla fede e sul sacrificio. La visita alla basilica offre un momento di pausa e riflessione spirituale, un'esperienza che arricchisce l'anima.
Un'Esperienza Unica
L'Isola Tiberina, con la sua bellezza discreta e la sua storia millenaria, rappresenta una tappa imperdibile per chi cerca di comprendere appieno l'essenza di Roma. Più che una semplice attrazione turistica, è un luogo che invita alla scoperta personale, un'isola che, nonostante le sue piccole dimensioni, contiene un universo di storie, arte e spiritualità. La mia visita è stata un viaggio nel tempo, un'esperienza che ha lasciato un'impronta indelebile nel mio cuore di viaggiatore, ricordandomi che la bellezza di Roma si nasconde spesso nei suoi angoli più...
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