Il colle Quirinale è una delle alture di Roma costituita da un massiccio collinoso, diviso dal Pincio a Nord per mezzo della Valle Sallustiana, e dal Viminale a S per mezzo della Valle di Quirino, poi di S. Vitale. Sui versanti NO e S si presentava originariamente a picco con ripidi accessi, differenti altimetrie ora poco apprezzabili nell’odierno tessuto urbano con quote profondamente alterate specialmente dalla costruzione dei palazzi pontifici.
Nell’antichità il Quirinale era il collis per eccellenza e le singole sommità che vi si distinguevano erano anch’esse denominate colles. Il nomeQuirinale, dunque, ha finito per indicare l’intero colle che in realtà era distinto in quattro alture: collis Latiaris, collis Mucialis o Sanqualis, collis Salutaris e collis Quirinalis.
Il collis Quirinalis ebbe grande importanza strategica e fu saldamente fortificato fin dall’età più antica; in seguito fu compreso nella cinta muraria della città, detta serviana (IV sec. a.C.).
Secondo i dati archeologici e documentari il collis Quirinalis corrisponderebbe all’area compresa tra la porta Collina della cinta serviana e la via delle Quattro Fontane (dove va collocata la porta Quirinalis ); il collis Salutaris tra questa e via della Dataria (corrispondente alla porta Salutaris ); il collis Mucialis tra questa e Largo Magnanapoli (dove era la porta Sanqualis); il collis Latiaris tra questo e la sella che collegava in origine Quirinale e Campidoglio, sella tagliata poi per volere dell’imperatore Traiano per la costruzione del suo foro.
L’asse viario principale del colle era costituito da un percorso di sommità, denominato Alta Semita (l’odierna Via del Quirinale - via XX Settembre) che collegava la porta Salutaris con porta Collina correndo da ovest ad est in direzione del territorio sabino.
Sul colle ebbero sede importanti luoghi di culto, di cui antichissimi quelli di Quirino, Salus e di Semosancus, o come il più recente tempio che l’imperatore Domiziano innalzò sul luogo della sua dimora natale e il più grandioso tempio di Serapide che l’imperatore Caracalla fece innalzare nel III sec.
Nella divisione territoriale amministrativa di età augustea il Quirinale fu inserito nella Regione VI (Alta Semita). Nell'epoca imperiale si spostarono i limiti regionali con la nuova cerchia di età aureliana (III sec. d.C.), che incluse aree che erano prima suburbane come i Castra Praetoria e gli Horti Sallustiani.
Il quartiere si connotò fin dall’età repubblicana come area insediativa di tipo aristocratico, particolare connotazione conservata anche in età imperiale; molte la residenze signorili tra cui quelle di Pomponio Attico, amico di Cicerone, della Gens Flavia, dei Claudi, di Fulvio Plauziano; tra gli abitanti del colle le fonti letterarie ricordano il...
Read moreDopo il niet del Colle al cosiddetto governo del cambiamento volano schiaffi, insulti e pure brandelli di manuali di diritto costituzionale. Vengono citati e riprodotti in rete, non sempre a proposito, per bollare come “eversivo” o legittimo il rifiuto del Capo dello Stato al ministro Paolo Savona proposto dall’esecutivo giallo-verde, decisione che lo ha fatto saltare all’ultimo dopo 80 giorni di faticose mediazioni. Ma che dicono poi questi manuali? E quel che dicono conta davvero? Archiviato quel governo mai nato se ne può anche aprire qualcuno e ripescare l’art. 92: “Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei Ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei Ministri. Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e, su proposta di questo, i Ministri”. Facile no? Niente affatto, perché non precisando oltre queste parole, ciascuna apre infinite discussioni: chi rivendica una lettura autentica e formale del testo e chi un’interpretazione pratica e convenzionale. Puristi contro pragmatici. La discussione non è nuova, visto che la storia repubblicana ha visto diversi presidenti sbattere la porta in faccia ai vari Previti, Maroni e Gratteri. Con immancabili proteste ma senza la minaccia di messa in stato d’accusa che viene ora evocata dai Cinque Stelle.
In queste ore i supporterleghisti e M5S postano passaggi di alcuni “testi sacri” del diritto che non lascerebbero dubbi. Ad esempio i manuali di Costantino Mortati, Livo Paladin e Temistocle Martines degli anni Settanta le cui edizioni rivisitate sono ancora oggi impiegate nelle facoltà di Diritto, da Bolzano a Palermo. Dai quali vengono via via estrapolate e riprodotte frasi che si vorrebbero definitive sul punto, come questa: “Il Presidente della Repubblica non potrebbe rifiutare alcuna nomina, se non nel caso estremo di soggetto palesemente privo dei requisiti richiesti per ricoprire l’ufficio”. E ancora questa: “È quindi evidente che i ministri debbano avere la fiducia del Presidente del Consiglio, ed è da escludere che il capo dello Stato abbia il potere di rifiutarne la nomina”. Parole che sembrano escludere un margine di discrezionalità del Capo dello Stato sui nomi proposti dal Presidente del Consiglio e in generale un protagonismocosì spinto nella formazione del governo. E fanno pure il paio con la definizione dei ruoli e dei limiti dei due “presidenti” riportata niente meno che sul sito del Governo italiano, laddove si legge che “il Presidente della Repubblica non può interferire nelle decisioni dell’incaricato, né può revocargli il mandato per motivi squisitamente politici”. E dunque? Per capire cosa è successo ieri, oggi bisogna forse interpellarecostituzionalisti viventi e...
Read moreIl Palazzo del Quirinale, anche noto in epoca sabauda come Reggia del Quirinale e sotto i papi come Palazzo Apostolico del Quirinale o Palazzo Papale del Quirinale, è un palazzo storico di Roma, posto sull'omonimo colle e affacciato sull'omonima piazza; essendo dal 1870 la residenza ufficiale del Re d'Italia e dal 1946 del Presidente della Repubblica Italiana, è uno dei simboli dello Stato italiano. Costruito a partire dal 1573, è uno dei più importanti palazzi della capitale, sia dal punto di vista artistico sia dal punto di vista politico: alla sua costruzione e decorazione lavorarono insigni maestri dell'arte italiana come Pietro da Cortona, Domenico Fontana, Alessandro Specchi, Ferdinando Fuga, Carlo Maderno, Giovanni Paolo Pannini e Guido Reni. Attualmente, ospita anche un ampio frammento d'affresco di Melozzo da Forlì. Il Palazzo si impose, soprattutto a partire dal pontificato di Paolo V Borghese, come residenza stabile dei papi (il Quirinale ha ospitato 30 papi, da papa Gregorio XIII a papa Pio IX), eretto infatti inizialmente come residenza estiva del romano pontefice, divenne sede pressoché alternativa ai palazzi vaticani. Con il colle del Quirinale i papi erano in più agevole contatto con le sedi delle congregazioni pontificie (ovvero la residenza dei loro prefetti o decani) in cui la Curia si era riarticolata negli ultimi decenni del Cinquecento. Il Quirinale divenne così di fatto la residenza del pontefice nella sua qualità di sovrano, complementare a quella del Vaticano, che costituiva la sede del papa capo della Chiesa cattolica. Residenza complementare e non alternativa: è per questo che il complesso vaticano si sviluppò nel corso del '600 (fine dei lavori della basilica, costruzione della facciata, ultimazione del Palazzo Apostolico, erezione del colonnato), anche se i pontefici vi risiedettero, come mostrano le fonti, saltuariamente. Per contro, il Quirinale si sviluppò quale palazzo secolare, quasi senza simboli religiosi visibili e soprattutto (unico tra i palazzi apostolici con questa particolarità) privo di una chiesa aperta al pubblico. Interessato da un progetto che lo voleva residenza napoleonica nel tempo dell'occupazione francese di Roma (ma Napoleone Bonaparte non vi fece mai ingresso), dopo il 1870 divenne palazzo reale dei re d'Italia. Con la proclamazione della Repubblica Italiana, avvenuta a seguito del referendum istituzionale del 2 giugno 1946, l'edificio divenne la sede del presidente della...
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