Quello che è accaduto al Bar Diaz di Como ha dell’incredibile, e purtroppo dimostra ancora una volta quanto la celiachia venga spesso banalizzata anche nei contesti in cui, al contrario, ci si aspetterebbe professionalità e preparazione.
Il locale è segnalato come affiliato AIC (Associazione Italiana Celiachia). Un’insegna che dovrebbe rappresentare un porto sicuro per chi, come mia figlia di 3 anni, è affetta da celiachia diagnostica.
Sabato sera, passeggiando per Como, ci siamo fermati al Bar Diaz proprio perché era tra quelli raccomandati per l’offerta gluten free. Ma alla nostra richiesta, molto semplice – “Avete qualcosa per una bambina celiaca?” – la risposta è stata disarmante:
“Mi spiace, oggi non posso farvi nulla. Chi si occupa delle preparazioni senza glutine è fuori per un corso.”
Fine.
Nessuna alternativa. Nessun tentativo. Nessuna empatia.
Un locale accreditato AIC, che espone il marchio di qualità per la ristorazione senza glutine, che si promuove come luogo sicuro per celiaci, non è in grado di garantire un minimo servizio se manca una sola persona dello staff.
Ma cosa vuol dire questo? Che l’intero servizio per clienti celiaci dipende da un singolo individuo? E nel frattempo, il locale continua ad accogliere persone, servire caffè, dolci, piatti… come se niente fosse.
Tutto questo davanti agli occhi di una bambina di 3 anni, che non può capire “l’organizzazione interna” o la “gestione dei turni” — vede solo che ancora una volta, per la sua condizione, le viene negato qualcosa che agli altri è concesso.
Non c'è stato neanche un tentativo di spiegazione empatica, o di proporre qualcosa di confezionato sicuro, un biscotto, uno snack, nulla. Solo un freddo “non possiamo fare nulla”, come se il problema fosse nostro.
E invece no: il problema è loro.
Perché essere un locale AIC non è solo un vantaggio commerciale. È una responsabilità. Vuol dire garantire continuità, formazione, alternative, accoglienza. Sempre. Non solo quando è presente “la persona che se ne occupa”.
In sintesi:
Esporre un marchio AIC e poi non essere in grado di servire una bambina celiaca è gravemente incoerente.
Delegare completamente la gestione del senza glutine a una sola persona è organizzazione carente e pericolosa.
Rispondere senza tentare soluzioni, in un contesto così delicato, è inaccettabile.
Mi dispiace molto, perché un titolare con moglie e figli celiaci questo non dovrebbe permetterlo. Chi conosce la celiachia da vicino dovrebbe essere il primo a garantire un servizio attento, continuo...
Read moreDelicious and authentic panini and piadine! Run by a friendly elderly local couple who don’t speak a word of English and just make the tastiest food! So happy to have found this untouristy little gem. And no English/German menus...
Read moreHaving eaten in several disappointing and overpriced restaurants near the lake in Como, it was lovely to find somewhere that served such tasty and...
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