Nell’anno 1644, il Cardinale Giambattista Pamphilj, che abitava nel vecchio palazzo di famiglia, costruito intorno al 1450, tra Piazza Navona e la Via Pasquino, divenne Papa Innocenzo X.
Dato che l'edificio, benché fosse decorato da Agostino Tassi, non venne considerato all'altezza del nuovo prestigio della famiglia; fu così decisa una profonda ristrutturazione e un ampliamento, inglobando nella costruzione gli edifici vicini, come il Palazzo Cibo
La patata bollente fu mollata a Girolamo Rainaldi; nel 1647 fu chiesta una consulenza a Francesco Borromini, ma la maggior parte delle sue proposte, per motivi economici, furono bocciate. I contributi borrominiani si limitarono così alla la decorazione a stucco del salone (sala principale) e la progettazione della Galleria, che si trova al primo piano tra il resto del palazzo e la chiesa di S. Agnese che si trova accanto. La galleria si estende attraverso la larghezza del blocco con una grande finestra serliana alle due estremità.
Galleria che nel 1651 fu decorata da Pietro da Cortona, con le scene della vita di Enea, il mitico fondatore di Roma, come raccontato da Virgilio.
Le stanze del piano nobile (primo piano) sono affrescati con fregi di artisti come Giacinto Gimignani, Gaspard Dughet, Andrea Camassei, Giacinto Brandi, Francesco Allegrini, e Pier Francesco Mola.
Il palazzo è noto per essere stata la dimora di Olimpia Maidalchini, cognata del papa, la Pimpaccia di Piazza Navona, su cui Pasquino scrisse:
Chi dice donna, dice danno / chi dice femmina, dice malanno / chi dice Olimpia Maidalchina, dice danno malanno e rovina
Nell’anno 1644, il Cardinale Giambattista Pamphilj, che abitava nel vecchio palazzo di famiglia, costruito intorno al 1450, tra Piazza Navona e la Via Pasquino, divenne Papa Innocenzo X.
Dato che l'edificio, benché fosse decorato da Agostino Tassi, non venne considerato all'altezza del nuovo prestigio della famiglia; fu così decisa una profonda ristrutturazione e un ampliamento, inglobando nella costruzione gli edifici vicini, come il Palazzo Cibo
La patata bollente fu mollata a Girolamo Rainaldi; nel 1647 fu chiesta una consulenza a Francesco Borromini, ma la maggior parte delle sue proposte, per motivi economici, furono bocciate. I contributi borrominiani si limitarono così alla la decorazione a stucco del salone (sala principale) e la progettazione della Galleria, che si trova al primo piano tra il resto del palazzo e la chiesa di S. Agnese che si trova accanto. La galleria si estende attraverso la larghezza del blocco con una grande finestra serliana alle due estremità.
Galleria che nel 1651 fu decorata da Pietro da Cortona, con le scene della vita di Enea, il mitico fondatore di Roma, come raccontato da Virgilio.
A differenza del grande e spazioso volume del Palazzo Barberini in cui aveva dipinto un affresco che celebra il regno del predecessore di Innocenzo, Urbano VIII Barberini, la Galleria Pamphilj era lungo con volta bassa che non permette di osservare da un unico punto di vista gli affreschi. Così Cortona mette a punto una serie di scene intorno a un dipinto incorniciato ‘Apoteosi di Enea‘ che appare centrale nei cieli dell’Olimpo. Gli infissi elaborati a intervalli regolari lungo le pareti della Galleria mostrano una combinazione di motivi tipicamente utilizzati dal Borromini e da Cortona.
Le stanze del piano nobile (primo piano) sono affrescati con fregi di artisti come Giacinto Gimignani, Gaspard Dughet, Andrea Camassei, Giacinto Brandi, Francesco Allegrini, e Pier Francesco Mola.
Il palazzo è noto per essere stata la dimora di Olimpia Maidalchini, cognata del papa, la Pimpaccia di Piazza Navona, su cui Pasquino scrisse:
Chi dice donna, dice danno / chi dice femmina, dice malanno / chi dice Olimpia Maidalchina, dice danno malanno e rovina
Palazzo Pamphilj ospita dal 1920 l’ambasciata del Brasile in Italia, ed è diventato una proprietà...
Read moreUna bellezza inaspettata che non è facile descrivere, soprattutto senza l'ausilio di foto (sono vietate tranne che all'esterno e nella galleria del Borromini). Essendo una residenza privata è bene ricordare che bisogna rispettare il luogo e la sua preziosità e vi assicuro che la visita, per quanto breve, varrà la pena. Appena una quindicina di persone una volta al mese ma per ora è un gran risultato. Si tratta della residenza voluta da Giovanni Battista Pamphilj, che nel 1644 divenne Papa con il nome di Innocenzo X: in precedenza c'erano vari palazzi e diverse proprietà che si affacciavano su piazza Pasquino e il palazzo volle unificarle e per questo fu affidato il progetto a Girolamo Rinaldi. Contemporaneamente venne disposta la sistemazione di piazza Navona e l’innalzamento della chiesa di Sant'Agnese in Agone e tutta quest'area crebbe in splendore di pari passo al potere del Papa e della sua famiglia che dimoravano qui, in particolare la cognata di Innocenzo X , Donna Olimpia Maidalchini, scaltra e temuta consigliera del papa che fu bersaglio di diverse “pasquinate”, cosa facilitata dalla presenza della statua parlante nelle vicinanze. La celebre statua parlante, la più famosa di Roma, era ed è ancora collocata proprio dietro il Palazzo (pare che tra le tante invettive che le vennero attribuite ci fu anche il soprannome in latino "Olimpia" che significava "un tempo virtuosa"). Il palazzo era ricco e venne decorato in maniera memorabile ma quando i Pamphilj confluirono nei Doria, nel 1700, il palazzo e il suo splendore andarono declinando (non ci crederete ma è stato anche un pensionato) ma a inizio 1900 passò allo Stato Brasiliano che nel 1960 lo acquistò ufficialmente e vi trasferì la propria Ambasciata e tutti i suoi uffici di rappresentanza. Ovviamente non si può vedere tutto ma sicuramente sono visibili le sale più belle, a partire dalla stanza da letto della Pimpaccia (la Olimpia di cui sopra), gli studi, la stanza della colazione, il famoso e immenso Salone Palestrina (usato per concerti ed eventi), la sala di Ovidio, e poi da ultimo la splendida Galleria progettata dal Borromini e decorata da Pietro da Cortona con scene della vita di Enea che sembra quasi una cappella Sistina in miniatura (scherzo, la struttura pittorica è diversa ma il risultato è eccezionale e poi la vetrata sulla piazza lascia il tutto senza fiato). Una delle cose più interessanti è il soffitto con volta a crociera della saletta della colazione, prima coperto da un controsoffitto, dove gil affreschi sembrano in parte solo abbozzati. Uno studio recente durante il restauro ha verificato il colore originale della facciata che era diventata ocra e i lavori di restauro esterni hanno riportato la facciata al colore celestino pastello che aveva nel ‘700. Utili info? Guardate le foto che ho postato e se vi ho dato buone dritte...
Read moreI visited Palazzo Pamphilj without knowing much about it beforehand, but I was so glad I did. The building is absolutely stunning. One of the highlights was the free audio guide (a rarity in Rome), which provided a clear and informative history of both the Pamphilj family and the palace itself. The Palazzo offers a little bit of everything—rich history, breathtaking architecture, beautifully painted ceilings, remarkable paintings, and striking sculptures. I spent nearly three hours exploring, and it was a fantastic experience. Compared to other sites in Rome and Italy, it was much quieter, allowing me to wander through the magnificent rooms in peace while immersing myself in the surrounding art and history. If you’re in Rome, I highly recommend visiting—it’s a wonderful...
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