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Area Archeologica del Teatro Romano — Local services in Turin

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Area Archeologica del Teatro Romano
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Piazza San Giovanni, 10122 Torino TO, Italy
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Area Archeologica del Teatro Romano
ItalyPiedmontTurinArea Archeologica del Teatro Romano

Basic Info

Area Archeologica del Teatro Romano

Via XX Settembre, 88, 10122 Torino TO, Italy
4.5(35)
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Cultural
Outdoor
Scenic
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attractions: Cathedral of Saint John the Baptist, Cappella della Sacra Sindone, Royal Palace of Turin, Museo Diocesano di Torino, Galleria Sabauda, Palatine Gate, Piazza Castello, Palazzo Madama, Real Chiesa di San Lorenzo, Giardini Reali di Torino, restaurants: Piola da Cianci, Skassapanza Torino Centro, Casa Broglia, Forno Ricca Quadrilatero, DUME, Pizzium, New Prosit - Coffee & Drinks, Coffee Wine Emilio Ranzini, Fradiavolo Pizzeria - Torino IV Marzo, Ristorante del Duomo Bicerin, local businesses: Piazza Castello, Musée d'Antiquité, Centro Palatino, MUJI, Piazza Corpus domini, 17, Ristorante Sindbad Kebab, Galleria Umberto I, Les Bijoux, Regina Concept Store, Atipici Shop
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Reviews of Area Archeologica del Teatro Romano

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Il Teatro Romano di Torino è una delle testimonianze meglio conservate dell'antica Augusta Taurinorum, la colonia fondata dai Romani nel I secolo a.C. Situato nell'area del Parco Archeologico di via XX Settembre, fu costruito nel 13 a.C., probabilmente durante il principato di Augusto prima del completamento della cinta muraria della città e rappresentò uno dei primi edifici pubblici della colonia. Gli scavi condotti tra il 1960 e il 1962 hanno confermato due principali fasi costruttive: la prima, risalente all’età augustea, e una successiva, caratterizzata da ampliamenti strutturali la cui datazione è ancora da definire. L’edificio iniziale, di forma rettangolare (circa 61 x 47 metri), era caratterizzato da una cavea semicircolare in muratura, destinata agli spettatori più abbienti mentre il pubblico meno facoltoso trovava posto in un loggione superiore accessibile tramite scale. L’accesso avveniva attraverso porte situate lungo le vie circostanti mentre il palco aveva una scenografia semplice e gli attori entravano in scena da tre porte monumentali. Il teatro era circondato da un portico quadrangolare che fungeva da spazio di ritrovo per gli spettatori e alcuni dettagli architettonici, come il possibile utilizzo di un velarium per proteggere il pubblico dal sole e dalla pioggia, suggeriscono un’attenta progettazione inoltre si ipotizza che la struttura fosse accessibile anche ai visitatori provenienti dalle campagne circostanti, grazie alla presenza di ingressi diretti collegati alle mura della città. Il teatro occupava un intero isolato nel settore nord-orientale della città, un’area prestigiosa e strategica abitata dall’élite romana, vicina al forum e collegata alla Porta Palatina e alle strade dirette verso Vercelli e Milano. Tra il 70 e il 90 d.C., in un periodo di prosperità economica, l'edificio fu oggetto di una ristrutturazione completa con l'ampliamento della cavea e il ridisegno della facciata con l'aggiunta di un colonnato, d'un giardino e di nuove vie d'accesso per il pubblico. Con una capienza portata a circa 3.500 spettatori, il teatro divenne uno dei principali luoghi di intrattenimento della città e, secondo alcune ipotesi, potrebbe aver ospitato anche naumachie ovvero battaglie navali, come suggeriscono alcuni canali di scolo scoperti nei pressi dell'attuale via Roma tuttavia si suppone che Augusta Taurinorum disponesse anche di un anfiteatro, la cui esatta collocazione rimane incerta così come la sua effettiva esistenza. Nel corso del tempo, l'edificio subì altri interventi di ampliamento e abbellimento alcuni dei quali forse finanziati da Cozio II o da suo figlio Donno, come suggerisce un’iscrizione marmorea conservata nel Museo di Antichità. L'attività del teatro terminò intorno al III secolo d.C. con l’affermarsi del cristianesimo, che vietò le rappresentazioni teatrali e, dal IV secolo in poi ormai in disuso, fu spogliato dei suoi materiali per la costruzione della prima cattedrale della città, la Basilica di Cristo Salvatore. Nei secoli successivi, la struttura fu ulteriormente danneggiata e, durante l’assedio francese del Cinquecento, fu quasi completamente distrutta. Dopo un lungo periodo di oblio, il teatro fu riscoperto tra il 1899 e il 1906, durante i lavori per l’ampliamento della manica nuova di Palazzo Reale. L’architetto, archeologo e pittore Alfredo D’Andrade (1839-1915), direttore per molti anni della Sovrintendenza di Belle Arti in Liguria, Piemonte e Valle d'Aosta, si oppose alla sua demolizione e riuscì a preservarne i resti, restaurati e resi visibili nel 1911. Oggi, parte della struttura è osservabile all’aperto, vicino al Duomo di San Giovanni, mentre altre sezioni si trovano nella parte sotterranea del palazzo che ospita il Museo di Antichità. Negli ultimi anni, il sito archeologico è stato oggetto di interventi di restauro e valorizzazione attraverso lavori di pulizia e consolidamento e, ad oggi, è visitabile all’interno del Parco Archeologico di Torino, offrendo ai turisti e agli studiosi un'importante testimonianza sulla storia romana...

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Il teatro fu quasi sicuramente una delle prime costruzioni romane realizzate intorno al 13 a.C., poiché nessuna civitas romana poteva esserne priva. Esso fu costruito a seguito della conquista dei territori da parte delle truppe romane dell'imperatore Augusto, proprio per elevare allo status di civitas il modesto villaggio di Taurasia, rinominato Augusta Taurinorum. Grazie al prolungato periodo di pace e di prosperità economica intercorso tra il 70 e il 90 d.C., il teatro fu completamente ristrutturato. Per aumentarne la capienza la cavea fu ingrandita con l'aggiunta di un ordine di scalinate più esterno e fu realizzata una nuova facciata curvilinea in sostituzione della precedente. Ad essere ampliato fu anche il portico dietro la parete di scena che venne dotato di un peristilium con un nuovo colonnato in pietra che ospitava locali di servizio e piccoli spazi adibiti a camerini riservati agli attori. Ampliato fino ad una capienza di tremila persone e al culmine del suo splendore, il teatro, con tutta probabilità, ospitò anche alcune naumachìe, come sembrerebbero testimoniare alcuni canali di scolo rinvenuti nelle sue immediate vicinanze e sotto il tracciato iniziale dell'attuale via Roma. Il teatro fu utilizzato per più di due secoli fino all'affermarsi del cristianesimo che impose il divieto delle rappresentazioni teatrali. Al termine del IV secolo l'edificio, ormai abbandonato, divenne cava di materiali edilizi per la contestuale costruzione della prima cattedrale, la basilica dedicata a Cristo Salvatore. Quasi irriconoscibile e in gran parte spogliato dei marmi più pregiati, i resti del teatro furono quasi completamente distrutti dal primo assedio francese del Cinquecento. Dopo secoli di oblìo, gli attuali resti furono riportati alla luce soltanto tra il 1899 e il 1906, durante gli scavi per la costruzione della nuova ala di Palazzo Reale, commissionata da re Umberto I. Di fondamentale importanza fu l'intervento dell'architetto e studioso Alfredo D'Andrade; egli si oppose fermamente alla demolizione delle vestigia e, a seguito di rilievi e scavi sul posto, fece opportunamente modificare il progetto di ampliamento della manica di Palazzo Reale, consentendone il restauro e la conservazione dei resti. I lavori di risistemazione terminarono nel 1911 e i resti del teatro sono attualmente visibili sia nella parte esterna accanto al vicino Duomo di San Giovanni, che nella parte sotterranea del palazzo adiacente, prestigiosa sede del Museo...

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L’area archeologica del Teatro di Augusta Taurinorum, che insieme alla Porta Palatina è il più importante monumento romano conservato a Torino. Il Teatro Romano era il fulcro della vita sociale di Augusta Taurinorum. Ritornato alla luce soltanto nel 1899 durante i lavori per l’ampliamento della Manica Lunga di Palazzo Reale, il Teatro Romano occupava un intero isolato a ridosso dell’angolo nordorientale della cinta muraria. Demolito in età tardoimperiale per ricavarne materiale da costruzione per gli edifici vicini e sotterrato dalle sue stesse macerie, negli ultimi 120 anni è stato oggetto di scavi archeologici, lavori e ricerche da parte della Soprintendenza, che hanno fornito importanti dati sulla Torino antica. I resti della cavea semicircolare, del portico di retroscena e delle mura sono stati interessati da una serie di interventi di manutenzione, restauro e allestimento scenografico che hanno consentito di recuperare le spazialità originarie e la leggibilità dell’architettura dell’antico monumento. E in futuro potrà essere utilizzato per spettacoli ed...

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Il Teatro Romano di Torino è una delle testimonianze meglio conservate dell'antica Augusta Taurinorum, la colonia fondata dai Romani nel I secolo a.C. Situato nell'area del Parco Archeologico di via XX Settembre, fu costruito nel 13 a.C., probabilmente durante il principato di Augusto prima del completamento della cinta muraria della città e rappresentò uno dei primi edifici pubblici della colonia. Gli scavi condotti tra il 1960 e il 1962 hanno confermato due principali fasi costruttive: la prima, risalente all’età augustea, e una successiva, caratterizzata da ampliamenti strutturali la cui datazione è ancora da definire. L’edificio iniziale, di forma rettangolare (circa 61 x 47 metri), era caratterizzato da una cavea semicircolare in muratura, destinata agli spettatori più abbienti mentre il pubblico meno facoltoso trovava posto in un loggione superiore accessibile tramite scale. L’accesso avveniva attraverso porte situate lungo le vie circostanti mentre il palco aveva una scenografia semplice e gli attori entravano in scena da tre porte monumentali. Il teatro era circondato da un portico quadrangolare che fungeva da spazio di ritrovo per gli spettatori e alcuni dettagli architettonici, come il possibile utilizzo di un velarium per proteggere il pubblico dal sole e dalla pioggia, suggeriscono un’attenta progettazione inoltre si ipotizza che la struttura fosse accessibile anche ai visitatori provenienti dalle campagne circostanti, grazie alla presenza di ingressi diretti collegati alle mura della città. Il teatro occupava un intero isolato nel settore nord-orientale della città, un’area prestigiosa e strategica abitata dall’élite romana, vicina al forum e collegata alla Porta Palatina e alle strade dirette verso Vercelli e Milano. Tra il 70 e il 90 d.C., in un periodo di prosperità economica, l'edificio fu oggetto di una ristrutturazione completa con l'ampliamento della cavea e il ridisegno della facciata con l'aggiunta di un colonnato, d'un giardino e di nuove vie d'accesso per il pubblico. Con una capienza portata a circa 3.500 spettatori, il teatro divenne uno dei principali luoghi di intrattenimento della città e, secondo alcune ipotesi, potrebbe aver ospitato anche naumachie ovvero battaglie navali, come suggeriscono alcuni canali di scolo scoperti nei pressi dell'attuale via Roma tuttavia si suppone che Augusta Taurinorum disponesse anche di un anfiteatro, la cui esatta collocazione rimane incerta così come la sua effettiva esistenza. Nel corso del tempo, l'edificio subì altri interventi di ampliamento e abbellimento alcuni dei quali forse finanziati da Cozio II o da suo figlio Donno, come suggerisce un’iscrizione marmorea conservata nel Museo di Antichità. L'attività del teatro terminò intorno al III secolo d.C. con l’affermarsi del cristianesimo, che vietò le rappresentazioni teatrali e, dal IV secolo in poi ormai in disuso, fu spogliato dei suoi materiali per la costruzione della prima cattedrale della città, la Basilica di Cristo Salvatore. Nei secoli successivi, la struttura fu ulteriormente danneggiata e, durante l’assedio francese del Cinquecento, fu quasi completamente distrutta. Dopo un lungo periodo di oblio, il teatro fu riscoperto tra il 1899 e il 1906, durante i lavori per l’ampliamento della manica nuova di Palazzo Reale. L’architetto, archeologo e pittore Alfredo D’Andrade (1839-1915), direttore per molti anni della Sovrintendenza di Belle Arti in Liguria, Piemonte e Valle d'Aosta, si oppose alla sua demolizione e riuscì a preservarne i resti, restaurati e resi visibili nel 1911. Oggi, parte della struttura è osservabile all’aperto, vicino al Duomo di San Giovanni, mentre altre sezioni si trovano nella parte sotterranea del palazzo che ospita il Museo di Antichità. Negli ultimi anni, il sito archeologico è stato oggetto di interventi di restauro e valorizzazione attraverso lavori di pulizia e consolidamento e, ad oggi, è visitabile all’interno del Parco Archeologico di Torino, offrendo ai turisti e agli studiosi un'importante testimonianza sulla storia romana della città.
Davide PizziDavide Pizzi
Il teatro fu quasi sicuramente una delle prime costruzioni romane realizzate intorno al 13 a.C., poiché nessuna civitas romana poteva esserne priva. Esso fu costruito a seguito della conquista dei territori da parte delle truppe romane dell'imperatore Augusto, proprio per elevare allo status di civitas il modesto villaggio di Taurasia, rinominato Augusta Taurinorum. Grazie al prolungato periodo di pace e di prosperità economica intercorso tra il 70 e il 90 d.C., il teatro fu completamente ristrutturato. Per aumentarne la capienza la cavea fu ingrandita con l'aggiunta di un ordine di scalinate più esterno e fu realizzata una nuova facciata curvilinea in sostituzione della precedente. Ad essere ampliato fu anche il portico dietro la parete di scena che venne dotato di un peristilium con un nuovo colonnato in pietra che ospitava locali di servizio e piccoli spazi adibiti a camerini riservati agli attori. Ampliato fino ad una capienza di tremila persone e al culmine del suo splendore, il teatro, con tutta probabilità, ospitò anche alcune naumachìe, come sembrerebbero testimoniare alcuni canali di scolo rinvenuti nelle sue immediate vicinanze e sotto il tracciato iniziale dell'attuale via Roma. Il teatro fu utilizzato per più di due secoli fino all'affermarsi del cristianesimo che impose il divieto delle rappresentazioni teatrali. Al termine del IV secolo l'edificio, ormai abbandonato, divenne cava di materiali edilizi per la contestuale costruzione della prima cattedrale, la basilica dedicata a Cristo Salvatore. Quasi irriconoscibile e in gran parte spogliato dei marmi più pregiati, i resti del teatro furono quasi completamente distrutti dal primo assedio francese del Cinquecento. Dopo secoli di oblìo, gli attuali resti furono riportati alla luce soltanto tra il 1899 e il 1906, durante gli scavi per la costruzione della nuova ala di Palazzo Reale, commissionata da re Umberto I. Di fondamentale importanza fu l'intervento dell'architetto e studioso Alfredo D'Andrade; egli si oppose fermamente alla demolizione delle vestigia e, a seguito di rilievi e scavi sul posto, fece opportunamente modificare il progetto di ampliamento della manica di Palazzo Reale, consentendone il restauro e la conservazione dei resti. I lavori di risistemazione terminarono nel 1911 e i resti del teatro sono attualmente visibili sia nella parte esterna accanto al vicino Duomo di San Giovanni, che nella parte sotterranea del palazzo adiacente, prestigiosa sede del Museo di Antichità.
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L’area archeologica del Teatro di Augusta Taurinorum, che insieme alla Porta Palatina è il più importante monumento romano conservato a Torino. Il Teatro Romano era il fulcro della vita sociale di Augusta Taurinorum. Ritornato alla luce soltanto nel 1899 durante i lavori per l’ampliamento della Manica Lunga di Palazzo Reale, il Teatro Romano occupava un intero isolato a ridosso dell’angolo nordorientale della cinta muraria. Demolito in età tardoimperiale per ricavarne materiale da costruzione per gli edifici vicini e sotterrato dalle sue stesse macerie, negli ultimi 120 anni è stato oggetto di scavi archeologici, lavori e ricerche da parte della Soprintendenza, che hanno fornito importanti dati sulla Torino antica. I resti della cavea semicircolare, del portico di retroscena e delle mura sono stati interessati da una serie di interventi di manutenzione, restauro e allestimento scenografico che hanno consentito di recuperare le spazialità originarie e la leggibilità dell’architettura dell’antico monumento. E in futuro potrà essere utilizzato per spettacoli ed eventi culturali !
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Il Teatro Romano di Torino è una delle testimonianze meglio conservate dell'antica Augusta Taurinorum, la colonia fondata dai Romani nel I secolo a.C. Situato nell'area del Parco Archeologico di via XX Settembre, fu costruito nel 13 a.C., probabilmente durante il principato di Augusto prima del completamento della cinta muraria della città e rappresentò uno dei primi edifici pubblici della colonia. Gli scavi condotti tra il 1960 e il 1962 hanno confermato due principali fasi costruttive: la prima, risalente all’età augustea, e una successiva, caratterizzata da ampliamenti strutturali la cui datazione è ancora da definire. L’edificio iniziale, di forma rettangolare (circa 61 x 47 metri), era caratterizzato da una cavea semicircolare in muratura, destinata agli spettatori più abbienti mentre il pubblico meno facoltoso trovava posto in un loggione superiore accessibile tramite scale. L’accesso avveniva attraverso porte situate lungo le vie circostanti mentre il palco aveva una scenografia semplice e gli attori entravano in scena da tre porte monumentali. Il teatro era circondato da un portico quadrangolare che fungeva da spazio di ritrovo per gli spettatori e alcuni dettagli architettonici, come il possibile utilizzo di un velarium per proteggere il pubblico dal sole e dalla pioggia, suggeriscono un’attenta progettazione inoltre si ipotizza che la struttura fosse accessibile anche ai visitatori provenienti dalle campagne circostanti, grazie alla presenza di ingressi diretti collegati alle mura della città. Il teatro occupava un intero isolato nel settore nord-orientale della città, un’area prestigiosa e strategica abitata dall’élite romana, vicina al forum e collegata alla Porta Palatina e alle strade dirette verso Vercelli e Milano. Tra il 70 e il 90 d.C., in un periodo di prosperità economica, l'edificio fu oggetto di una ristrutturazione completa con l'ampliamento della cavea e il ridisegno della facciata con l'aggiunta di un colonnato, d'un giardino e di nuove vie d'accesso per il pubblico. Con una capienza portata a circa 3.500 spettatori, il teatro divenne uno dei principali luoghi di intrattenimento della città e, secondo alcune ipotesi, potrebbe aver ospitato anche naumachie ovvero battaglie navali, come suggeriscono alcuni canali di scolo scoperti nei pressi dell'attuale via Roma tuttavia si suppone che Augusta Taurinorum disponesse anche di un anfiteatro, la cui esatta collocazione rimane incerta così come la sua effettiva esistenza. Nel corso del tempo, l'edificio subì altri interventi di ampliamento e abbellimento alcuni dei quali forse finanziati da Cozio II o da suo figlio Donno, come suggerisce un’iscrizione marmorea conservata nel Museo di Antichità. L'attività del teatro terminò intorno al III secolo d.C. con l’affermarsi del cristianesimo, che vietò le rappresentazioni teatrali e, dal IV secolo in poi ormai in disuso, fu spogliato dei suoi materiali per la costruzione della prima cattedrale della città, la Basilica di Cristo Salvatore. Nei secoli successivi, la struttura fu ulteriormente danneggiata e, durante l’assedio francese del Cinquecento, fu quasi completamente distrutta. Dopo un lungo periodo di oblio, il teatro fu riscoperto tra il 1899 e il 1906, durante i lavori per l’ampliamento della manica nuova di Palazzo Reale. L’architetto, archeologo e pittore Alfredo D’Andrade (1839-1915), direttore per molti anni della Sovrintendenza di Belle Arti in Liguria, Piemonte e Valle d'Aosta, si oppose alla sua demolizione e riuscì a preservarne i resti, restaurati e resi visibili nel 1911. Oggi, parte della struttura è osservabile all’aperto, vicino al Duomo di San Giovanni, mentre altre sezioni si trovano nella parte sotterranea del palazzo che ospita il Museo di Antichità. Negli ultimi anni, il sito archeologico è stato oggetto di interventi di restauro e valorizzazione attraverso lavori di pulizia e consolidamento e, ad oggi, è visitabile all’interno del Parco Archeologico di Torino, offrendo ai turisti e agli studiosi un'importante testimonianza sulla storia romana della città.
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Il teatro fu quasi sicuramente una delle prime costruzioni romane realizzate intorno al 13 a.C., poiché nessuna civitas romana poteva esserne priva. Esso fu costruito a seguito della conquista dei territori da parte delle truppe romane dell'imperatore Augusto, proprio per elevare allo status di civitas il modesto villaggio di Taurasia, rinominato Augusta Taurinorum. Grazie al prolungato periodo di pace e di prosperità economica intercorso tra il 70 e il 90 d.C., il teatro fu completamente ristrutturato. Per aumentarne la capienza la cavea fu ingrandita con l'aggiunta di un ordine di scalinate più esterno e fu realizzata una nuova facciata curvilinea in sostituzione della precedente. Ad essere ampliato fu anche il portico dietro la parete di scena che venne dotato di un peristilium con un nuovo colonnato in pietra che ospitava locali di servizio e piccoli spazi adibiti a camerini riservati agli attori. Ampliato fino ad una capienza di tremila persone e al culmine del suo splendore, il teatro, con tutta probabilità, ospitò anche alcune naumachìe, come sembrerebbero testimoniare alcuni canali di scolo rinvenuti nelle sue immediate vicinanze e sotto il tracciato iniziale dell'attuale via Roma. Il teatro fu utilizzato per più di due secoli fino all'affermarsi del cristianesimo che impose il divieto delle rappresentazioni teatrali. Al termine del IV secolo l'edificio, ormai abbandonato, divenne cava di materiali edilizi per la contestuale costruzione della prima cattedrale, la basilica dedicata a Cristo Salvatore. Quasi irriconoscibile e in gran parte spogliato dei marmi più pregiati, i resti del teatro furono quasi completamente distrutti dal primo assedio francese del Cinquecento. Dopo secoli di oblìo, gli attuali resti furono riportati alla luce soltanto tra il 1899 e il 1906, durante gli scavi per la costruzione della nuova ala di Palazzo Reale, commissionata da re Umberto I. Di fondamentale importanza fu l'intervento dell'architetto e studioso Alfredo D'Andrade; egli si oppose fermamente alla demolizione delle vestigia e, a seguito di rilievi e scavi sul posto, fece opportunamente modificare il progetto di ampliamento della manica di Palazzo Reale, consentendone il restauro e la conservazione dei resti. I lavori di risistemazione terminarono nel 1911 e i resti del teatro sono attualmente visibili sia nella parte esterna accanto al vicino Duomo di San Giovanni, che nella parte sotterranea del palazzo adiacente, prestigiosa sede del Museo di Antichità.
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L’area archeologica del Teatro di Augusta Taurinorum, che insieme alla Porta Palatina è il più importante monumento romano conservato a Torino. Il Teatro Romano era il fulcro della vita sociale di Augusta Taurinorum. Ritornato alla luce soltanto nel 1899 durante i lavori per l’ampliamento della Manica Lunga di Palazzo Reale, il Teatro Romano occupava un intero isolato a ridosso dell’angolo nordorientale della cinta muraria. Demolito in età tardoimperiale per ricavarne materiale da costruzione per gli edifici vicini e sotterrato dalle sue stesse macerie, negli ultimi 120 anni è stato oggetto di scavi archeologici, lavori e ricerche da parte della Soprintendenza, che hanno fornito importanti dati sulla Torino antica. I resti della cavea semicircolare, del portico di retroscena e delle mura sono stati interessati da una serie di interventi di manutenzione, restauro e allestimento scenografico che hanno consentito di recuperare le spazialità originarie e la leggibilità dell’architettura dell’antico monumento. E in futuro potrà essere utilizzato per spettacoli ed eventi culturali !
Giornale Sentire

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